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Parere

Parere n. 847/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da Ambrosi Costruzioni di Aldegheri Vincenzina e C. Sas contro Comune di Arcole per l’annullamento della deliberazione del consiglio comunale di Arcole n. 47/11.

Giustizia amministrativa201402364

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione della deliberazione del Consiglio comunale di Arcole n. 47/11, relativa all’autorizzazione alla vendita, con condizioni, di un lotto ancora inedificato.

Esito

IMPROCEDIBILITA

La questione giuridica

La ricorrente ha impugnato la deliberazione del Consiglio comunale di Arcole con cui era stata autorizzata la vendita, imponendo contestualmente alcune condizioni, di un lotto non ancora edificato. Nel corso del procedimento le parti hanno concordato una soluzione transattiva, successivamente recepita dal Comune con deliberazione consiliare n. 11 del 28 giugno 2013. Sebbene la transazione fosse rimasta inizialmente inattuata, essa ha condotto al rilascio di un permesso di costruire e alla successiva edificazione del lotto. A seguito della sollecitazione della Sezione, la ricorrente ha formalmente dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, affermando che la vicenda era stata definita transattivamente e che il contenzioso era stato regolato alle condizioni dell’atto transattivo.

Il parere

Il Consiglio di Stato prende atto della dichiarazione della ricorrente e della definizione transattiva della vicenda, nonché degli sviluppi intervenuti con la deliberazione comunale n. 11 del 28 giugno 2013, il rilascio del permesso di costruire e l’edificazione del lotto. Tali circostanze determinano il venir meno dell’interesse alla decisione e la cessazione della materia del contendere. Il ricorso è pertanto dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere.

Osservazioni

Cessata materia del contendere

La definizione transattiva della vicenda, recepita dal Comune, unitamente al rilascio del permesso di costruire e alla successiva edificazione del lotto, ha determinato il venir meno dell’interesse della ricorrente alla decisione del ricorso. Il ricorso deve quindi essere dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, quando nelle more del procedimento la controversia viene definita mediante accordo transattivo e gli sviluppi successivi rendono non più attuale l’interesse del ricorrente alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere.
  • La formale dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, corroborata dalla definizione sostanziale della vicenda controversa e dall’attuazione degli effetti amministrativi rilevanti, giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso straordinario.

Impugnazione della deliberazione comunale sulla vendita di un lotto

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una società privata contro il Comune di Arcole, avente a oggetto la deliberazione del Consiglio comunale n. 47/11. Con tale atto il Comune aveva autorizzato la vendita, subordinandola a determinate condizioni, di un lotto ancora inedificato.

Sviluppi della vicenda

Nel corso del procedimento le parti hanno raggiunto una soluzione transattiva. Sebbene l’accordo fosse rimasto inizialmente inattuato, la vicenda è stata successivamente definita attraverso la deliberazione del Consiglio comunale di Arcole n. 11 del 28 giugno 2013, con la quale il Comune ha stabilito di regolare il contenzioso alle condizioni indicate nell’atto transattivo.

Gli sviluppi successivi hanno inoltre condotto al rilascio di un permesso di costruire e alla successiva edificazione del lotto.

Venir meno dell’interesse al ricorso

La ricorrente, dopo essere stata sollecitata dalla Sezione, ha dichiarato formalmente di non avere più interesse alla decisione. Ha precisato che la controversia era stata definita transattivamente dalle parti e che il Comune aveva recepito tale soluzione con la citata deliberazione consiliare.

Valutazione del Consiglio di Stato

La Sezione ha ritenuto che la definizione transattiva della vicenda e gli ulteriori sviluppi amministrativi ed edilizi avessero fatto venir meno l’interesse attuale alla decisione del ricorso. Non residuando una controversia sulla quale pronunciare, il Consiglio di Stato ha dichiarato la cessazione della materia del contendere.

Conclusione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato improcedibile per cessata materia del contendere. La pronuncia non contiene una decisione di merito sulla legittimità della deliberazione comunale n. 47/11.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniTitoli abilitativi ediliziEstinzione, perenzione e improcedibilitàRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiUrbanistica e governo del territorioEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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