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Sentenza

Sentenza n. 7549/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'ottemperanza ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Roma - sezione lavoro n. 11856/2024 pubblicata il 22.11.2024 e passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202513334

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, sezione lavoro, n. 11856/2024, passata in giudicato, relativa al riconoscimento della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021/22, 2022/23, 2023/24 e 2024/25

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Roma, sezione lavoro, n. 11856/2024, con la quale era stato accertato il suo diritto a usufruire della Carta elettronica del docente per quattro annualità, con condanna del Ministero all'erogazione di 500 euro per ciascuna annualità mediante rilascio e accredito della Carta. La ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato, protrattasi anche dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva e della relativa attestazione del passaggio in giudicato. Il Ministero si è costituito senza eccepire l'avvenuto adempimento e senza fornire giustificazioni sull'inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che l'Amministrazione non ha dimostrato l'adempimento degli obblighi derivanti dal giudicato né ha giustificato la propria inerzia. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della pronuncia. Ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale del Ministero competente per materia, senza facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli 120 giorni per provvedere, decorrenti dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e previa richiesta della ricorrente. Ha respinto la domanda di astreinte, ritenendo non equa tale misura nel caso concreto, anche in considerazione del tempo trascorso dal passaggio in giudicato. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 750 euro per spese di giudizio, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza consente al giudice amministrativo di imporre all'amministrazione l'esecuzione del giudicato e di adottare le misure necessarie, inclusa la nomina di un commissario ad acta.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    È la disposizione posta a fondamento del diritto alla Carta elettronica del docente riconosciuto dal giudicato da eseguire.

  • D.M. 55/2014

    È richiamato quale parametro per la liquidazione delle spese del giudizio di ottemperanza, considerato nella sua natura essenzialmente esecutiva.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non dimostra l'avvenuto adempimento degli obblighi derivanti da un giudicato e non giustifica l'inerzia contestata, il giudice deve ordinare l'esecuzione del titolo entro un termine determinato.
  • Nel giudizio di ottemperanza può essere nominato un commissario ad acta, anche contestualmente alla prescrizione del termine assegnato all'amministrazione, affinché provveda in via sostitutiva in caso di ulteriore inerzia, previa richiesta della parte interessata.
  • La concessione dell'astreinte non è automatica: il giudice deve valutarne l'equità e può respingerla quando, alla luce delle circostanze concrete, la misura non risulti giustificata o proporzionata.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolasticoSpese di lite
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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