Sentenza n. 116/2026 - Campobasso, Sezione 1
per l'annullamento -del provvedimento n. 4586 del 15/06/2022 con il quale il Comune di Vinchiaturo ha respinto l’istanza di permesso di costruire a sanatoria presentata dal ricorrente; - del preavviso di diniego del Comune di Vinchiaturo comunicato con nota del 10 maggio 2022 prot.n. 3600.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego del permesso di costruire in sanatoria e precedente preavviso di rigetto
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato il diniego comunale dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria relativa alla chiusura di uno spazio antistante destinato a terrazzo, sostenendo che il Comune non avrebbe dovuto definire il procedimento prima delle determinazioni regionali in materia antisismica. Deduceva la violazione degli artt. 36, 90 e 94 del d.P.R. 380/2001, degli artt. 1, 3 e 10-bis della l. 241/1990, dell'art. 97 Cost. e del d.P.R. 445/2000, nonché errore nei presupposti, sviamento e difetto di istruttoria. In particolare, lamentava di avere già la documentazione richiesta nel preavviso di diniego e sosteneva che il Comune avrebbe dovuto effettuare un sopralluogo e chiarire se fosse necessario coinvolgere il proprietario dell'unità immobiliare al piano terra, interessata da ulteriori opere edilizie. Contestava inoltre il rigetto fondato sulla mancata produzione documentale, assumendo che alcuni atti fossero già nella disponibilità dell'amministrazione. In corso di causa aveva chiesto il rinvio dell'udienza per poter attendere gli sviluppi di una nuova istanza di sanatoria o proporre motivi aggiunti contro una nota comunale di richiesta di integrazione documentale.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza di rinvio e il ricorso. Quanto al rinvio, ha rilevato che la nota comunale relativa alla nuova istanza di sanatoria si limitava a segnalare criticità e a richiedere integrazioni documentali, senza avere natura provvedimentale o lesiva; non era quindi impugnabile con motivi aggiunti. Inoltre, ai sensi dell'art. 73, comma 1-bis, c.p.a., il rinvio è ammesso solo in casi eccezionali, non ravvisabili nella fattispecie. Nel merito, ha respinto il primo motivo, affermando che la verifica della conformità alle norme antisismiche costituisce presupposto necessario della doppia conformità richiesta dall'art. 36 del d.P.R. 380/2001, sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda di sanatoria. Tuttavia, il procedimento non può restare sospeso sine die, soprattutto quando il ritardo dipenda dal privato richiedente. Il Comune aveva trasmesso la pratica agli uffici regionali e aveva più volte richiesto al ricorrente documenti, diritti e adempimenti, senza ricevere la documentazione completa né la necessaria autorizzazione regionale relativa agli interventi in zona sismica. Era quindi legittimo concludere il procedimento con un diniego. Anche il secondo motivo è stato respinto: il contenuto delle osservazioni presentate dopo il preavviso confermava che il ricorrente non intendeva o non poteva produrre la documentazione richiesta e sosteneva che la sanatoria dovesse essere richiesta da entrambi i proprietari, rendendo legittimo il rigetto dell'istanza presentata dal solo interessato. La richiesta di verificare eventuali abusi nella proprietà del fratello era inoltre estranea ai motivi ostativi comunicati e non imponeva al Comune ulteriori approfondimenti nell'ambito di quel procedimento. Il diniego era comunque sorretto autonomamente da una pluralità di motivazioni, sicché le ulteriori contestazioni sulle carenze documentali erano prive di interesse. Le spese sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
La verifica della doppia conformità costituisce condizione per il rilascio dell'accertamento di conformità in sanatoria.
La doppia conformità comprende anche il rispetto delle norme tecniche antisismiche, da verificare sia al momento della realizzazione dell'intervento sia al momento della presentazione della domanda di sanatoria.
art. 90 d.P.R. 380/2001
L'autorizzazione dell'ufficio tecnico regionale per gli interventi rilevanti in zona sismica costituisce un adempimento necessario ai fini della sanatoria, secondo quanto ritenuto dal giudice.
art. 94 d.P.R. 380/2001
Fermo restando l'obbligo del titolo abilitativo all'intervento edilizio, nelle località sismiche (...) non si possono iniziare lavori senza preventiva autorizzazione del competente ufficio tecnico della regione.
Il rispetto della disciplina antisismica e la preventiva autorizzazione regionale sono presupposti necessari per il titolo edilizio e rilevano anche nel procedimento di sanatoria.
art. 96 d.P.R. 380/2001
La disposizione è richiamata con riferimento agli adempimenti regionali relativi alla verifica postuma sotto il profilo sismico.
art. 10-bis l. 241/1990
Il preavviso di diniego consente all'interessato di presentare osservazioni, ma tali osservazioni devono essere pertinenti e non impongono all'amministrazione di avviare accertamenti estranei ai motivi ostativi comunicati.
art. 20, comma 4, d.P.R. 380/2001
Consente all'amministrazione di richiedere integrazioni documentali nel procedimento edilizio; la mancata produzione della documentazione richiesta può impedire il perfezionamento della pratica.
art. 73, comma 1-bis, c.p.a.
Il rinvio della trattazione della causa è disposto solo per casi eccezionali.
La richiesta di rinvio non può essere accolta per consentire motivi aggiunti contro un atto privo di natura provvedimentale e lesiva, né in assenza di circostanze eccezionali.
art. 167 d.lgs. 42/2004
È richiamato in relazione all'accertamento di compatibilità paesaggistica, distinto dalla necessaria verifica della conformità antisismica.
Massime di principio
- Nel procedimento di accertamento di conformità edilizia, la doppia conformità richiesta dall'art. 36 del d.P.R. 380/2001 comprende anche il rispetto della normativa tecnica antisismica vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento sia al momento della presentazione della domanda di sanatoria.
- La necessità di acquisire una verifica o autorizzazione antisismica non consente di mantenere indefinitamente sospeso il procedimento di sanatoria: l'amministrazione può definirlo con un provvedimento espresso quando il richiedente, nonostante reiterate richieste e solleciti, non produca la documentazione necessaria o non attivi gli adempimenti di propria competenza.
- Il richiedente un titolo edilizio in sanatoria deve collaborare al procedimento e produrre la documentazione richiesta dall'amministrazione; la mancata integrazione documentale, unitamente all'assenza dei necessari adempimenti antisismici, può legittimamente sorreggere il diniego.
- Le osservazioni presentate ai sensi dell'art. 10-bis della l. 241/1990 non impongono all'amministrazione di svolgere accertamenti estranei ai motivi ostativi comunicati, né di esaminare autonomamente eventuali abusi riferibili a una distinta proprietà e a un diverso soggetto.
- Un provvedimento amministrativo plurimotivato resta legittimamente sorretto da una motivazione autonoma idonea a fondare il diniego; le censure rivolte esclusivamente alle altre motivazioni diventano prive di interesse quando non potrebbero comunque condurre all'annullamento dell'atto.
- Una nota con cui l'amministrazione segnala criticità e richiede integrazioni documentali nell'ambito di una nuova istanza, senza assumere una determinazione definitiva e lesiva, non è autonomamente impugnabile con motivi aggiunti.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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