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Sentenza

Sentenza n. 160/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento A) quanto al ricorso introduttivo: - della deliberazione della Giunta comunale di Como n. 75, del 20.03.2024, pubblicata all'Albo pretorio dal 22.3.2024 al 5.4.2024, avente ad oggetto: “Servizio taxi: determinazione del contingente per il rilascio di licenze aggiuntive determinazione del valore di licenza”; B) quanto ai motivi aggiunti depositati il 30\09\2024, per l’annullamento, previa sospensione degli effetti: - della deliberazione della Giunta comunale di Como n. 257, del 31.07.2024, recante “Servizio taxi: conformazione al parere dell’Autorità di regolazione dei traspor (ART) in ordine alla determinazione del contingente e alla determinazione del valore della licenza”; - del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) n. 31, del 23 maggio 2024; - della determina del Settore 3, Commercio SUAP - SUEVCO - Patrimonio, Comune di Como n. 148, del 13.8.2024, recante “Approvazione del bando di concorso pubblico per titoli ed esami per l’assegnazione onerosa a persone fisiche di 23 licenze per l’esercizio del servizio taxi mediante autovettura”; C) quanto ai motivi aggiunti depositati il 6/11/2024, per l’annullamento: - del bando di concorso pubblico per titoli ed esami per l’assegnazione onerosa a persone fisiche di 23 licenze per l’esercizio del servizio taxi mediante autovettura, senza data, pubblicato all’albo pretorio comunale dal 14.8.2024 al 24.9.2024.

Giustizia amministrativa202401190

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione comunale sulla determinazione del contingente e del valore delle licenze taxi, successiva conformazione al parere ART, determina di approvazione del bando e bando per l'assegnazione onerosa di 23 licenze taxi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato, con il ricorso introduttivo e due ricorsi per motivi aggiunti, gli atti del Comune di Como relativi all'incremento del contingente taxi, alla determinazione del valore delle licenze e all'assegnazione onerosa di 23 nuove licenze mediante concorso pubblico per titoli ed esami. Dal testo emerge che gli atti erano stati contestati sotto plurimi profili di illegittimità, non ulteriormente specificati nella sentenza. Le domande cautelari proposte con il ricorso introduttivo e con il primo ricorso per motivi aggiunti erano state respinte. In vista dell'udienza di merito, i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione, chiedendo la declaratoria di carenza di interesse e la compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso principale e i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione dei ricorrenti depositata il 12 dicembre 2025. Il Collegio ha escluso, invece, l'estinzione del giudizio richiesta dal Comune, poiché la dichiarazione non presentava le forme e i contenuti richiesti dagli artt. 35, comma 2, lett. c), e 84, commi 1 e 3, c.p.a. Il giudice ha inoltre ritenuto di non poter decidere il merito né sostituirsi ai ricorrenti nella valutazione dell'interesse ad agire, una volta intervenuta un'espressa dichiarazione di non avere più interesse alla decisione. È stata respinta la richiesta del Comune di essere considerato presente da remoto in udienza, poiché la disciplina temporanea che consentiva tale modalità era ormai scaduta. Le spese di lite sono state compensate in ragione delle ragioni e della natura processuale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse determina l'improcedibilità del ricorso e dei motivi aggiunti.

  • art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.

    La declaratoria di estinzione richiede il rispetto delle forme e dei contenuti previsti dalla disciplina processuale.

  • art. 84, commi 1 e 3, c.p.a.

    La rinuncia al ricorso, ai fini dell'estinzione, deve essere resa nelle forme prescritte; una mera dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse non è sufficiente.

  • art. 84, comma 2, c.p.a.

    La disposizione è stata invocata dal Comune ai fini della condanna dei ricorrenti alle spese, ma il giudice ha disposto la compensazione.

  • art. 7-bis d.l. 23 luglio 2021, n. 105, convertito dalla l. 16 settembre 2021, n. 126

    La possibilità di trattazione da remoto per l'impossibilità della presenza fisica di singoli difensori era temporalmente limitata e non risultava applicabile alla data dell'udienza.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse e non può decidere d'ufficio il merito della controversia né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire.
  • La mera dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse non determina l'estinzione del giudizio se non rispetta le forme e i contenuti prescritti per la rinuncia al ricorso dagli artt. 35 e 84 c.p.a.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può riguardare sia il ricorso principale sia i motivi aggiunti, comportandone l'improcedibilità quando la parte ricorrente non intenda più ottenere una decisione di merito.
  • La possibilità di trattazione da remoto fondata sulla disciplina temporanea dell'art. 7-bis d.l. n. 105/2021 non è invocabile dopo la scadenza del termine legislativo del 31 marzo 2022.

Come è indicizzato

MaterieTaxi e noleggio con conducenteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiServizi pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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