Cassazione Penale, Sentenza n. 681/2022 del 12/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che, riqualificando il fatto come tentato furto aggravato ai sensi dell'art. 56 c.p., aveva rideterminato la pena e ritenuto sussistenti le aggravanti della violenza sulle cose (uso del piede di porco per staccare tegole) e dell'esposizione dei beni alla pubblica fede (immobile recintato ma senza vigilanza continua, cancello spesso aperto). Storniolo deduceva anche nullità nella notifica del decreto di citazione in appello e contestava la misura della riduzione di pena; De Vita contestava la misura della riduzione e la sussistenza delle aggravanti.
La decisione
Per De Vita Cosimo: la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per morte dell'imputato. Per Storniolo Francesco: il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la Corte ha ritenuto manifestamente infondati i motivi di doglianza (in particolare quelli relativi alla notifica tardiva/nullità non tempestivamente dedotta e le censure sulla non configurabilità delle aggravanti), confermando la ricostruzione di merito circa l'aggravante per violenza sulle cose e l'aggravante per esposizione alla pubblica fede; Storniolo è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Disciplina il tentativo: la Corte ha applicato la diminuzione di pena per il tentativo lasciando alla discrezionalità del giudice di merito la misura della riduzione, purché motivata e non arbitraria.
art. 624 e art. 625 c.p.
Norme sul furto e le aggravanti; la Corte ha ritenuto configurabili l'aggravante per esposizione alla pubblica fede e quella per violenza sulle cose in relazione all'uso del piede di porco e alla mancanza di vigilanza continua.
art. 179 cod. proc. pen.
Riguarda la nullità della notificazione: la Suprema Corte ricorda che la nullità assoluta sussiste solo quando la notifica è omessa o inidonea a determinare la conoscenza effettiva; violazioni formali possono essere sanate secondo l'art. 184.
art. 184 cod. proc. pen.
Prevede la sanatoria per difformità nella notificazione quando l'atto ha comunque raggiunto la conoscenza dell'interessato; applicabile nelle ipotesi di notifiche eseguite in modalità non perfettamente conformi ma efficaci.
art. 161, art. 180, art. 182 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione alle nullità a regime intermedio: tali nullità devono essere eccepite tempestivamente nel corso del giudizio di appello e non possono essere dedotte per la prima volta in cassazione.
art. 132 e 133 cod. pen.
Principi guida per la determinazione della pena: la scelta della misura rientra nella discrezionalità del giudice del merito, sindacabile in cassazione solo se viziata da arbitrio o illogicità.
Massime di principio
- La nullità relativa alla modalità di notifica in appello (nullità a regime intermedio) deve essere eccepita tempestivamente nel corso del giudizio d'appello; se sollevata per la prima volta in cassazione è inammissibile.
- L'uso di strumenti come il piede di porco per staccare componenti strutturali (es. tegole) configura la 'violenza sulle cose' ai fini dell'aggravante per furto.
- L'aggravante per esposizione dei beni alla pubblica fede può sussistere anche se l'immobile è recintato, quando manchi vigilanza continua (es. cancello spesso aperto); la mera incuria del proprietario non esclude automaticamente l'aggravante se gli oggetti fanno parte integrante dell'immobile.
- La determinazione della misura della diminuzione per il tentativo è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito, sindacabile in cassazione solo in presenza di illogicità o arbitrarietà.
- La morte dell'imputato estingue il reato comportando l'annullamento della sentenza senza rinvio nei confronti del deceduto.
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