Cassazione Penale, Sentenza n. 9613/2025 del 10/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione (richiamando le Sezioni Unite) ha annullato la sentenza impugnata: nella parte finale si afferma espressamente "Per le ragioni esposte, la sentenza impugnata deve essere annullata". Il frammento non precisa se vi sia stato rinvio o estinzione del procedimento dopo l'annullamento.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Secondo la frammentaria ricostruzione, l'imputata era contestata per essersi appropriata o sottratta di un bene "posto al servizio" di terzi "al fine di trarne un ingiusto profitto"; il procedimento ha sollevato questioni interpretative relative all'identificazione della persona offesa e alla qualificazione giuridica della condotta (apparente discussione di limiti di applicazione della fattispecie). Il testo fornito è incompleto e contiene riferimenti alle Sezioni Unite e a eccezioni non riportate integralmente.
Norme richiamate
norme penali sullo "sottrarre un bene" e sull'appropriazione indebita / reati contro il patrimonio
Dalla sintesi emerge che la Corte ha valutato la corretta applicazione delle norme penali relative alla sottrazione di beni posti al servizio di terzi e al requisito dell'"ingiusto profitto", ritenendo difettosa la decisione impugnata rispetto a tali criteri
massima/giurisprudenza delle Sezioni Unite
Le Sezioni Unite sono state richiamate per chiarire un principio di diritto applicabile al caso; la Corte ha seguito tale chiarimento nel disporre l'annullamento, segnalando che sussisteva contrasto interpretativo o errore di applicazione nelle decisioni precedenti
Massime di principio
- Quando è contestata la sottrazione di un bene "posto al servizio" di terzi, è necessario verificare con precisione la titolarità del diritto sul bene e la qualifica della persona offesa: da ciò dipende la corretta fattispecie penale applicabile.
- L'elemento soggettivo "al fine di trarne un ingiusto profitto" deve essere provato con chiarezza; la sua insufficiente dimostrazione può comportare la riforma o l'annullamento della sentenza.
- Se la motivazione del giudice di merito non chiarisce i presupposti normativi o interpreta in modo contrastante le regole, la Cassazione (anche richiamando le Sezioni Unite) può annullare la decisione e imporre un nuovo esame conforme ai principi indicati.
- In situazioni analoghe, è rilevante precisare se il bene è ad uso pubblico/collettivo o privato e se l'agente aveva disponibilità o effettiva intenzione di appropriarsene: questi elementi determinano l'accertamento della responsabilità penale.
- L'intervento delle Sezioni Unite segnala questioni di principio che devono essere seguite dai giudici di merito; nei casi di contrasto giurisprudenziale, l'orientamento delle Sezioni Unite ha effetto vincolante sulla ricostruzione della responsabilità.
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