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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49732/2022 del 30/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto della Corte d'appello di Potenza che disponeva la confisca di prevenzione di immobili e disponibilità finanziarie ritenute sproporzionate rispetto a redditi e attività lecite e indirettamente riferibili al proposto Vincenzo Di Muro. I ricorrenti contestavano: a) l'estensione temporale della pericolosità sociale qualificata (sostenendo che fosse cessata nel 2006) e la mancata verifica della riconducibilità delle somme più recenti a quel periodo; b) la carenza di motivazione circa la provenienza illecita e la sproporzione dei rapporti finanziari istituiti in anni successivi; c) l'illegittimità della confisca integrale del rapporto previdenziale senza preliminare determinazione dei limiti ablativi; d) la presunta errata valutazione della perizia contabile su cui si fondava la sproporzione reddituale relativa agli immobili; e) la pretermessione e il vizio di contraddittorio rispetto al credito ipotecario della BPER (BPER Credit Management) e la mancata analisi della buona fede e dell'inconsapevole affidamento della banca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato il decreto impugnato limitatamente alla confisca delle somme giacenti sul deposito di risparmio intestato a Vincenzo Di Muro (n. DR000049812090) e sul rapporto n. 119206 Arca Fondi SGR SPA intestato a Roberta Tudisco, disponendo il rinvio alla Corte d'appello di Potenza per nuovo giudizio su quegli specifici punti (per carenza motivazionale circa collegamento temporale con la pericolosità, provenienza e sproporzione, nonché individuazione dei limiti del prelievo). Per il resto (in particolare la confisca dei beni immobili) i ricorsi sono stati respinti: la Cassazione ha ritenuto congrua e sufficiente la motivazione della Corte d'appello e la correlazione temporale tra acquisti immobiliari e periodo di pericolosità; ha altresì respinto il ricorso di BPER Credit Management s.c.p.a., ritenendo inesistenti vizi insuperabili del contraddittorio e adeguata la valutazione sulla mancata buona fede bancaria. BPER è stata condannata al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia) art. 4, comma 1, lett. a)

    Il riferimento individua la pericolosità sociale qualificata come presupposto della misura di prevenzione; la Corte richiede che la pericolosità sia temporalmente correlata ai beni sottoposti a confisca

  • art. 416-bis cod. pen.

    Riferimento al reato associativo che in passato era stato accertato; serve a delimitare il periodo di manifestazione della pericolosità

  • art. 52 d.lgs. n. 159/2011

    Norma che disciplina le garanzie per i terzi creditori: il giudice deve verificare lo stretto nesso di strumentalità del credito con l'attività illecita e valutare buona fede e inconsapevole affidamento secondo i parametri del comma 3

  • art. 23, comma 4, d.lgs. n. 159/2011 (come integrato dall'art. 5, comma 7, legge 17 ottobre 2017, n. 161)

    Prevede la partecipazione dei terzi titolari di diritti reali di garanzia nel procedimento di prevenzione; la Corte osserva che l'esclusione in primo grado non è stata tale da arrecare un concreto pregiudizio, specie quando il terzo è stato esperito in appello

  • art. 545 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione ai possibili limiti alla ablazione coatta di somme di natura previdenziale o parzialmente indisponibili: il giudice deve valutare preliminarmente eventuali quote indisponibili

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali nei confronti del ricorrente soccombente (BPER Credit Management)

Massime di principio

  • La confisca di prevenzione richiede sempre un collegamento temporale tra il periodo di pericolosità sociale e i beni o le disponibilità che si vogliono assoggettare ad ablazione: beni acquisiti dopo un comprovato momento di cessazione della pericolosità possono escludersi dalla confisca se non è dimostrata la riconducibilità al periodo illecito
  • Il giudice deve fornire motivazione chiara e specifica circa la provenienza illecita (anche per via derivativa) delle risorse e la sproporzione rispetto alle entrate lecite; l'assenza di tale motivazione su punti essenziali comporta annullamento e rinvio
  • Per i rapporti finanziari con possibili quote parzialmente indisponibili (es. rapporti previdenziali), il giudice non può disporre la confisca totale senza prima valutare i limiti riconducibili alla natura giuridica delle somme
  • La partecipazione di terzi creditori ipotecari al procedimento di prevenzione è auspicabile e prevista dalla normativa successivamente novellata; tuttavia l'esclusione in primo grado non è necessariamente insanabile se il terzo è stato regolarmente citato e ha potuto difendersi in appello e in cassazione senza effettivo pregiudizio
  • Nel sindacato di legittimità (Cassazione) non è consentito riesaminare il merito delle valutazioni tecniche salvo che emerga una totale mancanza o apparenza della motivazione; le contestazioni valutative della perizia sono generalmente inammissibili se non configurano vizio di legge o motivazionale formale
  • Il giudice della prevenzione, quando valuta istanze di terzi, deve analiticamente accertare la strumentalità del credito rispetto all'attività illecita e motivare sulla buona fede e sull'inconsapevole affidamento del creditore alla luce dei parametri normativi

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