Provvedimento AGCM C12399 n. 29840 del 05/10/2021
ENI/BE POWER
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEni, attraverso la controllata integralmente partecipata Eni gas e luce S.p.A., acquisisce il 100% di Be Power S.p.A., incluse Be Charge, Be Charge Valle d’Aosta e 4Energia. L’operazione costituisce una concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), L. 287/1990 ed è soggetta a comunicazione preventiva ex art. 16, comma 1. L’AGCM ha esaminato i servizi di flessibilità alla rete, la vendita di energia elettrica all’ingrosso e al dettaglio e i servizi di ricarica per veicoli elettrici, concludendo che gli effetti concorrenziali sono marginali. Non è stata ravvisata la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante ai sensi dell’art. 6, comma 1, e l’Autorità ha deliberato di non avviare l’istruttoria ex art. 16, comma 4.
Eni, tramite Eni gas e luce, acquisisce il controllo esclusivo di Be Power: l’AGCM non avvia l’istruttoria e autorizza di fatto l’operazione senza condizioni.
Eni acquisisce Be Power senza avvio dell’istruttoria
L’operazione consiste nell’acquisizione da parte di Eni S.p.A., attraverso la controllata interamente partecipata Eni gas e luce S.p.A. (EGL), del 100% delle azioni di Be Power S.p.A. L’operazione è stata valutata dall’AGCM nella fase di controllo preventivo prevista dalla legge n. 287/1990 e si è conclusa con la decisione di non avviare l’istruttoria.
Parti e operazione
Eni è il vertice di un gruppo attivo globalmente nell’esplorazione e produzione di idrocarburi e gas, nell’approvvigionamento e nella vendita di gas naturale, nel GNL, nella raffinazione e commercializzazione di prodotti petroliferi, nella chimica e nella generazione e vendita di energia elettrica. Nel 2020 il gruppo ha realizzato un fatturato mondiale di circa 47,6 miliardi di euro, di cui circa [10-20] miliardi in Italia.
Be Power opera nel settore delle energie rinnovabili tramite Be Charge S.r.l., Be Charge Valle d’Aosta S.r.l. e 4Energia S.r.l. Be Charge è attiva lungo la filiera dei servizi di ricarica pubblica di automobili elettriche; 4Energia opera come aggregatore della generazione distribuita, rivendendo a Terna l’energia e i servizi associati alle Unità Virtuali Abilitate Miste (UVAM), attraverso aste per la messa a disposizione della capacità, e svolgendo in misura residuale attività di vendita al dettaglio a clienti non domestici.
A seguito dell’acquisizione, EGL diventa l’unico azionista di Be Power e delle sue controllate.
Qualificazione giuridica e soglie di notifica
L’operazione comporta l’acquisizione del controllo esclusivo di Be Power e costituisce quindi una concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990. L’AGCM ha ritenuto applicabile la disciplina nazionale, non ricorrendo le condizioni previste dall’art. 1 del Regolamento CE n. 139/2004 sulle concentrazioni.
L’operazione era soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva previsto dall’art. 16, comma 1, L. 287/1990, poiché il fatturato complessivo realizzato in Italia dall’insieme delle imprese interessate superava 511 milioni di euro e il fatturato realizzato in Italia da almeno due delle imprese interessate superava 31 milioni di euro.
Servizi di flessibilità alla rete e attività di BSP
4Energia opera come Balance Service Provider (BSP). Il BSP aggrega la disponibilità di piccoli produttori e titolari di impianti di stoccaggio e offre in forma aggregata a Terna servizi di produzione, accumulazione e flessibilità, oppure rivende l’energia sui mercati all’ingrosso e al dettaglio. L’attività presenta una struttura a due versanti: a monte i BSP competono per acquisire la disponibilità degli impianti; a valle competono per la vendita dell’energia e dei servizi di flessibilità a Terna o ai clienti finali.
La partecipazione delle unità aggregate alle aste UVAM e al mercato dei servizi di dispacciamento avviene attraverso l’abilitazione da parte di Terna, nell’ambito del programma sperimentale avviato dal regolatore nel 2017 con deliberazione ARERA n. 300/2017/REEL. Le aste UVAM sono organizzate con cadenza mensile, infra-annuale o annuale e si svolgono distintamente per due macrozone, la zona A, relativa all’Italia settentrionale, e la zona B, relativa al resto del Paese.
L’AGCM ha considerato in prima approssimazione distinguibile la vendita a Terna dei servizi di flessibilità UVAM rispetto al più ampio mercato dei servizi di dispacciamento, poiché le aste UVAM e il mercato dei servizi di dispacciamento differiscono per modalità di acquisizione, prezzi, quantità e soggetti offerenti. Non è stata tuttavia ritenuta necessaria una definizione più precisa del mercato, poiché la limitata operatività delle parti rendeva invariato l’esito della valutazione.
