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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7529/2022 del 02/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Verona che aveva rigettato la richiesta di dissequestro delle quote societarie della IMMOBILINVEST s.r.l., degli immobili intestati alla stessa e delle quote della DIAMANTI s.r.l. La difesa, con unico atto, deduceva violazione di legge e omessa motivazione sostenendo che: 1) Valbusa Stefano disponeva di lecite fonti economiche per gli acquisti intestati a IMMOBILINVEST; 2) Stefano non risulta concorrente nel reato contestato (art. 512-bis c.p.), dunque le operazioni societarie e gli acquisti non dimostrerebbero la riconducibilità dei beni a Valbusa Leonardo; 3) la cessione delle quote da Stefano a Carola non prova la riferibilità del compendio patrimoniale a Leonardo. In sostanza si chiedeva il riesame del sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende. Motivazione principale: i profili dedotti erano già stati esaminati e respinti nel precedente giudicato cautelare (tra cui la sentenza n. 51935/2019) e i ricorrenti non hanno prodotto elementi nuovi idonei a superare la preclusione; inoltre il ricorso mancava di autosufficienza e di specificità nella censura rispetto alla motivazione esposta dall'ordinanza impugnata. Il Tribunale aveva inoltre correttamente ritenuto che la valutazione definitiva sulla responsabilità penale e sulle allegazioni difensive spetti alla fase dibattimentale.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    norma sulla confisca obbligatoria e sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la misura cautelare è stata disposta ai sensi di questa disposizione in relazione ad ipotesi di fittizia intestazione

  • art. 512-bis cod. pen.

    riguarda la fittizia intestazione di beni; il provvedimento cautelare è fondato sull'accusa di fittizia intestazione ex art. 512-bis nei confronti di specifici indagati (in particolare Valbusa Leonardo)

  • giurisprudenza di legittimità (Sez. 2, n. 49188/2015; n. 51199/2019)

    principio secondo cui la preclusione derivante da una precedente pronuncia del tribunale del riesame riguarda solo le questioni esplicitamente o implicitamente trattate; può essere superata solo con elementi nuovi che modifichino il quadro di riferimento

Massime di principio

  • Un ricorso avverso sequestro preventivo già oggetto di precedente decisione è difficilmente ricevibile se non vengono prodotti elementi nuovi e specifici rispetto a quanto già valutato; la mera reiterazione delle stesse argomentazioni è insufficiente.
  • La legittimazione ad impugnare richiede che il ricorrente dimostri il proprio interesse e lo status processuale: omissioni in tal senso possono comportare inammissibilità per carenza di autosufficienza del ricorso.
  • Questioni riguardanti il "fumus" della contestazione e la valutazione delle prove in ordine alla responsabilità penale, quando non nuove circostanze emergono, restano tipicamente riservate alla fase dibattimentale e non si risolvono in sede cautelare.
  • Se un organo giudiziario ha già esaminato e respinto specifiche censure (con statuizioni che integrano un giudicato cautelare), la loro riesamina necessita di fatti o documenti nuovi e pertinenti che possano effettivamente modificare la valutazione precedente.
  • Le impugnazioni contro ordinanze di rigetto di dissequestro devono contenere censure specifiche e confrontarsi puntualmente con la motivazione resa dal giudice; censure generiche o non autosufficienti sono destinate al rigetto.

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