Cassazione Penale, Sentenza n. 109/2022 del 05/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato su più profili: 1) violazione dell'art. 522, co. 2, c.p.p., per avere la corte territoriale attribuito allo Scialino un fatto ulteriore e autonomo rispetto al capo di imputazione (richiamando profili normativi diversi, come l'art. 223, co. 2, n. 2, della legge fallimentare); 2) vizio di motivazione in ordine alla responsabilità patrimoniale, poiché la corte avrebbe fatto leva sul mancato reperimento dei beni risultanti dal bilancio 2007 senza dimostrare che le eventuali condotte distrattive si siano verificate durante la gestione riconducibile allo Scialino (quest'ultimo è divenuto amministratore solo il 14/11/2008, dopo periodi di gestione da parte di altri amministratori); 3) vizio di motivazione e insufficiente prova dell'elemento soggettivo (dolo specifico) in relazione alla bancarotta fraudolenta documentale, avendo la corte fondato la propria conclusione sostanzialmente sulla mera mancata consegna delle scritture contabili, senza individuare circostanze ulteriori che dimostrino l'intento di recare pregiudizio ai creditori.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato la motivazione della corte territoriale sia in relazione alla bancarotta fraudolenta patrimoniale (lacune sulla riconducibilità temporale degli atti distrattivi alla gestione dello Scialino e incongrua ricaduta della sua condotta nella fattispecie patrimoniale anziché in quella di bancarotta impropria da reato societario) sia in relazione alla bancarotta fraudolenta documentale (assenza di motivazione sul dolo specifico). In considerazione di tali carenze motivazionali la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Catania per nuovo giudizio, chiamata a colmare le lacune indicate e a valutare nuovamente fatti e prova alla luce dei principi richiamati.
Norme richiamate
art. 522, co. 2, c.p.p.
Norma che tutela il diritto dell'imputato a non essere giudicato per un fatto diverso o più grave di quello contestato: la Cassazione richiama che il giudice non può attribuire al condannato fatti non riportati nel capo di imputazione senza violare il principio.
art. 2448 c.c.
Disposizione sul dovere degli amministratori di convocare l'assemblea per coprire le perdite; la sua violazione può incidere sul piano della responsabilità societaria e, a seconda dei casi, essere rilevante per fattispecie di bancarotta impropria.
art. 2449 c.c.
Norma che disciplina l'eventuale messa in liquidazione o interventi straordinari in caso di perdite; omissioni su tali obblighi possono rilevare per l'aggravamento del dissesto societario, con profili maggiormente attinenti alla bancarotta impropria.
art. 223, co. 2, n. 2, l.fall.
Richiamata dalla difesa/giudice come riferimento normativo collegato a comportamenti rilevanti per la crisi d'impresa; la Cassazione segnala il rischio di ricondurre al ricorrente profili afferenti a diversa fattispecie senza corrispondente contestazione.
art. 216, comma 1, n. 2, l.fall.
Individua le ipotesi di bancarotta documentale (libri e scritture contabili): la Corte precisa che il bilancio di esercizio non rientra nella nozione di "libri" ai fini del reato documentale e che, per la fattispecie di sottrazione/distruzione, è richiesto dolo specifico.
art. 87, co. 3, l.fall.
Prevede l'obbligo di verità del fallito e degli amministratori interpellati dal curatore circa la destinazione dei beni; giustifica, entro limiti motivati, l'inversione dell'onere della prova ma non esonera il giudice dall'accertare che l'amministratore potesse concretamente incidere sulla destinazione dei beni.
Massime di principio
- La mancata reperibilità di beni al momento dell'inventario può determinare un'inversione dell'onere della prova a carico dell'amministratore, ma solo se è dimostrato che tali beni erano nella sua disponibilità o che le distrazioni sono avvenute durante la sua gestione.
- Se la gestione societaria è stata affidata a più amministratori in periodi successivi, la responsabilità per distrazioni patrimoniali richiede la prova della collocazione cronologica degli atti distrattivi nella gestione dell'amministratore imputato o l'esistenza di un accordo tra amministratori.
- L'omessa redazione del bilancio o la sua manipolazione possono configurare bancarotta impropria da reato societario (finalizzata a occultare perdite e proseguire l'attività), ma non equivalgono automaticamente a bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione senza prova degli atti distrattivi.
- La bancarotta fraudolenta documentale ha due profili distinti: la sottrazione/distruzione delle scritture (che richiede dolo specifico) e la fraudolenta tenuta dei libri (che può configurare dolo generico). La semplice assenza dei libri non basta a dimostrare il dolo specifico.
- Il giudice è obbligato a motivare compiutamente il nesso tra fatti accertati e elementi costitutivi del reato; affermazioni apodittiche o la ricaduta di una condotta in una fattispecie diversa rispetto a quella provata costituiscono motivo di annullamento.
- Se il giudice di merito attribuisce al reo fatti non contestati nel capo d'imputazione, sussiste il rischio di violazione dell'art. 522 c.p.p. e della garanzia di congrua contestazione.
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