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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17994/2026 del 19/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha revocato la sospensione condizionale della pena (con sentenze irrevocabili del 25/07/2014 e del 18/10/2021) per aver ritenuto la "stessa indole" tra il delitto in materia di stupefacenti (art. 73, comma 5, d.p.r. 309/1990) e la contravvenzione prevista dall'art. 187, comma 8, cod. strada. Il ricorrente deduce carenza, illogicità e contraddittorietà della motivazione, sostenendo che il giudice avrebbe valorizzato profili incerti (presunto stato di alterazione e rifiuto di accertamenti) senza considerare la diversità dei beni giuridici, della gravità e il tempo intercorso tra le condotte.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione del giudice di rinvio, che, conformandosi al principio stabilito dalla Prima Sezione (sentenza n. 18157/2025), ha valutato l'identità di indole non in base alla coincidenza astratta delle fattispecie legislative ma sulla presenza di caratteri fondamentali comuni ai fatti e ai motivi che li hanno determinati (consumo e smercio di stupefacenti; comportamento concreto del ricorrente come pupille dilatate, occhi lucidi e rifiuto di sottoporsi agli accertamenti clinico-tossicologici). La Corte ha inoltre confermato che la revoca della sospensione condizionale pronunciata con la sentenza irrevocabile del 18/10/2021 comporta la revoca anche della precedente sospensione (18/06/2014), per effetto della successiva condanna intervenuta nei termini di legge e secondo l'orientamento consolidato della giurisprudenza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.p.r. n. 309 del 1990

    art. 73, comma 5, d.p.r. 09/10/1990, n. 309

    Costituisce la fattispecie di reato in materia di stupefacenti che è stata assunta come primo titolo di condanna; la Corte ha valutato i caratteri concreti della condotta (coltivazione/uso/smercio) per verificare l'identità di indole con la successiva condotta

  • art. 187, comma 8, cod. strada

    art. 187, comma 8, Codice della Strada

    Contravvenzione contestata per guida sotto l'influenza di sostanze e rifiuto di accertamenti; la Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, la condotta sia riconducibile alla stessa indole del reato di stupefacenti in ragione dei motivi e del contesto (consumo di sostanze, rifiuto di test, segni evidenti di alterazione)

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma richiamata nella giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 10483/2024) in tema di causa di non punibilità; la Corte osserva che la pronuncia citata criticava carenza di motivazione ma non escludeva astrattamente la possibilità di riconoscere la stessa indole tra le due fattispecie

  • art. 164 cod. pen. (ultimo comma)

    art. 164, ultimo comma, cod. pen.

    Richiamato nella discussione sull'effetto tra più sospensioni: il disposto è richiamato per spiegare perché non opera la disciplina semplificata quando vi siano più condanne con sospensione e una successiva condanna ne determina la revoca

  • art. 168 cod. pen.

    Norma che disciplina la sospensione condizionale della pena; la Corte ha applicato la giurisprudenza che consente la revoca della sospensione precedente in presenza di una successiva condanna che comporti la perdita del beneficio

  • Giurisprudenza: Corte di cassazione, Sez. Pen., sent. n. 18157/2025

    sentenza n. 18157 del 26/03/2025

    Principio richiamato: per accertare la "stessa indole" tra reati non si devono considerare caratteristiche formali (diversa fattispecie o bene giuridico) ma i caratteri fondamentali comuni dei fatti e dei motivi che li hanno determinati

  • Giurisprudenza: Corte di cassazione, Sez. 4, sent. n. 10483/2024

    sentenza n. 10483 del 29/02/2024

    Pronuncia sul tema dell'art. 131-bis che censurava la carenza motivazionale nel riconoscimento della stessa indole; non ha stabilito un'inconciliabilità astratta tra reato di stupefacenti e contravvenzione ex art. 187, comma 8

  • Giurisprudenza: Corte di cassazione, Sez. 1, sent. n. 15535/2019

    sentenza n. 15535 del 12/11/2019

    Orientamento citato secondo cui una condanna a pena condizionalmente sospesa può determinare la revoca di una sospensione precedente se ricorrono le condizioni previste dalla giurisprudenza (anche se intervenuta successivamente al quinquennio), con esclusione dell'automatismo previsto dall'ultima parte dell'art. 164 nei casi di pluralità di condanne

Massime di principio

  • Per valutare la "stessa indole" tra reati non occorre la coincidenza della fattispecie legale o del bene giuridico protetto: conta la corrispondenza concreta di elementi fondamentali (natura dei fatti, motivi che li hanno determinati, contesto di commissione).
  • La diversità di gravità, la diversa qualifica normativa e il tempo intercorso non impediscono automaticamente il riconoscimento della stessa indole se emergono elementi fattuali e motivazionali comuni.
  • La motivazione del giudice deve essere specifica e valutare il contesto complessivo; ipotesi non suffragate da fatti concreti (es. mere supposizioni sullo stato di alterazione) sono vulnerabili, mentre elementi obiettivi (es. segni clinici, rifiuto di accertamenti, collegamenti con attività di spaccio) rafforzano la valutazione.
  • La revoca della sospensione condizionale di una condanna può determinare la revoca di sospensioni concesse con precedenti condanne se la successiva condanna produce la perdita del beneficio e secondo l'orientamento consolidato della Corte; occorre valutare l'interazione tra art. 164 e art. 168 cod. pen. e la giurisprudenza applicabile.
  • In casi simili è utile produrre elementi probatori e ricostruzioni fattuali che dimostrino il nesso motivazionale e oggettivo tra le condotte (consumo, smercio, atteggiamenti al momento del controllo) per contrastare efficacemente la tesi della stessa indole.

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