Cassazione Penale, Ordinanza n. 20544/2026 del 04/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Venezia che aveva confermato la condanna di primo grado per tentato furto pluriaggravato. Con il primo motivo ha denunciato vizio di motivazione, sostenendo che mancassero atti univocamente diretti alla consumazione del furto. Con il secondo motivo ha censurato il mancato riconoscimento della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p., deducendo che la condotta avrebbe dovuto essere ritenuta di particolare tenuità.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato perché la Corte territoriale aveva correttamente valutato il contesto della condotta e ricavato da esso il fine perseguito dall'agente, valorizzando gli atti univocamente diretti alla commissione del delitto anche se preparatori. Ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato perché non considerava il dato normativo e l'abitualità della condotta desunta dai precedenti penali dell'imputato. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è riconoscibile quando risulti l'abitualità della condotta, desumibile anche dai precedenti penali dell'imputato.
Massime di principio
- Ai fini del tentativo, gli atti possono considerarsi univocamente diretti alla commissione del delitto quando, valutati nella loro struttura oggettiva e nel contesto concreto, rivelino secondo l'id quod plerumque accidit il fine perseguito dall'agente.
- Possono integrare atti idonei al tentativo anche condotte preparatorie, purché presentino una tipicità sia pure minima rispetto alla fattispecie delittuosa e consentano di inferire senza equivoci la direzione dell'azione verso il reato.
- La particolare tenuità del fatto è esclusa quando la condotta risulti abituale, potendo tale abitualità essere desunta dai precedenti penali dell'imputato.
- Nel giudizio di legittimità, il motivo è manifestamente infondato quando si risolve in una censura che non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata e con i dati normativi rilevanti.
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