Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45439/2022 del 30/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Bari del 30.05.2022 che aveva confermato il rigetto del dissequestro di un capannone industriale, relative pertinenze e sessanta big bags contenenti fanghi di depurazione essiccati. Il ricorrente deduceva gravissimi vizi di motivazione per omesso esame della consulenza tecnica di parte (consulente dott. Manigrassi), dalla quale emergerebbe che i fanghi non necessitavano di essiccazione e dunque non sussisterebbe il fatto illecito contestato; sosteneva quindi violazione di legge per assoluta mancanza di motivazione e chiedeva l'accoglimento del ricorso.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Bari avesse adeguatamente considerato la consulenza tecnica di parte e motivato le ragioni per cui i fanghi, pur giunti disidratati, richiedevano ulteriori fasi di essiccazione prima di poter essere qualificati come prodotti finiti (R1) e che l'elemento decisivo fosse comunque il deposito incontrollato e la violazione delle prescrizioni dell'autorizzazione (mancata messa in riserva nelle aree e strutture previste, permanenza dei big bags in aree non idonee e per mesi). La Corte ha richiamato i limiti della cognizione della cassazione sulle ordinanze cautelari reali (art. 325 c.p.p.), precisando che non è consentito sindacare la logica motivazionale se non per violazione di legge palese e per carenza assoluta o minima dei requisiti di motivazione. Sono state liquidate le spese e disposta una somma a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 152/2006, art. 256

    La fattispecie originaria contestata riguardava la gestione illecita di rifiuti; tuttavia il Tribunale ha riqualificato nella fattispecie meno grave del quarto comma relativa all'inosservanza delle prescrizioni autorizzative in tema di gestione e deposito dei rifiuti.

  • art. 325 c.p.p.

    Limita la ricorribilità delle ordinanze cautelari reali in cassazione alla sola violazione di legge; la Corte ha richiamato tale limite per escludere la riconsiderazione della logicità motivazionale svolta dal Tribunale.

  • art. 606 c.p.p., lett. c)

    Richiede che la motivazione sia del tutto mancante o priva dei requisiti minimi perché rilevi in cassazione; la Corte ha ritenuto che tale soglia non fosse raggiunta.

  • art. 125 c.p.p., comma terzo

    Richiamato nel ragionamento sulla tipologia di vizi motivazionali che non sono rimediabili in cassazione quando si tenta di trasformare valutazioni logiche in violazioni di legge.

Massime di principio

  • In impugnazioni di misure cautelari reali davanti alla Cassazione la cognizione è molto limitata: è possibile censurare solo vizî di diritto (art. 325 c.p.p.), non una diversa valutazione logica o probatoria del giudice del merito.
  • La produzione di una consulenza tecnica di parte obbliga il giudice del riesame a valutarne la pertinenza rispetto all'oggetto dell'indagine e, se rilevante e contrastante su punti decisivi, a motivare sinteticamente il perché dei rilievi preferiti; tuttavia la mera produzione non garantisce l'accoglimento se la consulenza non investe i profili decisivi contestati.
  • Anche se il materiale sequestrato risulti parzialmente trattato (es. disidratato), può rilevare comunque la condotta illecita se risultano violate prescrizioni autorizzative circa il deposito, la messa in riserva, la sicurezza e la durata di stazionamento: il profilo gestionale/organizzativo può essere sufficiente a giustificare la misura cautelare reale.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro di beni per reati ambientali conviene dimostrare con perizia tecnica che il contenuto della consulenza è pertinenziale e contraddice in modo diretto e decisivo le risultanze che hanno determinato il sequestro (non solo opinioni generiche sulla natura del materiale).
  • In presenza di sigilli e rischio di deterioramento o di pericolo per l'ambiente è consigliabile tempestivamente chiedere autorizzazioni temporanee per la rimozione dei sigilli e la gestione dei rifiuti, onde evitare che la permanenza dello stato di cose rafforzi il periculum in mora.
  • Attaccare la motivazione di un provvedimento cautelare invocando 'mancanza di logica' è rischioso: in Cassazione occorre provare una violazione di legge o una assoluta mancanza di motivazione, non semplicemente proporre una diversa lettura delle prove.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.