Cassazione Penale, Sentenza n. 14932/2023 del 07/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza d'appello per: 1) errata determinazione del valore della merce sottratta (le 15.000 paia di calzature), contestando l'uso del prezzo medio di vendita anziché del costo e denunciando violazione dell'art.192 c.p.p.; 2) mancata valutazione della configurabilità della bancarotta "riparata" in ragione dei versamenti effettuati dall'amministratore (euro 1.748.000) nelle casse sociali che, secondo la difesa, avrebbero reintegrato il patrimonio leso; 3) diniego immotivato della sospensione condizionale della pena nonostante il riconoscimento delle attenuanti generiche, rilevando la mancata indicazione e motivazione su eventuali procedimenti ostativi (artt.163,164 cod. pen. e art.133 cod. pen.); 4) vizi nella determinazione delle pene accessorie in relazione alle pronunce di incostituzionalità e alle Sezioni Unite che impongono la determinazione concreta secondo i criteri dell'art.133 cod. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha richiamato i principi sulla bancarotta riparata (la reintegrazione patrimoniale deve avvenire prima della dichiarazione di fallimento e può consistere non nella restituzione del bene ma in attività integrative che eliminino il pregiudizio o la potenzialità di danno) e ha osservato che i versamenti contestati (1.748.000 euro) risultano superiori al valore attribuito alla merce distratta (circa 1.000.000 euro). Per tal motivo la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello, perché rivaluti la natura e la funzione dei versamenti alla luce dei principi richiamati e accerti se tali versamenti abbiano effettivamente reintegrato il patrimonio oggetto della distrazione. L'accoglimento del primo motivo ha assorbito le altre censure, che restano affidate al giudice del rinvio.
Norme richiamate
art.219 comma secondo n.1 legge fallimentare
Riferimento alla circostanza aggravante/attenuante equivalente menzionata nelle sentenze di merito; usato per contestualizzare le attenuanti/aggrazianti riconosciute
art.173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Limiti di specificazione dei motivi di ricorso per cassazione; il ricorso è stato articolato nei limiti di tale norma
art.192 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente in relazione alla quantificazione del valore dei beni sottratti: la Corte territoriale doveva spiegare la base indiziaria utilizzata (prezzo medio di vendita) e l'omogeneità delle condizioni
artt.163 e 164 cod. pen.
Norme relative alla sospensione condizionale della pena: il ricorrente ha censurato il rigetto del beneficio non adeguatamente motivato con riferimento ai procedimenti pendenti
art.133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena e per la determinazione concreta delle pene accessorie; la difesa ha invocato l'applicazione dei criteri ex art.133 per fissare la durata delle pene accessorie
sentenza Corte Cost. n.222/2018
Riferimento giurisprudenziale richiamato dalla difesa in relazione alla necessità di determinare concretamente le pene accessorie quando la legge non fissa termini precisi
Sezioni Unite n.28910/2019
Richiamata dalla difesa come principio di diritto in tema di determinazione delle pene accessorie e della necessità di motivazione concreta
Giurisprudenza di Cassazione (Sez.5: n.52077/2014, n.50289/2015, n.34290/2020, n.57759/2017)
Principi applicati sulla bancarotta riparata: reintegrazione patrimoniale anteriore alla dichiarazione di fallimento, onere probatorio dell'amministratore per dimostrare la funzione restitutoria dei versamenti e valutazione collegata al valore dei beni distratti
Massime di principio
- La bancarotta "riparata" richiede che l'attività riparatoria (versamenti o reintegrazioni) abbia effettivamente reintegrato il patrimonio prima della dichiarazione di fallimento: non è necessario il ritorno del medesimo bene, ma l'annullamento del pregiudizio o della sua concretezza
- In caso di distrazione di beni, il giudice deve valutare la funzionalità dei versamenti dell'amministratore: se essi sono dimostrati e risultano proporzionati al valore dei beni distratti, possono escludere l'elemento materiale del reato
- L'onere di provare la corrispondenza tra i versamenti e gli atti distrattivi grava sull'amministratore che invoca la riparazione; non rilevano i versamenti compiuti ad altro titolo
- Nella quantificazione del valore dei beni sottratti il giudice deve specificare la metodologia (costo storico, valore di realizzo, prezzo medio di vendita) e motivare l'omogeneità delle condizioni di mercato se si usa un valore presuntivo
- Il diniego della sospensione condizionale della pena va motivato con riferimento ai criteri indicati dall'art.133 comma 2 e alle situazioni ostative previste; la mera esistenza di procedimenti pendenti richiede indicazione della natura, della data e della rilevanza ai fini della tendenza a delinquere
- Per le pene accessorie non fissate in modo determinato dalla legge il giudice deve fissarne la durata in concreto applicando i criteri dell'art.133 cod. pen., tenendo conto delle pronunce costituzionali e di legittimità che hanno inciso sulla materia
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