Cassazione Penale, Sentenza n. 27320/2023 del 22/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la decisione di consegna adottata dalla Corte d'appello, deducendo un unico motivo di cassazione per violazione di legge, in particolare del principio della doppia punibilità: secondo il ricorrente i fatti descritti nel mandato di arresto europeo non configurerebbero il reato di associazione per delinquere, ma piuttosto una forma di concorso nella rapina (concorso in furto/rapina), per cui manca la corrispondenza necessaria per la consegna per il reato associativo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio per cui, ai fini dell'art. 7 e dell'art. 8 della legge n. 69/2005, non occorre che la norma astratta dello Stato richiedente abbia un corrispondente identico nell'ordinamento italiano, ma è necessario che il fatto, descritto sul piano naturalistico e strutturale, sia riconducibile ad una fattispecie punibile in entrambi gli ordinamenti o a una delle ipotesi di consegna obbligatoria. Il giudice nazionale deve quindi esercitare un controllo effettivo sulla descrizione concreta del fatto. Applicando questo criterio al caso concreto, la Corte ha ritenuto che la condotta descritta nel mandato e nella sentenza corrisponda alla partecipazione a una rapina organizzata ma non al reato di associazione per delinquere, mancando i requisiti strutturali quali l'indeterminatezza del programma criminoso e l'organizzazione. Ne consegue l'annullamento senza rinvio della parte di sentenza relativa al reato di "partecipazione ad una organizzazione criminosa" e la conferma della sentenza quanto al reato di "rapina organizzata". La Corte ha disposto gli adempimenti di cancelleria previsti dall'art. 22, comma 5, legge n. 69/2005.
Norme richiamate
legge n. 69 del 2005, art. 7
Disciplina la condizione di doppia punibilità per l'esecuzione del mandato di arresto europeo: la Corte interpreta che non sia richiesta una corrispondenza formale del tipo di reato tra ordinamenti, ma che il fatto concreto, descritto naturalisticamente, sia punibile in entrambi gli ordinamenti; il controllo del giudice interno deve essere effettivo e basato sulla descrizione fattuale.
legge n. 69 del 2005, art. 8
Regola i casi di consegna obbligatoria richiamando la legge dello Stato membro di emissione e le categorie della decisione quadro; la Corte richiede che la qualificazione fornita dallo Stato emittente sia riconducibile, secondo la legge di detto Stato, a una delle ipotesi di consegna obbligatoria e che il fatto sia descritto sul piano naturalistico.
legge n. 69 del 2005, art. 22, comma 5
Norma procedurale cui la Corte rinvia per gli adempimenti successivi all'annullamento parziale della decisione di consegna (adempimenti di cancelleria e comunicazioni previste dalla legge).
Decisione quadro (UE), art. 2, par. 2
Fornisce le categorie rilevanti per la consegna obbligatoria; la Corte richiama che l'art. 8 della legge nazionale fa riferimento a queste categorie e che va verificata la riconducibilità concreta del fatto a tali categorie secondo la legge dello Stato emittente.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 6, n. 27483 del 29/05/2017 - Majkowska; Sez. 6, n. 22249 del 03/05/2017 - Bernardo Pascale)
Precedenti che confermano il principio per cui non occorre una perfetta sovrapponibilità astratta delle fattispecie tra ordinamenti, ma è necessario che la fattispecie concreta sia riconducibile alle ipotesi di consegna obbligatoria o sia punibile in entrambi gli ordinamenti; il controllo del giudice deve essere sostanziale e basato sulla descrizione naturalistica del fatto.
Massime di principio
- In materia di mandato di arresto europeo non serve la corrispondenza parola per parola della fattispecie astratta tra ordinamenti: conta che il fatto concreto, come descritto nel mandato, sia punibile in entrambi gli ordinamenti o rientri in una categoria di consegna obbligatoria.
- Il giudice nazionale deve svolgere un controllo effettivo, non meramente formale, sulla descrizione naturalistica del fatto: verificare gli elementi strutturali che qualificano il reato (es. per associazione per delinquere: programma criminoso indeterminato e organizzazione).
- Differenze di titolo, elementi costitutivi o trattamento sanzionatorio non escludono automaticamente la consegna, purché la concreta condotta sia riconducibile a una fattispecie punibile in entrambi gli ordinamenti.
- Se la descrizione del fatto nel mandato non dimostra i requisiti strutturali richiesti per una fattispecie complessa (es. associazione), il provvedimento di consegna può essere annullato limitatamente a quella qualificazione, mantenendo eventuali altre imputazioni (es. rapina organizzata) quando adeguatamente descritte.
- La Corte d'appello ha il dovere di verificare d'ufficio la sussistenza di tutti i presupposti di legge per la consegna, anche se alcune questioni non sono state specificamente dedotte dalle parti.
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