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Circolare

Circolare numero 117 del 01-08-2013

Premessa Ingresso nell’Unione Europea dei cittadini della Croazia: effetti sul rapporto di lavoro domestico

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare spiega che, dopo l’ingresso della Croazia nell’Unione europea dal 1° luglio 2013, ai cittadini croati si applicano le regole comunitarie sulla libera circolazione. Per il lavoro subordinato ordinario l’Italia ha previsto un regime transitorio, ma non per il lavoro domestico, per il quale opera il libero accesso al mercato del lavoro. Di conseguenza, l’assunzione di lavoratori domestici croati segue le comunicazioni obbligatorie all’INPS previste dalla normativa speciale, e le domande di nulla osta o di emersione già presentate per lavoratori domestici croati devono essere archiviate dallo Sportello Unico per l’Immigrazione.

Ingresso della Croazia nell’UE e assunzione di lavoratori domestici croati

Ingresso della Croazia nell’UE e effetti sul lavoro domestico

La circolare illustra gli effetti dell’adesione della Croazia all’Unione europea, con particolare riferimento all’assunzione di lavoratori domestici cittadini croati. Il documento richiama l’entrata in vigore del Trattato di adesione e chiarisce quali regole si applicano al mercato del lavoro italiano.

Quadro generale sull’adesione e sulla libera circolazione

Dal 1° luglio 2013 la Croazia è divenuta il 28° Stato membro dell’Unione europea. Per i cittadini croati valgono quindi le disposizioni di diritto comunitario in materia di libera circolazione e soggiorno, come previste dal D.Lgs. 6 febbraio 2007, n. 30, che attua la direttiva 2004/38/CE. Restano fermi i limiti connessi alla materia penale e alla tutela dell’ordine pubblico e della pubblica sicurezza.

Regime transitorio per il lavoro subordinato

La circolare precisa che, per l’accesso al lavoro subordinato, il Governo italiano ha scelto di applicare un regime transitorio di due anni, previsto dall’Allegato V dell’Atto di adesione. Tale scelta è stata adottata in considerazione della situazione del mercato del lavoro italiano e rinvia la piena liberalizzazione dell’accesso al lavoro subordinato.

Lavoro domestico: libero accesso al mercato del lavoro

Il regime transitorio non opera, invece, per i lavoratori domestici. Per questa categoria l’Italia ha previsto il libero accesso al mercato del lavoro interno. Ne deriva che l’assunzione di lavoratori domestici croati non segue il regime transitorio riservato ad altri rapporti di lavoro subordinato.

Adempimenti a carico del datore di lavoro domestico

Per l’assunzione di lavoratori domestici croati, il datore di lavoro deve attenersi all’art. 16-bis del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, commi 11 e 12. La norma, in deroga alla disciplina generale di settore e al DM 30 ottobre 2007 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, impone la presentazione all’INPS delle comunicazioni obbligatorie relative a:

  • assunzione;
  • cessazione;
  • trasformazione;
  • proroga del rapporto di lavoro.

La circolare richiama inoltre i chiarimenti contenuti nella circolare INPS n. 20 del 17 febbraio 2009.

Domande di emersione e archiviazione delle istanze

Per quanto riguarda le domande di emersione relative a lavoratori domestici di nazionalità croata, la circolare interministeriale stabilisce che lo Sportello Unico per l’Immigrazione deve procedere all’archiviazione:

  • delle richieste di nulla osta già presentate agli uffici competenti;
  • delle domande di emersione relative all’assunzione di lavoratori domestici cittadini croati.

In sostanza, per il lavoro domestico dei cittadini croati non è più richiesto il percorso autorizzatorio o di emersione previsto per altre ipotesi, ma si applicano le comunicazioni obbligatorie all’INPS previste dalla normativa speciale.

Punti principali

Adesione della Croazia all’Unione europea

Dal 1° luglio 2013 la Croazia è diventata il 28° Stato membro dell’UE. Per effetto dell’adesione si applicano ai cittadini croati le disposizioni del diritto comunitario sulla libera circolazione, secondo il D.Lgs. 6 febbraio 2007, n. 30, con i soli limiti derivanti dalle norme penali e dalle esigenze di ordine pubblico e pubblica sicurezza.

Regime transitorio per il lavoro subordinato

Per l’accesso al lavoro subordinato il Governo italiano ha scelto di avvalersi di un regime transitorio di due anni, previsto dall’Allegato V dell’Atto di adesione, prima della piena liberalizzazione dell’accesso al mercato del lavoro.

Esclusione del regime transitorio per il lavoro domestico

Il regime transitorio non si applica ai lavoratori domestici. Per questa categoria l’Italia ha invece disposto un regime di libero accesso al mercato del lavoro interno, con conseguenti regole semplificate per l’assunzione di cittadini croati nel settore domestico.

Adempimenti dei datori di lavoro domestico

I datori di lavoro che assumono lavoratori domestici croati devono adempiere agli obblighi previsti dall’art. 16-bis del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, commi 11 e 12. In deroga alla normativa generale di settore, devono presentare all’INPS le comunicazioni obbligatorie di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga del rapporto di lavoro, secondo i chiarimenti già forniti con la circolare INPS n. 20 del 17 febbraio 2009.

Domande di emersione e nulla osta

Per le domande di emersione relative a lavoratori domestici croati, la circolare interministeriale chiarisce che lo Sportello Unico per l’Immigrazione deve archiviare sia le richieste di nulla osta già presentate agli uffici competenti, sia le domande di emersione concernenti l’assunzione di lavoratori domestici cittadini croati.

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