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Ordinanza

Ordinanza n. 1813/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202200552

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia nell'esecuzione della sentenza che aveva disposto il rilascio del fondo, la riduzione in pristino e il risarcimento del danno, nonché mancato pagamento delle somme liquidate con il provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha proposto un incidente di esecuzione ai sensi dell'art. 114 c.p.a. nell'ambito del giudizio di ottemperanza già accolto, lamentando che il Comune, nonostante la nomina e l'insediamento del Commissario ad acta, non aveva dato piena esecuzione alla sentenza passata in giudicato. La sentenza originaria aveva condannato il Comune al rilascio del fondo, previa riduzione in pristino, e al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima iniziata il 13 agosto 2005, lasciando all'Amministrazione la facoltà di procedere all'acquisizione del bene ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001. Il Commissario ad acta aveva esercitato tale facoltà, acquisendo il cespite e liquidando complessivamente euro 799.630,80, qualificati come debito fuori bilancio. Tuttavia, le somme non erano state pagate né depositate presso la Cassa Depositi e Prestiti. La ricorrente ha quindi chiesto chiarimenti sull'efficacia dell'acquisizione, sull'esaustività dell'ottemperanza, sulla spettanza dell'indennizzo per l'ulteriore periodo di occupazione successivo all'atto acquisitivo e sulla ripartizione delle competenze tra organi ordinari del Comune, Organismo Straordinario di Liquidazione e Commissario ad acta, nonché sull'eventuale obbligo di fornire all'Organismo la provvista finanziaria. Il Comune era in stato di dissesto, dichiarato con deliberazione consiliare del 13 novembre 2023, mentre l'Organismo Straordinario di Liquidazione aveva sostenuto che gli adempimenti successivi all'acquisizione spettassero agli organi ordinari dell'ente.

La decisione

Il TAR ha preliminarmente ritenuto tempestivo e rituale l'incidente di esecuzione. Ha chiarito che, ai sensi dell'art. 42-bis, comma 4, d.P.R. 327/2001, il trasferimento della proprietà è subordinato alla condizione legale sospensiva dell'effettivo pagamento delle somme dovute al proprietario oppure del loro deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti. Poiché nessun pagamento o deposito era intervenuto, il provvedimento commissariale di acquisizione doveva essere considerato, allo stato, inefficace. Il Collegio ha distinto la scelta sostanziale tra acquisizione del bene e restituzione al proprietario, che resta di competenza degli organi istituzionali ordinari dell'ente locale anche in presenza di dissesto, dagli adempimenti meramente patrimoniali e contabili conseguenti all'acquisizione, che rientrano nelle competenze dell'Organismo Straordinario di Liquidazione. Tali competenze comprendono non solo i debiti già contabilizzati alla data della dichiarazione di dissesto, ma anche le obbligazioni sorte successivamente quando siano conseguenza diretta e immediata di atti o fatti di gestione anteriori al dissesto. L'occupazione sine titulo, iniziata nel 2005 e qualificata come illecito permanente, è stata quindi ricondotta alla gestione antecedente al dissesto; le relative pretese creditorie, comprese quelle maturate successivamente, rientrano negli adempimenti dell'Organismo Straordinario di Liquidazione. Il TAR ha inoltre ritenuto che l'ulteriore indennizzo dovuto per la protrazione dell'occupazione illegittima dalla data dell'atto ex art. 42-bis sino alla definizione della vicenda dovesse essere liquidato nell'ambito degli adempimenti commissariali. Quanto alla provvista finanziaria dell'Organismo, il Collegio ha richiamato la disciplina dell'art. 255 TUEL, imponendo il rispetto delle procedure ivi previste. Il giudizio non è stato definito con una nuova condanna pecuniaria immediatamente esecutiva: sono stati resi i chiarimenti richiesti ed è stata accordata al Commissario ad acta una proroga di trenta giorni per completare gli adempimenti, inclusa la liquidazione di quanto ancora dovuto.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    incidente di esecuzione ai sensi dell'art. 114 cod. proc. amm.

    La disposizione consente di chiedere al giudice dell'ottemperanza chiarimenti e ulteriori provvedimenti necessari per dare esecuzione al giudicato.

  • art. 34, comma 4, c.p.a.

    onera a tal fine il Comune resistente di proporre alla parte ricorrente, nel termine di centoventi (120) giorni ... una somma a titolo di risarcimento

    La sentenza originaria aveva utilizzato il meccanismo di determinazione del risarcimento previsto dalla disposizione, indicando i criteri cui l'amministrazione avrebbe dovuto attenersi.

  • art. 42-bis, comma 4, d.P.R. 327/2001

    L'atto ... è notificato al proprietario e comporta il passaggio del diritto di proprietà sotto condizione sospensiva del pagamento delle somme dovute ai sensi del comma 1, ovvero del loro deposito effettuato ai sensi dell'articolo 20, comma 14

    Il passaggio della proprietà del bene acquisito è subordinato al pagamento effettivo delle somme dovute o al loro deposito; in mancanza, l'atto di acquisizione resta inefficace.

  • art. 244 d.lgs. 267/2000

    stato di dissesto ai sensi dell'art. 244 d.lgs. n. 267/2000

    La dichiarazione di dissesto determina l'avvio della procedura di risanamento dell'ente e il riparto delle competenze tra organi ordinari e Organismo Straordinario di Liquidazione.

  • art. 255 d.lgs. 267/2000

    le procedure da seguire per dotare l'O.S.L. delle risorse necessarie ... sono rigidamente disciplinate all'art. 255 T.U.EE.LL.

    La provvista finanziaria necessaria all'Organismo Straordinario di Liquidazione deve essere assicurata secondo le procedure rigidamente previste dalla disposizione.

Massime di principio

  • L'acquisizione di un bene illegittimamente occupato ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 produce il trasferimento della proprietà soltanto al verificarsi della condizione legale sospensiva costituita dal pagamento delle somme dovute al proprietario o dal loro deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti; fino a tale momento l'atto acquisitivo è inefficace.
  • Anche dopo la dichiarazione di dissesto dell'ente locale, la scelta discrezionale tra acquisizione del bene ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e restituzione al proprietario resta attribuita agli organi istituzionali ordinari dell'ente.
  • In presenza di dissesto, rientrano nelle competenze dell'Organismo Straordinario di Liquidazione gli adempimenti finalizzati alla liquidazione dei crediti patrimoniali e all'adozione dei titoli di spesa conseguenti all'acquisizione ex art. 42-bis, anche quando l'obbligazione sia sorta dopo la dichiarazione di dissesto ma costituisca conseguenza diretta e immediata di atti o fatti di gestione anteriori.
  • Le obbligazioni risarcitorie o indennitarie derivanti da un'occupazione sine titulo iniziata prima della dichiarazione di dissesto rientrano, in ragione della natura di illecito permanente dell'occupazione, negli adempimenti dell'Organismo Straordinario di Liquidazione, comprese le poste maturate successivamente.
  • La piena esecuzione del giudicato che consenta l'acquisizione ex art. 42-bis non si esaurisce necessariamente nell'adozione formale dell'atto acquisitivo, quando il pagamento o il deposito dell'indennizzo costituisca condizione legale sospensiva dell'effetto traslativo; il giudice dell'ottemperanza può prorogare l'incarico del Commissario ad acta per completare gli adempimenti necessari.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanzaControlli e finanza locale
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietàRiparto di giurisdizioneEffetto conformativo e riedizione del potere

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