Sentenza n. 769/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento della determinazione dirigenziale n. 440 del 9.9.2021 Reg. Gen. 2767, emessa dal Comune di Martina Franca, Settore IV - S.U.A.P.- Attività Produttive - Ambiente, notificata al ricorrente a mezzo pec in data 27.9.2021 avente ad oggetto "Pronuncia di decadenza della concessione del posteggio n. 66 in p.zza D 'Angiò in occasione del mercato del mercoledì e revoca dell'autorizzazione n. 400 del 9.5.2002 conclusione del procedimento ex art. 2 della legge 241/1990 e s.m.i.".
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: determinazione dirigenziale di decadenza dalla concessione del posteggio mercatale n. 66 e revoca dell'autorizzazione commerciale collegata
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la determinazione comunale con cui era stata dichiarata la decadenza dalla concessione del posteggio mercatale e revocata l'autorizzazione n. 400 del 9 maggio 2002. Ha dedotto, in primo luogo, la violazione dell'art. 1, comma 57, e dell'art. 5, comma 2, della legge n. 124/2017. In secondo luogo, ha lamentato eccesso di potere e violazione degli artt. 3 e 97 Cost. Nel corso del giudizio il Comune si è costituito. L'istanza cautelare era stata respinta in ragione della ritenuta infondatezza delle censure concernenti la notificazione degli atti prodromici e la mancata utilizzazione del posteggio: il giudice cautelare aveva rilevato che le comunicazioni di avvio del procedimento erano comunque giunte a destinazione e che la disciplina comunale e regionale prevedeva la decadenza per il mancato utilizzo del posteggio oltre i limiti stabiliti, in assenza di comunicazione delle ragioni giustificative. Prima della decisione di merito, il ricorrente ha rinunciato al ricorso; la rinuncia è stata notificata e sottoscritta per accettazione dal Comune.
La decisione
Il Collegio ha preso atto della rinuncia al ricorso, ritualmente notificata alla controparte e depositata, nonché della mancata opposizione del Comune. Ha quindi dichiarato estinto il giudizio ai sensi dell'art. 84, comma 3, c.p.a., senza pronunciarsi nel merito sulla legittimità della decadenza dalla concessione e della revoca dell'autorizzazione. Le spese sono state compensate, conformemente alla richiesta del ricorrente non contestata dalla resistente.
Norme richiamate
art. 84, comma 3, c.p.a.
La rinuncia al ricorso, non opposta dalla parte resistente, comporta la dichiarazione di estinzione del giudizio.
art. 23 del Regolamento comunale per il commercio sulle aree pubbliche n. 140/2018
Secondo quanto richiamato nell'ordinanza cautelare, prevede la decadenza dalla concessione del posteggio in caso di mancato utilizzo oltre i limiti stabiliti, in assenza della prescritta comunicazione delle ragioni giustificative.
art. 62, comma 3, lett. a), l.r. n. 25/2015
Secondo quanto richiamato nell'ordinanza cautelare, costituisce base normativa della decadenza dalla concessione del posteggio per mancato utilizzo oltre i limiti previsti.
art. 1, comma 57, l. n. 124/2017
Norma invocata dal ricorrente quale parametro di legittimità dell'atto impugnato; il giudizio è stato estinto senza esame della censura.
art. 5, comma 2, l. n. 124/2017
Norma invocata dal ricorrente quale parametro di legittimità dell'atto impugnato; il giudizio è stato estinto senza esame della censura.
artt. 3 e 97 Cost.
Parametri costituzionali indicati dal ricorrente in relazione ai dedotti eccesso di potere e vizi dell'azione amministrativa; non sono stati esaminati nel merito per effetto dell'estinzione.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso ritualmente notificata alla controparte e non opposta determina l'estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 84, comma 3, c.p.a., senza necessità di una pronuncia sulla fondatezza delle censure sostanziali.
- Quando il giudizio si estingue per rinuncia, le questioni di legittimità dell'atto impugnato restano prive di una decisione di merito e non possono essere considerate definite dalla pronuncia estintiva.
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