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Sentenza

Sentenza n. 447/2026 - Ancona, Sezione 1

Giustizia amministrativa202400050

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: autorizzazione regionale alla costruzione e all’esercizio di un gasdotto, unitamente agli atti presupposti e ai pareri e valutazioni acquisiti nella conferenza di servizi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società agricola ha impugnato il decreto regionale recante autorizzazione, ai sensi dell’art. 52-quater del d.P.R. 327/2001, alla costruzione e all’esercizio dell’opera denominata “Anello Val d’Aso DN 150/100 (6”/4”) DP 75 bar”, proposta da una società operante nel settore del trasporto del gas. Sono stati altresì impugnati gli atti presupposti, incluso il decreto ministeriale relativo alle valutazioni ambientali e i pareri e le valutazioni tecniche acquisiti nella conferenza di servizi. Dopo la costituzione della Regione, del Ministero e della società controinteressata, la ricorrente ha depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso. La rinuncia non rispettava le formalità previste, poiché non era stata notificata almeno dieci giorni prima dell’udienza; il giudizio è stato quindi esaminato sotto il profilo della sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che la rinuncia irrituale, pur non potendo produrre gli effetti propri della rinuncia formalmente perfezionata, potesse essere valutata quale dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, ai sensi dell’art. 84, comma 4, c.p.a. e dell’art. 35 c.p.a. La causa è stata pertanto definita in rito, senza esame della legittimità degli atti impugnati. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    la rinuncia irrituale può comunque essere valutata come dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse alla decisione

    La rinuncia al ricorso non perfezionata secondo le formalità prescritte, nella specie per omessa notificazione almeno dieci giorni prima dell’udienza, può essere considerata come manifestazione della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento quale disposizione processuale applicabile alla definizione della controversia.

  • art. 52-quater d.P.R. 327/2001

    Costituisce la base normativa dell’autorizzazione regionale impugnata per la costruzione e l’esercizio dell’opera.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso non conforme alle formalità previste dal codice del processo amministrativo, in particolare perché non notificata alle altre parti almeno dieci giorni prima dell’udienza, può essere valutata dal giudice quale dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.
  • Quando dagli atti processuali emerge la sopravvenuta carenza di interesse del ricorrente, il giudice deve definire il giudizio con una pronuncia di improcedibilità, senza esaminare nel merito i vizi dedotti contro l’atto amministrativo.
  • La definizione in rito per sopravvenuto difetto di interesse può giustificare la compensazione delle spese di giudizio, secondo la valutazione del giudice.

Come è indicizzato

MaterieDichiarazione di pubblica utilitàReti e impianti energeticiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEspropriazione per pubblica utilitàEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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