Sentenza n. 41/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per la riforma della sentenza di rigetto del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia - sezione staccata di Catania (Sezione Quarta) n. -OMISSIS-, resa tra le parti, e per il conseguente annullamento: - del provvedimento del Dirigente del 3° Dipartimento del Comune di S. Croce Camerina del 7 ottobre 2016, notificato il 19 ottobre 2016, con il quale è stata disposta la acquisizione gratuita al patrimonio del Comune resistente del fabbricato sito in c.da -OMISSIS- -OMISSIS-. e relativa area di sedime, distinto in catasto urbano al -OMISSIS-, di proprietà del ricorrente, per successione ai genitori, giudicato non sanabile ai sensi dell'art. 23 della L.R. n.37/1985 in quanto posto a distanza inferiore a quella stabilita dall'art. 15 della L.R. n. 78/1976;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia - Catania che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro il provvedimento comunale di acquisizione gratuita al patrimonio del manufatto abusivo e dell'area di sedime
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale, disposta il 7 ottobre 2016, di un manufatto edilizio realizzato senza titolo entro la fascia costiera dei 150 metri dalla battigia, a seguito della mancata ottemperanza a un'ordinanza di demolizione del 5 novembre 1997. Il proprietario aveva contestato la validità dell'acquisizione sostenendo che il procedimento di sanatoria avviato nel 1986 non si sarebbe concluso con un definitivo diniego, poiché il parere negativo della Commissione comunale per il recupero edilizio del 30 settembre 1997 avrebbe avuto natura non provvedimentale. Da tale premessa deduceva l'illegittimità dell'ordinanza di demolizione e, in via derivata, dell'acquisizione. Richiamava inoltre la pianificazione urbanistica dell'area, la destinazione residenziale della fascia costiera, la presenza di edificazione diffusa e sopravvenienze pianificatorie, sostenendo la sanabilità o condonabilità dell'opera. In appello contestava la declaratoria di inammissibilità pronunciata dal TAR, assumendo che fossero ancora contestabili i presupposti dell'acquisizione. Deduceva altresì il difetto di ius postulandi del difensore del Comune, ritenuto dipendente da un ente diverso dal Comune e non legittimato a svolgere il patrocinio. Il Comune sosteneva che l'acquisizione fosse atto vincolato e consequenziale alla definitività dell'ordine demolitorio e che l'appello non individuasse vizi propri dell'atto del 2016.
La decisione
Il CGARS ha respinto l'appello e confermato la decisione di primo grado. Ha ritenuto che il gravame non censurasse puntualmente la ratio decidendi della sentenza appellata, poiché mirava sostanzialmente a rimettere in discussione, attraverso l'impugnazione dell'atto acquisitivo, il diniego di sanatoria e l'ordinanza di demolizione del 1997, non tempestivamente impugnati e comunque già scrutinati con esito sfavorevole nel ricorso straordinario definito dal decreto presidenziale del 9 febbraio 2010. L'acquisizione gratuita è stata qualificata come esito vincolato dell'inottemperanza all'ordine demolitorio, non utilmente contestabile mediante doglianze rivolte ai presupposti ormai consolidati, in assenza di specifici vizi propri dell'atto terminale. Il Collegio ha aggiunto che, anche superando le preclusioni processuali, l'appello sarebbe stato infondato nel merito: l'ordine demolitorio costituiva un presupposto valido e stabilizzato dell'acquisizione; la collocazione dell'immobile nella fascia costiera dei 150 metri rilevava ai fini della disciplina regionale sulla sanatoria; la pianificazione urbanistica e le sopravvenienze non potevano incidere retroattivamente sulla legittimità degli atti repressivi già definiti. L'eccezione relativa al difetto di ius postulandi è stata respinta sia perché non impediva la definizione del giudizio sulla base della questione pregiudiziale, sia perché il Comune aveva fornito elementi idonei a giustificare il patrocinio in forma associata e l'appellante non aveva superato tali argomenti con adeguata dimostrazione. Le spese sono state poste a carico dell'appellante e liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale è considerata conseguenza vincolata della mancata ottemperanza all'ordine di demolizione, una volta consolidato il presupposto demolitorio.
art. 15 l.r. Sicilia n. 78/1976
La disciplina della fascia costiera dei 150 metri dalla battigia costituisce il presupposto sostanziale della rigorosa limitazione dell'edificabilità e della sanabilità del manufatto.
art. 23 l.r. Sicilia n. 37/1985
La sanatoria delle opere ricadenti nella fascia costiera è subordinata a presupposti temporali e probatori rigorosi, inclusa la prova dell'epoca di realizzazione dell'opera.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce base normativa, unitamente agli artt. 5 e 6 del Regolamento UE 2016/679, per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- L'impugnazione dell'atto acquisitivo conseguente all'inottemperanza a un ordine di demolizione non può essere utilizzata per contestare tardivamente la legittimità degli atti presupposti, ormai definitivi, se il ricorrente non deduce specifici e autonomi vizi propri dell'acquisizione.
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente alla mancata esecuzione dell'ordine di demolizione costituisce un atto vincolato; una volta consolidata la legittimità dell'ordine demolitorio, l'annullamento dell'acquisizione richiede la dimostrazione di autonome illegittimità dell'atto terminale.
- La definitività dell'ordine di demolizione non viene meno per il fatto che il procedimento di sanatoria fosse stato definito mediante un atto o parere di natura controversa, quando l'ordine demolitorio sia stato autonomamente scrutinato e confermato in sede giurisdizionale o para-giurisdizionale.
- Sopravvenienze urbanistiche o modifiche della pianificazione non possono essere utilizzate retroattivamente per rimettere in discussione la legittimità di atti repressivi edilizi già definiti né per neutralizzare gli effetti dell'inottemperanza a un ordine demolitorio consolidato.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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