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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47723/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Sassari del 27/01/2022 che, in sede di ottemperanza a precedente provvedimento che aveva riconosciuto ad Attanasio il diritto all'uso di un personal computer per motivi di studio, ha disposto la sostituzione del commissario ad acta con il Provveditore regionale e ha dichiarato congruo il programma attuativo predisposto dal Provveditore. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 35-bis ord. pen. e dell'art. 118 Cost., sostiene che l'accoglimento delle proposte del DAP e del commissario ad acta sia contrario alla ratio dell'art. 35-bis (che a suo dire consente solo il ricorso per cessazione), rileva di aver rinunciato ad una parte dell'istanza e contesta specificamente la sostituzione del commissario ad acta ritenuto efficiente.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 35-bis ord. pen., il giudizio di ottemperanza è funzionalmente limitato all'effettiva attuazione del provvedimento e che in sede di cassazione è consentito il ricorso avverso il provvedimento di ottemperanza soltanto per violazione di legge; nel caso esaminato non è stata dimostrata alcuna violazione di legge. La Corte ha inoltre ritenuto legittima la partecipazione e le istanze dell'Amministrazione penitenziaria nel procedimento di ottemperanza e corretta la valutazione del Tribunale circa la sostituzione del commissario ad acta per ragioni di opportunità, nonché l'accoglimento del programma attuativo predisposto dal Provveditore. Per effetto della inammissibilità, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro tremila a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 35-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    Il ricorso avverso il provvedimento che decide sull'ottemperanza è ammesso esclusivamente per violazione di legge; il Magistrato di sorveglianza, quando accoglie la richiesta di ottemperanza, nomina, ove occorra, un commissario ad acta e conosce di tutte le questioni relative all'esatta ottemperanza

    La norma limita il procedimento di ottemperanza all'attuazione del provvedimento e consente il sindacato in cassazione solo per profili di illegittimità. Il Tribunale di sorveglianza può valutare il programma attuativo dell'Amministrazione e le questioni connesse agli atti del commissario ad acta; l'Amministrazione penitenziaria è legittimata a intervenire nel giudizio di ottemperanza

  • art. 118 Cost.

    Citata dal ricorrente ma non sviluppata in motivazione dalla Corte

    L'inciso costituzionale è stato invocato dal ricorrente (probabilmente in relazione al principio di legalità o competenze giudiziarie), ma la Corte non ha ravvisato nel caso concreto un profilo di illegittimità costituzionale rilevante ai fini dell'ammissibilità del ricorso

  • art. 616 c.p.p. (richiamato nella motivazione)

    In caso di inammissibilità del ricorso si procede alla condanna per spese processuali

    Sulla base di tale norma la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non essendovi elementi che escludano la colpa, a una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il procedimento di ottemperanza ai sensi dell'art. 35-bis ord. pen. è finalizzato esclusivamente all'attuazione effettiva del provvedimento già pronunciato: non è ammissibile introdurre nel giudizio nuove questioni di merito che rimetterebbero in discussione la decisione originaria
  • In sede di cassazione il ricorso avverso i provvedimenti di ottemperanza è ammesso soltanto per violazione di legge; le contestazioni di opportunità o di valutazione discrezionale dell'organo esecutivo sono inammissibili
  • L'Amministrazione penitenziaria è legittimata a partecipare al giudizio di ottemperanza e a proporre programmi attuativi o istanze (anche di sostituzione del commissario ad acta); il Tribunale di sorveglianza deve valutare la compatibilità di tali proposte con il diritto riconosciuto al detenuto
  • La nomina o sostituzione del commissario ad acta rientra nell'apprezzamento del Magistrato di sorveglianza e può essere disposta per ragioni di opportunità, efficienza organizzativa o migliori garanzie di esecuzione, purché adeguatamente motivata
  • La rinuncia parziale del detenuto a frammenti di ottemperanza non esclude che altre parti coinvolte (es. l'Amministrazione) sollevino questioni esecutive o richiedano modifiche operative nell'attuazione
  • Un ricorso inammissibile per carenza di motivi di illegittimità può comportare la condanna alle spese processuali e, in assenza di elementi che escludano la colpa, una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende

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