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Sentenza

Sentenza n. 746/2026 - Roma, Sezione 3B

PER LA DICHIARAZIONE DI ILLEGITTIMITÀ DEL SILENZIO serbato dall'intimato Ministero sulla domanda della ricorrente n. 35336 inoltrata in data 27.02.2024 e volta ad ottenere il riconoscimento del titolo di abilitazione all'insegnamento conseguito in Romania per le classi di concorso A046-Scienze Giuridico Economiche.

Giustizia amministrativa202506500

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di riconoscimento di un titolo di abilitazione all'insegnamento conseguito in Romania per la classe di concorso A046

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito sulla domanda di riconoscimento del titolo di abilitazione all'insegnamento conseguito in Romania, presentata il 27 febbraio 2024. Il ricorso deduce la violazione dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, essendo decorso sia il termine generale previsto dalla legge n. 241/1990 sia il termine speciale stabilito dall'art. 16 del d.lgs. n. 206/2007. In particolare, l'amministrazione deve verificare entro trenta giorni la completezza della documentazione e adottare il provvedimento di riconoscimento entro tre mesi dalla presentazione della documentazione completa; anche considerando l'eventuale richiesta di integrazioni, il termine complessivo non può eccedere, secondo la decisione, quattro mesi.

La decisione

Il TAR accoglie il ricorso nei limiti indicati in motivazione e accerta la sussistenza dell'inerzia dell'amministrazione. Ritiene integrati i presupposti dell'azione avverso il silenzio: esistenza di un obbligo di provvedere a fronte di un'istanza del privato, titolarità di una situazione giuridica legittimante e scadenza del termine procedimentale. Ordina al Ministero di adottare un provvedimento espresso sull'istanza entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. In caso di ulteriore inerzia, nomina quale commissario ad acta il dirigente generale preposto alla direzione generale ministeriale competente, senza facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli un ulteriore termine di 120 giorni. L'amministrazione e il commissario dovranno conformarsi ai principi eurounitari di ragionevolezza e proporzionalità e ai principi enunciati dalle sentenze dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nn. 18, 19, 20, 21 e 22 del 28-29 dicembre 2022. Il Ministero è condannato al pagamento di 1.500 euro, oltre accessori di legge, per spese di lite.

Norme richiamate

  • l. 241/1990

    Il decorso del termine generale di conclusione del procedimento, in presenza di un obbligo di provvedere su un'istanza del privato, consente di configurare il silenzio rilevante ai fini dell'azione contro l'inerzia.

  • art. 16, commi 2 e 6, d.lgs. 206/2007

    “Entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di cui al comma 1 l’autorità accerta la completezza della documentazione esibita, e ne dà notizia all'interessato. Ove necessario, l’Autorità competente richiede le eventuali necessarie integrazioni”; “Sul riconoscimento provvede l’autorità competente con proprio provvedimento, da adottarsi nel termine di tre mesi dalla presentazione della documentazione completa da parte dell'interessato”

    Il procedimento di riconoscimento del titolo deve essere definito entro tre mesi dalla presentazione della documentazione completa, preceduti dalla verifica della completezza entro trenta giorni; in caso di richiesta di integrazioni, il termine complessivo può arrivare al massimo a quattro mesi.

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    L'accertamento dell'illegittimità del silenzio comporta l'ordine all'amministrazione di provvedere entro un termine assegnato dal giudice e consente, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.

Massime di principio

  • Quando un privato presenta un'istanza per ottenere il riconoscimento di un titolo professionale conseguito in un altro Stato membro dell'Unione europea, l'amministrazione competente ha l'obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, purché sussista una situazione giuridica legittimante.
  • Nel procedimento di riconoscimento disciplinato dall'art. 16 del d.lgs. 206/2007, l'autorità deve verificare la completezza della documentazione entro trenta giorni e adottare il provvedimento entro tre mesi dalla presentazione della documentazione completa; ove siano richieste integrazioni, il termine complessivo può estendersi al massimo a quattro mesi.
  • La scadenza del termine procedimentale, unita all'esistenza dell'obbligo di provvedere e alla legittimazione del richiedente, integra un silenzio illegittimo, accertabile mediante l'azione contro il silenzio della pubblica amministrazione.
  • In caso di accertata inerzia, il giudice amministrativo deve ordinare all'amministrazione di adottare un provvedimento espresso entro un termine determinato e può nominare fin d'ora un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inottemperanza.
  • Nel decidere sul riconoscimento di titoli professionali conseguiti in altro Stato membro, l'amministrazione e l'eventuale commissario ad acta devono conformarsi ai principi eurounitari di ragionevolezza e proporzionalità e ai principi enunciati dalla giurisprudenza dell'Adunanza Plenaria richiamata dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiIstruzione e universitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad actaPrimato del diritto UE e disapplicazione

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