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Sentenza

Sentenza n. 421/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento a) dell’ordinanza del Comune di Salerno - Settore Trasformazioni Edilizie - Ufficio Verifiche di Conformità Edilizia n. 7/STE/2022 del 06/12/2022, notificata ai ricorrenti in data 22-23/12/2022, in forza del verbale di sopralluogo prot. n. 280545/2022, con cui sono state contestate le seguenti pretese difformità: “1. Sul terrazzo antistante e in prosecuzione del torrino scale è stato realizzato un nuovo vano destinato a soggiorno, in cui è posizionato l’ingresso dell’abitazione. Il manufatto realizzato con pareti perimetrali e copertura in legno con soprastante isolamento avente una forma ad elle e una superficie lorda di circa mq. 35,00 ed una altezza media di m. 2,95 ed un VVP di circa mc. 103; 2. Anteriormente al predetto vano soggiorno, chiuso per tre lati, è esistente un terrazzo coperto di mq. 5,20; 3. La copertura originaria è stata completamente trasformata per forma ed altezza, generando ulteriore volume. Oggi le falde sono due con due abbaini, mentre nei grafici della C.E. n. 50/2001 sono tre falde. L’altezza misurata oggi dal pavimento all’estradosso della copertura nella zona minima è circa m. 1,55 e nella zona massima è circa m. 3,25, mentre nei grafici della C.E. in sanatoria n. 50/200 le altezze lette sono: minimo m 0,70 e massimo m. 3,00. I due abbaini a due falde, realizzato uno per ogni falda della copertura, hanno il culmine alto circa m. 2,50, misurato dalla quota del pavimento all’estradosso della copertura. La superficie lorda attuale della copertura è circa mq. 84,00 ed il VVP è circa mc 185,00; 4. La camera da letto padronale che affaccia lungo la parete Nord è stata dotata di un piccolo sporto realizzato da staffe in ferro e lastra di marmo delle seguenti dimensioni circa m. 1,20 x 0,50; 5. Sulla copertura sono state realizzate due finestre a raso delle dimensioni circa 0,93 x 0,72 e 0,71 x 0,50 … omissis … ”, con ordine “ai Sigg.ri Santoro Mario (…) e Pepe Carmela, in qualità di responsabili dell’abuso e proprietari dell’immobile da questo interessato, di provvedere, nel termine di SESSANTA GIORNI, decorrenti dalla data di notifica della presente ordinanza, alla demolizione delle opere abusive realizzate presso l’immobile sito in Salerno, alla via Zoccoli, n. 8, catastalmente individuato al Foglio 28, p.lla 621, sub. 4; in particolare si ingiunge: - la demolizione delle opere di cui al verbale di sopralluogo prot. n. 280545/2022 – come descritte al punto 5 del “premesso” – che hanno determinato il cambio destinazione d’uso del sottotetto in abitativo; - il ripristino della copertura del sottotetto alla consistenza assentita con la Concessione Edilizia in sanatoria n. 50/2001 … omissis ... ”; b) di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenziali, ivi compreso il verbale di sopralluogo prot. n. 280545/2022, mai consegnato, mai notificato e mai reso noto ai ricorrenti;

Giustizia amministrativa202300282

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e ripristino della copertura di opere edilizie ritenute abusive

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Salerno in relazione a opere realizzate su un immobile, tra cui un nuovo vano destinato a soggiorno, la trasformazione della copertura del sottotetto con incremento di volume e abbaini, modifiche della destinazione d'uso del sottotetto in abitativo, uno sporto e finestre a raso. L'ordinanza ingiungeva la demolizione delle opere e il ripristino della copertura alla consistenza assentita con la concessione edilizia in sanatoria. Sono state dedotte censure di violazione di legge ed eccesso di potere sotto vari profili. Nel corso del giudizio i ricorrenti hanno presentato, il 19 gennaio 2026, un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, non ancora definita, e hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso, chiedendone la declaratoria di improcedibilità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il giudice ha valorizzato la dichiarazione espressa dei ricorrenti, conforme al principio dispositivo, e ha rilevato che l'istanza di accertamento di conformità presentata nelle more impone comunque al Comune di pronunciarsi, espressamente o tacitamente. Un eventuale accoglimento dell'istanza soddisferebbe l'interesse dei ricorrenti e determinerebbe la cessazione della materia del contendere; un eventuale diniego costituirebbe invece il nuovo atto lesivo da impugnare, concentrandosi su di esso l'interesse a ricorrere. Non è stata esaminata la legittimità dell'ordinanza di demolizione né sono stati scrutinati i motivi di merito. Le spese sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione

    La dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse, resa nel rispetto del principio dispositivo, conduce alla declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità determina la necessità che l'amministrazione si pronunci sulla sanatoria; l'eventuale esito favorevole può soddisfare l'interesse del ricorrente, mentre l'eventuale diniego costituisce il nuovo atto lesivo da impugnare.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, quando il ricorrente dichiara, in applicazione del principio dispositivo, di non avere più interesse alla decisione e tale sopravvenuto difetto di interesse risulta non contraddetto dagli atti, il giudice deve dichiarare il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La presentazione, nelle more dell'impugnazione di un'ordinanza di demolizione, di un'istanza di accertamento di conformità non ancora definita rende attuale la necessità di attendere la pronuncia dell'amministrazione: l'accoglimento della sanatoria può soddisfare l'interesse del privato, mentre il diniego costituisce il nuovo provvedimento lesivo da impugnare.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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