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Sentenza

Sentenza n. 517/2026 - Torino, Sezione 1

per l’annullamento - del provvedimento Prot. n. -OMISSIS- emesso dalla Questura di Torino il -OMISSIS- (notificato in data 03/03/2025), con cui è stata rigettata la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo per motivi di lavoro subordinato, nonché la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro; - degli atti tutti antecedenti, preordinati, consequenziali e comunque connessi del relativo procedimento e per ogni ulteriore statuizione.

Giustizia amministrativa202500784

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, motivato dall'insufficienza del reddito del nucleo familiare

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Questura di Torino che aveva respinto la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ai sensi dell'art. 9 d.lgs. 286/1998, nonché la richiesta di permesso di soggiorno per lavoro subordinato, ritenendo insufficiente il reddito del nucleo familiare. Il TAR, in sede cautelare, aveva sospeso il diniego disponendo il riesame dell'istanza. A seguito di tale pronuncia, l'Amministrazione ha riaperto l'istruttoria, riesaminato la documentazione trasmessa dal ricorrente e annullato in autotutela il provvedimento impugnato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'Amministrazione, in esecuzione della misura cautelare, aveva annullato ex art. 21-nonies l. 241/1990 il diniego e aveva rilasciato al ricorrente il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Le pretese sostanziali del ricorrente risultavano quindi integralmente soddisfatte in sede amministrativa, con conseguente venir meno della posizione di contrasto tra le parti. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della controversia e del complessivo comportamento processuale delle parti.

Norme richiamate

  • art. 9 d.lgs. 286/1998

    La disposizione disciplina il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; nel caso concreto, la relativa istanza è stata infine accolta dall'Amministrazione.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    L'Amministrazione ha utilizzato il potere di annullamento d'ufficio per rimuovere il diniego impugnato dopo il riesame dell'istanza.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento in relazione alla definizione del giudizio conseguente alla sopravvenuta soddisfazione della pretesa.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, l'Amministrazione adotta un provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata e determina il venir meno della posizione di contrasto tra le parti.
  • Quando l'Amministrazione annulla in autotutela il provvedimento impugnato e adotta un nuovo atto integralmente favorevole al ricorrente, il giudice amministrativo deve dichiarare cessata la materia del contendere, anziché pronunciarsi nel merito sull'originaria impugnazione.
  • L'annullamento d'ufficio disposto dall'Amministrazione a seguito di un riesame sollecitato da una pronuncia cautelare può determinare la piena soddisfazione della pretesa del ricorrente e la conseguente definizione del giudizio per cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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