Cassazione Penale, Sentenza n. 35631/2023 del 25/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Imputazione di vizio di motivazione rispetto alla riconosciuta consapevolezza (dolo eventuale) circa la provenienza illecita dei fondi usati per l'investimento immobiliare e censure sulla confisca disposta sugli immobili della societa Iniziative Cusago di Sotto s.r.l.. In particolare il ricorrente deduce che la Corte d'appello avrebbe ritenuto il dolo eventuale sulla base di mero sospetto e non su elementi concreti, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Nocera) e altre pronunce; contesta inoltre la riqualificazione della confisca come conseguente a un reato diverso (autoriciclaggio) non previsto al tempo dei fatti e lamenta violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza e l'erronea applicazione dei presupposti della confisca per equivalente e della confisca diretta a beni societari.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile e manifestamente infondato, confermando che la Corte d'appello ha motivato adeguatamente la sussistenza del dolo eventuale sulla base di elementi concreti: ingente valore dell'investimento, finanziamento da conto svizzero intestato a societa off-shore in paradiso fiscale, ingerenza di somme provenienti da Concolino e la connivenza tra Sogne e Concolino. La Suprema Corte ha escluso che la motivazione si fondi su mero sospetto, rilevando l'uso corretto di un procedimento deduttivo per ricavare l'elemento psicologico. Ha dichiarato inammissibili le doglianze che propongono una diversa valutazione del materiale probatorio. Quanto alla confisca, la Corte ha stabilito che la sentenza di merito ha condannato per il reato di riciclaggio e non per autoriciclaggio; la confisca dei beni societari e' stata ritenuta conforme in quanto gli immobili costituiscono profitto della condotta di riciclaggio compiuta da Sogne a vantaggio della societa. Tutte le censure fondate sull'errata qualificazione del reato o sulla natura del profitto (evasione fiscale di Concolino) sono pertanto infondate. Segue il rigetto del ricorso.
Norme richiamate
art. 648-ter cod. pen. (riciclaggio)
La norma richiede il dolo eventuale circa la provenienza illecita dei beni; nella fattispecie la Corte ha ravvisato il dolo eventuale dalla rappresentazione e accettazione del rischio derivante da elementi esterni concreti
art. 648-quater cod. pen. (autoriciclaggio)
Norma introdotta nel 2015 che configura reato diverso dal riciclaggio: presuppone che l'agente sia autore o concorrente del reato presupposto; la Corte ha escluso che la sentenza impugnata abbia ritenuto Sogne responsabile di autoriciclaggio
Sezioni Unite, sentenza n. 12433/2009 (Nocera)
Richiamata dal ricorrente per la definizione del dolo eventuale: il dolo eventuale si colloca su un gradino piu' alto del mero sospetto e implica la rappresentazione della concreta possibilita' della provenienza delittuosa
Sez. U., sentenza n. 38343/2014 (Thyssenkrupp)
Giurisprudenza citata a supporto dei criteri valutativi per la consapevolezza circa la provenienza illecita, utilizzata come presidio interpretativo sull'elemento psicologico
Sez. 2, sentenza n. 36893/2018 (Franchini)
Giurisprudenza di legittimità che conferma la possibilita' di desumere il dolo eventuale da indici esterni come l'uso di Paesi off-shore e intestazioni a soggetti predisposti per occultare il beneficiario reale
Sez. 2, sentenza n. 8330/2013 (Antonicelli)
Precedente usato per rafforzare il principio che specifici indici esteriori possono suffragare la sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di riciclaggio
Sez. 2, sentenza n. 9106/2021 (Caradonna)
Richiamata in relazione all'inammissibilita' delle doglianze che impugnano la valutazione di merito del materiale probatorio senza dedurre questioni di diritto
Sez. 3, sentenza n. 2343/2018 (Di Fenza)
Principio secondo cui in Cassazione sono inammissibili i motivi concernenti parti della sentenza di primo grado non devolute all'appello, in quanto quelle statuizioni acquistano efficacia di giudicato
Massime di principio
- Per il reato di riciclaggio il dolo eventuale puo' essere desunto da elementi esteriori concreti: ingenti somme, uso di conti esteri e societa off-shore, intestazioni a soggetti interposti e collegamenti con soggetti che detengono fondi illeciti
- La valutazione dell'elemento psicologico in materia di riciclaggio e' tipicamente ricavabile con procedimento logico-deduttivo basato sulla valutazione congiunta degli indici, e non e' necessario che la prova dia la certezza della provenienza illecita
- In Cassazione sono inammissibili i ricorsi che si limitano a proporre una diversa lettura o rivalutazione delle prove di merito senza dedurne questioni di diritto predeterminate
- Non e' consentito fondare il ricorso in Cassazione su questioni o contestazioni non devolute al giudice d'appello: cio' che non e' stato dedotto in appello in punto sostanziale resta impregiudicato e acquista efficacia di giudicato
- La confisca puo' essere disposta anche su beni formalmente intestati a terzi se risulta che quei beni costituiscono il profitto della condotta di riciclaggio commessa a vantaggio del soggetto proprietario; la qualificazione del profitto deve essere valutata nel contesto della ricostruzione fattuale
- La riqualificazione del reato da riciclaggio ad autoriciclaggio comporta problemi di temporaneita' normativa e di struttura del reato; pertanto, se la motivazione di merito e' coerente con la fattispecie di riciclaggio, la semplice citazione di autoriciclaggio non implica cambiamento della natura della condanna
- Chi impugna decisioni che dispongono confische societarie deve specificamente contestare il nesso di causalita' tra i proventi illeciti e gli acquisti societari, altrimenti il giudice puo ritenere il profitto collegato alla condotta di riciclaggio dell'amministratore o rappresentante
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