Nel 2020, su una capacità complessiva aggiudicata da Terna nelle aste UVAM pari a 991,4 MW, Be Power aveva ottenuto 3,5 MW ed Eni Power 2 MW. Nel 2021 Be Power aveva migliorato la propria posizione, rimanendo comunque ampiamente al di sotto del 10% della capacità complessiva aggiudicata, mentre il gruppo Eni non aveva ottenuto aggiudicazioni. L’Autorità ha pertanto escluso effetti significativi sulla concorrenza nel mercato dei BSP.
Mercati della produzione, dell’approvvigionamento e della vendita di energia elettrica
Be Power opera nella produzione e nell’approvvigionamento all’ingrosso di energia elettrica attraverso la commercializzazione di una parte minima dell’energia generata dalle unità aggregate da 4Energia. La società acquisita si approvvigiona inoltre di energia per soddisfare il fabbisogno dei clienti aggregati quando l’autoproduzione non è sufficiente.
L’AGCM considera normalmente il mercato della produzione e dell’approvvigionamento all’ingrosso di energia elettrica di dimensione macro-zonale. In tale mercato la quota di Be Power era inferiore all’1% sia a livello nazionale sia in ciascuna macrozona. Eni deteneva una quota del [5-10]% a livello nazionale e raggiungeva al massimo il [10-15]% nella macrozona Nord. L’operazione non è stata quindi ritenuta idonea a produrre effetti anticoncorrenziali.
Nella vendita al dettaglio di energia elettrica a clienti non domestici allacciati in media e alta tensione, considerata dalla prassi dell’Autorità di dimensione nazionale, Be Power deteneva una quota largamente inferiore all’1%, mentre Eni aveva una posizione pari al [15]%. Secondo l’AGCM, anche tale sovrapposizione non determinava problemi concorrenziali.
Quanto alla vendita al dettaglio a clienti non domestici allacciati in bassa tensione, Be Power era largamente al di sotto dell’1% ed Eni deteneva il [1-5]% a livello nazionale. Sebbene nei precedenti dell’Autorità fosse stata prospettata una possibile dimensione geografica più ristretta, non è stato necessario approfondire tale aspetto, poiché la limitata presenza delle parti avrebbe condotto al medesimo risultato anche adottando una definizione geografica diversa.
Servizi di ricarica per veicoli elettrici
L’operazione interessa anche la mobilità elettrica, con riferimento alla ricarica effettuata presso siti pubblici o privati accessibili al pubblico. Nel 2020 in Italia erano presenti circa 18.000 punti di ricarica pubblici o privati accessibili al pubblico; secondo le proiezioni moderate richiamate nel provvedimento, tale numero avrebbe potuto più che triplicare entro il 2030.
L’Autorità distingue due livelli della filiera:
- i Charge Point Operators (CPO), che sviluppano, installano e gestiscono tecnicamente le infrastrutture di ricarica, controllandone l’accesso, effettuando la manutenzione e acquistando l’energia necessaria;
- i Mobility Service Providers (MSP), che offrono agli utenti finali i servizi di ricarica, pagamento, interoperabilità e localizzazione dei punti di rifornimento, normalmente tramite applicazioni o tessere.
Le due attività sono considerate distinte e collocate su livelli diversi della filiera, anche se numerosi operatori risultano verticalmente integrati. Ai sensi dell’art. 4, commi 9 e 10, del D.Lgs. n. 257/2016, attuativo della direttiva 2014/94/UE, il CPO è qualificato come cliente finale nel rapporto di acquisto dell’energia elettrica e deve consentire anche l’accesso diretto degli utenti alla ricarica senza intermediazione di un MSP.
Mercati CPO e MSP
Secondo la prassi della Commissione europea richiamata dall’AGCM, la gestione e realizzazione di punti pubblici o accessibili al pubblico ad alta potenza, oltre 100 kW, può costituire un mercato distinto rispetto ai punti di potenza inferiore. La Commissione distingue inoltre i punti situati in autostrada da quelli esterni alla rete autostradale. La dimensione geografica è stata considerata nazionale, con possibili elementi locali.
Nel 2020 Be Power gestiva complessivamente [2.000-3.000] punti di ricarica pubblici o accessibili al pubblico su un totale nazionale di [15.000-20.000]. Soltanto [10-20] punti gestiti dal gruppo erano ad alta potenza. Nessuna società del gruppo Eni era attiva come CPO. Di conseguenza, nei mercati CPO l’operazione produceva esclusivamente la sostituzione dell’operatore Be Power con Eni, senza sovrapposizione orizzontale.
