Sentenza n. 5836/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva annullato il diniego ministeriale di riconoscimento di un titolo di formazione professionale conseguito in Spagna per l’insegnamento specializzato di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado
Esito
Favorevole al ricorrente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava il diniego del Ministero di riconoscere, ai fini dell’esercizio della professione docente di sostegno, un titolo formativo conseguito in Spagna. Il TAR aveva accolto il ricorso della richiedente, ritenendo illegittimo il diniego perché il Ministero avrebbe dovuto valutare in concreto l’intero compendio di competenze, conoscenze e capacità acquisite, verificare l’equivalenza sostanziale della formazione rispetto a quella richiesta in Italia, acquisire il parere del Ministero dell’Università e della Ricerca e, se necessario, disporre misure compensative. In appello, il Ministero ha dedotto che la richiedente aveva formalmente rinunciato all’istanza di riconoscimento, con comunicazione acquisita al protocollo ministeriale il 30 giugno 2025, ai fini dell’iscrizione ai percorsi formativi previsti dall’art. 7 del decreto-legge n. 71 del 2024. Tale rinuncia avrebbe fatto venir meno l’interesse alla decisione del ricorso di primo grado.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato la sentenza del TAR. Ha ritenuto che, a seguito della rinuncia dell’interessata all’istanza amministrativa di riconoscimento, fosse sopravvenuta la carenza di interesse alla decisione sul ricorso contro il diniego. Il TAR avrebbe quindi dovuto dichiarare improcedibile il ricorso senza esaminare il merito della controversia. La sentenza di primo grado è stata pertanto riformata e il ricorso originario è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.
art. 38 c.p.a.
Richiamato quale base normativa della decisione in forma semplificata.
Direttiva 2005/36/CE
Richiamata nella sentenza di primo grado quale disciplina europea rilevante per la valutazione del riconoscimento dei titoli di formazione professionale conseguiti all’estero e per l’eventuale imposizione di misure compensative; il Consiglio di Stato non ha deciso nel merito tali questioni.
art. 14 Direttiva 2005/36/CE
Richiamato nella sentenza appellata quale fondamento delle eventuali misure compensative, ma non applicato nel merito dal Consiglio di Stato a causa dell’improcedibilità del ricorso originario.
art. 7 d.l. 31 maggio 2024, n. 71, convertito dalla l. 29 luglio 2024, n. 106
Richiamato in relazione ai percorsi formativi ai quali l’interessata intendeva iscriversi e rispetto ai quali aveva rinunciato all’istanza di riconoscimento.
Massime di principio
- La rinuncia dell’interessato all’istanza amministrativa cui si riferisce il provvedimento impugnato determina, quando elimina l’utilità concreta della decisione giudiziale, la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso e impone la dichiarazione di improcedibilità della domanda originaria.
- Quando sopravviene la carenza di interesse alla decisione, il giudice deve arrestarsi alla pronuncia processuale di improcedibilità e non può definire nel merito le censure rivolte contro il provvedimento amministrativo.
- In una controversia sul riconoscimento di un titolo professionale estero, la rinuncia all’istanza amministrativa rende priva di utilità concreta la decisione sull’illegittimità del diniego e sugli eventuali obblighi di riesame dell’amministrazione.
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