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Sentenza

Sentenza n. 4751/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento previa domanda cautelare del provvedimento di diniego del visto d'ingresso per motivi di studio n. 353, emanato in data 19/09/2025 dal Consolato Generale d'Italia a Lagos;

Giustizia amministrativa202515021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, esclusivamente in rito, senza esame della legittimità del diniego del visto né dei motivi dedotti. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della definizione in rito.

TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per motivi di studio emanato dal Consolato Generale d'Italia a Lagos

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per motivi di studio, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare, nonché l'annullamento degli atti connessi, presupposti e consequenziali. Il testo rinvia ai motivi articolati nel ricorso, senza specificarne il contenuto. Nel corso della camera di consiglio il difensore del ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse alla decisione della controversia

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 60 c.p.a.

    La norma è richiamata quale base per la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, se ritenuta dal giudice, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • Quando il giudizio è definito esclusivamente per una ragione processuale di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non deve esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
  • La sopravvenuta carenza di interesse consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., quando ne ricorrono i presupposti processuali.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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