Be Power era inoltre attiva come MSP, in un mercato che la prassi della Commissione considera di dimensione nazionale. Nel 2020 la quota della società acquisita era inferiore al [1-5]% sia rispetto al parco circolante di veicoli elettrici in Italia sia rispetto ai volumi di energia erogati tramite servizi di ricarica pubblica. Eni non era attiva come MSP; anche in questo mercato l’operazione determinava quindi la mera sostituzione di un operatore con un altro.
Assenza di effetti verticali e valutazione complessiva
L’AGCM ha esaminato anche la possibilità di effetti verticali tra i mercati della vendita di energia elettrica, a monte, e quelli relativi all’attività di CPO, a valle. Tale rischio è stato escluso in ragione della presenza estremamente limitata di Be Power e della posizione non idonea di Eni nei mercati della fornitura di energia elettrica al dettaglio a clienti non domestici in media, alta e bassa tensione.
Nel complesso, la limitata presenza di Be Power nei servizi di flessibilità, nei mercati dell’energia elettrica e nei servizi MSP, nonché l’assenza di attività di Eni nei mercati CPO e MSP, hanno indotto l’Autorità a ritenere marginali gli effetti dell’operazione. Nessuna delle definizioni alternative degli ambiti merceologici o geografici considerate avrebbe modificato la valutazione finale.
Esito
Ai sensi dell’art. 6, comma 1, L. 287/1990, l’AGCM ha concluso che l’operazione non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza nei mercati interessati.
L’Autorità ha deliberato di non avviare l’istruttoria prevista dall’art. 16, comma 4, L. 287/1990. Il provvedimento non prevede impegni, condizioni o misure correttive.
Punti principali
Parti e struttura dell’operazione
Eni, gruppo attivo nei settori degli idrocarburi, del gas, della raffinazione, della chimica e dell’energia elettrica, acquisisce tramite Eni gas e luce S.p.A. il 100% delle azioni di Be Power. Be Power opera nelle energie rinnovabili attraverso Be Charge, Be Charge Valle d’Aosta e 4Energia.
Qualificazione e obbligo di notifica
L’acquisizione del 100% delle azioni comporta l’acquisizione del controllo esclusivo e integra una concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), L. 287/1990. L’operazione ricade nella disciplina nazionale, non ricorrendo le condizioni di applicazione dell’art. 1 del Regolamento CE n. 139/2004, ed è soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva ex art. 16, comma 1, poiché sono superate le soglie nazionali di 511 milioni di euro per il fatturato complessivo delle imprese interessate e di 31 milioni di euro per almeno due di esse.
Servizi di flessibilità e BSP
4Energia opera come Balance Service Provider, aggregando piccoli produttori e detentori di sistemi di stoccaggio e offrendo a Terna servizi di flessibilità attraverso le UVAM. Nel 2020 Be Power si è aggiudicata 3,5 MW su 991,4 MW complessivi, mentre Eni Power ne ha ottenuti 2 MW; nel 2021 Be Power è rimasta ampiamente sotto il 10% delle assegnazioni ed Eni è rimasta fuori dalle aggiudicazioni. L’operazione non è quindi idonea a incidere significativamente sulla concorrenza.
Mercati dell’energia elettrica
Be Power presenta quote inferiori all’1% nella produzione e approvvigionamento all’ingrosso di energia elettrica, mentre Eni detiene il [5-10]% a livello nazionale e al massimo il [10-15]% nella macrozona Nord. Nella vendita al dettaglio a clienti non domestici in media e alta tensione Be Power ha una quota largamente inferiore all’1% ed Eni circa il [15]%; nella bassa tensione Be Power è largamente sotto l’1% ed Eni ha il [1-5]%. L’AGCM ha escluso effetti concorrenziali significativi.
Ricarica dei veicoli elettrici
Be Charge gestisce [2.000-3.000] punti di ricarica pubblici o accessibili al pubblico su un totale nazionale di [15.000-20.000], di cui soltanto [10-20] ad alta potenza. Eni non era attiva come Charge Point Operator né come Mobility Service Provider. Nei mercati CPO e MSP l’operazione determina pertanto la sostituzione di un operatore con un altro; la quota di Be Power come MSP era inferiore al [1-5]%.
Esito procedurale
L’AGCM ha ritenuto che l’operazione non comporti, ai sensi dell’art. 6, comma 1, L. 287/1990, la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante capace di eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza. È stato deliberato il non avvio dell’istruttoria prevista dall’art. 16, comma 4, senza condizioni o misure correttive.
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