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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29034/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per rapina, lesioni, uso indebito di carta bancomat e porto illegale di un coltello. Diop deduce vizio di motivazione circa la sua responsabilità concorsuale (sostiene di essere stato solo presente) e contesta la qualificazione del porto del coltello come in luogo pubblico. Habachi contesta la valutazione della prova testimonial e la mancata riapertura dell'istruttoria in appello, sostenendo che la vicenda andava ricondotta a rapporti legati al consumo comune di stupefacenti e che la versione difensiva sarebbe stata pretermessa.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e inammissibili. Per Diop ha rilevato la genericità del ricorso rispetto ai fatti descritti nella sentenza di merito (che lo ritiene intervenuto armato di coltello e partecipante all'azione minacciosa) e ha ritenuto non sindacabili in Cassazione i fatti valutati in concreto (tra cui il momento e il luogo in cui il coltello è stato portato). Per Habachi ha ritenuto che la valutazione della credibilità della persona offesa sia questione di fatto non riassoggettabile a revisione in sede di legittimità, essendo sorretta da riscontri (lesioni refertate, prelievo con bancomat, pagamenti incongrui rispetto alla versione difensiva) e senza manifeste contraddizioni o congetture nella motivazione. La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria è stata considerata non necessaria alla luce della motivazione del giudice di merito. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende. Sentenza a motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • Sez. 4, n. 10153 del 11/02/2020, C., Rv. 278609

    Sez. 4, n. 10153 del 11/02/2020, C., Rv. 278609

    Principio secondo cui l'attendibilità della persona offesa è questione di fatto, non censurabile in Cassazione salvo manifeste contraddizioni, congetture o regole generali prive di plausibilità

  • Sez. 6, n. 1440 del 22/10/2014 (dep.2015)

    Sez. 6, n.1440 del 22/10/2014, dep.2015, PR

    Richiama il criterio per censurare la mancata rinnovazione dell'istruttoria in appello: è ammissibile solo se dalla motivazione emergono lacune o manifeste illogicità su punti decisivi

  • Sez. U, n. 12602 del 2015 (dep.2016), Rv. 266820

    Sez. U, n. 12602 del 2015, dep. 2016, Rv. 266820

    Stabilisce che la rinnovazione dell'istruttoria in appello è straordinaria; il giudice d'appello decide discrezionalmente se gli atti sono sufficienti o se sia necessaria integrazione probatoria

Massime di principio

  • La credibilità della persona offesa è valutazione di merito: la Cassazione interviene solo in presenza di contraddizioni manifeste, congetture o motivazioni illogiche
  • La mera presenza sul luogo di un reato non basta a provare il concorso: la responsabilità concorrente richiede elementi probatori specifici (interventi attivi, minacce, uso di armi, collaborazione concreta)
  • Le valutazioni fattuali (es. momento/luogo del porto di un'arma) rese dal giudice di merito sono sottratte al sindacato di legittimità salvo vizio motivazionale palese
  • La richiesta di riapertura dell'istruttoria in appello è uno strumento eccezionale; va motivata dimostrando che senza nuove prove la decisione non è ragionevolmente possibile
  • Elementi di riscontro oggettivi (referti di lesioni, prelievi con bancomat, movimenti economici incongrui) rafforzano la versione della vittima e rendono più difficile la riconsiderazione della sua attendibilità

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