Cassazione Penale, Sentenza n. 26460/2022 del 08/07/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso articolato in cinque motivi: 1) vizi nella valutazione del rigetto della richiesta di patteggiamento subordinata alla concessione della sospensione condizionale (si censura l'ostatività dei precedenti e il mancato riconoscimento della sospensione nonostante riconoscimento di colpa e tentativi di recupero della refurtiva); 2) contestazione della qualificazione aggravante della violenza sulle cose, ritenuta fondata su prova indiziaria e dichiarazioni della sola parte offesa; 3) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche; 4) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n.6 c.p. (attivo ravvedimento); 5) illegittima revoca, in primo grado, della sospensione condizionale già concessa con precedente sentenza, per assenza delle condizioni previste dall'art. 168 c.p. e per effetto dell'estinzione del reato precedente ai sensi dell'art. 445 c.p.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso in parte fondato. Ha respinto (inammissibili o infondati) i primi quattro motivi: 1) corretto il rigetto del patteggiamento subordinato perché l'accordo non pattuava la subordinazione agli obblighi connessi alla sospensione condizionale; inoltre la cumulazione delle pene impediva una nuova sospensione ai sensi degli artt. 163 e 164 c.p.; 2) inammissibile il motivo sulla violenza sulle cose, poiché la Corte d'appello si è basata su più dichiarazioni e su elementi di ripetizione delle azioni illecite; 3) legittimo il rigetto delle attenuanti generiche per la rilevanza dei precedenti e la mancata prova di un effettivo contributo al risarcimento; 4) infondato il motivo sull'attivo ravvedimento: tale attenuante non è applicabile ai reati contro il patrimonio secondo la giurisprudenza consolidata; 5) fondato il quinto motivo: la revoca della sospensione condizionale precedente era illegittima perché non ricorrevano le ipotesi di cui all'art. 168 c.p.; la revoca viene annullata senza rinvio e la relativa statuizione eliminata. Nel resto il ricorso è rigettato. L'imputato è condannato alla rifusione delle spese del grado sostenute dalla parte civile (euro 1.710 oltre accessori).
Norme richiamate
art. 444 c.p.p.
Nel rito del patteggiamento l'accordo deve pattuire anche gli obblighi connessi alla sospensione condizionale quando la sospensione è subordinata all'applicazione della pena; in mancanza la richiesta deve essere rigettata
art. 163 c.p.
Limita la cumulabilità delle pene sospese: precedenti condanne con pena detentiva sospesa incidono sulla possibilità di ottenere una nuova sospensione condizionale
art. 164 c.p.
art. 164 quarto comma c.p.
Stabilisce che, al fine della concessione della sospensione, si tiene conto delle pene già sospese; il cumulo può escludere la concessione del beneficio
art. 165 c.p.
Prevede le eventuali prestazioni (obblighi) connesse alla sospensione condizionale; la pattuizione deve riguardare anche questi obblighi se la sospensione è subordinata
art. 445 c.p.p.
L'estinzione degli effetti penali per decorso del termine non esclude che una precedente pena detentiva sospesa rilevi ai fini della valutazione della reiterabilità della sospensione condizionale
art. 168 c.p.
Disciplina le ipotesi in cui è possibile revocare la sospensione condizionale: la revoca richiede il verificarsi di specifiche condizioni che qui non sussistevano
art. 167 c.p.
Rilevante per i termini di anteriorità tra reati ai fini della revoca della sospensione; la mancata anteriorità ha reso illegittima la revoca
art. 62 c.p.
art. 62 comma primo n. 6 c.p.
L'attenuante dell'attivo ravvedimento si applica a determinati comportamenti riparatore non economicamente risarcibili; la giurisprudenza la esclude per i reati patrimoniali
art. 625 c.p.
Prevede l'aggravante della violenza sulle cose per il furto aggravato: la sua prova può fondarsi su elementi dichiarativi e sulle circostanze fattuali (ripetizione, danni al meccanismo di chiusura)
art. 185 c.p.
Riguarda il risarcimento del danno; l'attivo ravvedimento non si sostituisce alla riparazione economica che rientra nell'art. 185 c.p.
art. 133 c.p.
Elenca i criteri per valutare le attenuanti generiche; il giudice esercita discrezionalità ma deve motivare specificamente gli elementi che giustificano l'adeguamento della pena
Massime di principio
- Nel patteggiamento subordinato alla sospensione condizionale l'accordo deve esplicitare anche gli obblighi connessi alla sospensione: in assenza la richiesta può essere rigettata
- Per valutare la concedibilità della sospensione condizionale si devono considerare le pene detentive sospese pregresse: anche pene estinte per il decorso del termine (art. 445 c.p.p.) possono rilevare se si trattava di pena detentiva
- La revoca della sospensione condizionale può essere annullata se non ricorrono le ipotesi tassative previste dall'art. 168 c.p.; controllare l'anteriorità/temporalità dei reati rispetto ai termini normativi
- L'attenuante dell'attivo ravvedimento (art. 62 n.6) non si applica ai reati patrimoniali secondo la giurisprudenza consolidata; il tentativo di recupero della refurtiva non basta a configurarla
- Il riconoscimento delle attenuanti generiche è discrezionale ma richiede motivazione specifica sui parametri ritenuti decisivi (art. 133 c.p.); precedenti e mancato risarcimento possono legittimamente escluderle
- L'aggravante della violenza sulle cose può essere dimostrata anche con elementi indiziari e dichiarazioni multiple (parte offesa, familiari, operanti), non solo dalla vittima
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