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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50289/2023 del 18/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che aveva riformato l'assoluzione pronunciata in primo grado e aveva condannato Bivona per aver svolto attività di raccolta scommesse su eventi sportivi senza la prescritta licenza. Il ricorrente deduceva cinque motivi: rilevanza della domanda di regolarizzazione presentata dalla Phoenix International Ltd, assenza dell'elemento soggettivo e presenza di errore sul fatto, violazione dell'obbligo di motivazione rafforzata da parte della Corte d'appello, invocata disapplicazione della norma per contrasto con principi comunitari (libertà di stabilimento, non discriminazione, tutela della concorrenza) e mancata valutazione della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto legittima la ricostruzione della Corte d'appello secondo cui Bivona non era un mero intermediario ma si era inserito direttamente nel rapporto di gioco (conto giochi intestato a terzi o riferito a soggetti di difficile identificazione), configurando responsabilità personale per gestione di scommesse senza autorizzazione. La Corte ha escluso la necessità di riaprire l'istruttoria perché la modifica della decisione di merito era basata su diversa qualificazione giuridica dei fatti e non su nuova valutazione della prova dichiarativa. Ha inoltre ritenuto irrilevante ai fini della buona fede l'istanza, reale o presunta, della Phoenix International Ltd; ha considerato infondata e non pertinente la doglianza basata sui principi comunitari; ha dichiarato inammissibile l'eccezione relativa all'art. 131-bis c.p. per non aver il ricorrente fornito in cassazione elementi immediatamente rilevabili dagli atti che consentissero l'applicazione della causa di non punibilità; ha condannato il ricorrente alle spese e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 4-bis, legge n. 401/1989

    Normativa contestata in relazione alla disciplina delle scommesse; la Corte d'appello e la Cassazione hanno valutato i fatti secondo la fattispecie penale richiamata, ritenendo responsabilità dell'imputato per attività di raccolta scommesse senza titolo

  • art. 88 TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza)

    Prevede la necessità di titoli autorizzativi per la raccolta delle scommesse; la mancanza di tale titolo è centrale per la configurazione del reato contestato

  • art. 1, comma 643, legge n. 190/2014 (legge di stabilità 2015)

    Norma che disciplina una procedura di regolarizzazione per operatori esteri; la Corte ha ritenuto che l'eventuale partecipazione di Phoenix International Ltd alla procedura non esoneri Bivona dalla responsabilità personale quando questi agisce come parte autonoma nel rapporto di scommessa

  • art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Previsione sulla riapertura dell'istruttoria dibattimentale; la Corte ha ritenuto non necessaria la rinnovazione istruttoria quando la riforma della sentenza di merito è frutto di diversa qualificazione giuridica dei fatti e non di diversa valutazione della prova dichiarativa

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa speciale di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ricordato che, se la sua applicabilità diventa rilevabile solo dopo una modifica normativa sopravvenuta, il ricorrente deve comunque dimostrare con atti già presenti in causa che i presupposti sono immediatamente riscontrabili, onere che qui non è stato assolto

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna al pagamento delle spese processuali e di ammende in caso di ricorso inammissibile; applicata per condannare il ricorrente al pagamento di somme a favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello modifica una pronuncia assolutoria per diversa qualificazione giuridica dei fatti (e non per nuova valutazione delle prove dichiarative), non è sempre necessaria la rinnovazione dell'istruttoria.
  • La distinzione tra mero intermediario e soggetto che assume autonomamente la posizione contrattuale nel rapporto di scommessa è cruciale: la disponibilità di conti gioco intestati a terzi o riferiti a soggetti difficili da identificare può far qualificare l'imputato come gestore e non come semplice intermediario.
  • La buona fede derivante dall'operare per conto di una società estera che ha chiesto regolarizzazione non esonera automaticamente l'agente se questi non ha agito personalmente per ottenere l'autorizzazione o se si è posto come parte autonoma nel rapporto di gioco.
  • Le questioni connesse a principi del diritto dell'Unione (es. libertà di stabilimento) devono essere attentamente inquadrate e dimostrate come rilevanti per il caso concreto: se l'attività è svolta da soggetti operanti esclusivamente in ambito nazionale la doglianza può risultare irrilevante.
  • La richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. deve essere proposta tempestivamente nelle sedi di merito o, se presentata in cassazione in conseguenza di sopravvenute modifiche normative, deve essere sorretta da elementi chiari e immediatamente desumibili dagli atti processuali; altrimenti è inammissibile.

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