Cassazione Penale, Sentenza n. 36388/2023 del 31/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna il decreto del 24/11/2022 della Corte d'appello di Roma, che ha confermato il decreto del Tribunale di Roma del 16/05/2022 disponendo la confisca di prevenzione di alcuni immobili nella disponibilità diretta e indiretta di Virgutto. Le censure principali sono: 1) violazione dell'art. 521 cod.proc.pen. e dell'art. 179 cod.proc.pen., per aver riqualificato la "pericolosità" da generica a qualificata sulla base di elementi acquisiti d'ufficio (certificato dei carichi pendenti e altri atti) non contenuti nella proposta del Pubblico Ministero e senza adeguato contraddittorio; 2) errata delimitazione temporale della pericolosità sociale e valutazione apodittica del nesso di provento-reato in relazione a beni acquistati (immobile in Spagna e successivo acquisto a Fiano Romano), contestando la ricostruzione del reimpiego; 3) omessa valutazione e mancata considerazione di specifici documenti probatori prodotti dalla difesa (es. atto di mutuo ipotecario spagnolo) che dimostrerebbero l'estraneità di Virgutto alla titolarità o alla provenienza illecita del bene rilevato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha respinto le doglianze. Motivazioni principali: 1) il primo motivo (violazione dell'art. 521) è inammissibile perché dedotto per la prima volta in cassazione e, comunque, manifestamente infondato: la Corte ha ritenuto che la riqualificazione della pericolosità sia avvenuta sulla base di elementi già presenti nel fascicolo (in particolare il certificato dei carichi pendenti acquisito l'11/04/2022) e quindi conoscibili dalla difesa, sicché non si è violato il diritto di difesa; 2) il secondo motivo (delimitazione temporale della pericolosità) è inammissibile perché non era stato specificamente dedotto in appello e quindi la questione è divenuta giudicato nei confronti della Cassazione; 3) il terzo motivo (disponibilità dell'immobile spagnolo) è inammissibile perché mira a sindacare motivazioni e valutazioni di merito non riconducibili a violazioni di legge; conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000 per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 521 cod. proc. pen.
Nel procedimento di prevenzione la Corte ha confermato che non è vietata la riqualificazione della categoria di pericolosità (es. da generica a qualificata) purché tale nuova definizione giuridica sia fondata sugli stessi elementi di fatto posti a fondamento della proposta e la difesa abbia avuto un contraddittorio effettivo e congruo; la violazione del principio di correlazione non può essere dedotta per la prima volta in Cassazione se si tratta di nullità a regime intermedio.
art. 179 cod. proc. pen.
Citato dal ricorrente come norma violata in relazione all'acquisizione di prove e garanzie del contraddittorio; la Corte non ha ritenuto fondata la doglianza, atteso che gli elementi erano nel fascicolo e conoscibili dalla difesa.
art. 611 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla modalità di trattazione del procedimento; indica la disciplina della trattazione e delle formalità processuali seguite.
d.lgs. 6/9/2011 n. 159, art. 4, comma 1, lett. a)
Richiamato nel quadro delle categorie di pericolosità sociale: la Corte ha ricordato che, pur in presenza di diversa indicazione nella proposta, la qualifica può essere cambiata se fondata sugli stessi elementi di fatto e con possibilità di contraddittorio.
D.P.R. n. 309/1990, artt. 73 e 74
Gli articoli relativi ai reati di traffico di stupefacenti sono richiamati come fatti costitutivi dell'attività illecita che avrebbe prodotto proventi reinvestiti; la Corte si è limitata a rilevare che tali procedimenti risultavano pendenti e documentati nel fascicolo.
Massime di principio
- In materia di misure di prevenzione, la magistratura può riqualificare la categoria di pericolosità del proposto (es. da generica a qualificata) se la nuova qualificazione è fondata sugli stessi fatti già presenti nel fascicolo e la difesa ha avuto effettiva possibilità di prendere visione e discutere quegli elementi: la violazione del principio di correlazione non è automaticamente configurata se sussistono tali condizioni.
- Le censure che non sono state specificamente dedotte davanti alla Corte di appello (cioè non devolute al grado d'appello) non possono essere sollevate per la prima volta in Cassazione e risultano di regola inammissibili; occorre dunque presentare in appello tutte le doglianze rilevanti con specifici motivi.
- La Corte di Cassazione, nel controllo sui provvedimenti di prevenzione, è limitata ai profili di legittimità (violazione di legge, motivazione assente o apparente). Le questioni di merito e le valutazioni probatorie (es. valutazione della credibilità o della congruità del nesso di reimpiego) non sono riaperte in sede di legittimità salvo che emergano vizi di diritto.
- Documenti acquisiti d'ufficio possono essere utilizzati dal giudice se erano effettivamente parte del fascicolo e conoscibili dalle parti prima dell'udienza; il punto decisivo è la possibilità per la difesa di esercitare il contraddittorio su quegli elementi, non la formale provenienza dall'ufficio giudiziario.
- Per contestare la disponibilità di beni o la provenienza lecita dei mezzi impiegati negli acquisti occorre dedurre specificamente e in modo tempestivo (in istruttoria e poi in appello) elementi probatori rilevanti; l'omessa devoluzione di tali questioni al giudice d'appello comporta la perdita della possibilità di sindacarle in Cassazione.
- Ricorsi in Cassazione manifestamente infondati o proposti senza aver previamente valorizzato i rimedi ordinari possono comportare condanne alle spese e, in presenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, sanzioni patrimoniali (es. versamento alla Cassa delle ammende).
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