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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19084/2026 del 26/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per detenzione ai fini di spaccio (art. 73 co. 4 d.P.R. 9/10/1990 n.309), censurando la sussistenza e l'operatività della recidiva reiterata e specifica e la mancata prevalenza delle circostanze attenuanti generiche rispetto alla recidiva. Ha inoltre lamentato insufficiente valutazione delle dichiarazioni confessorie e della personalità, e ha invocato la sentenza della Corte Costituzionale n.151/2025 per sostenere la non applicabilità del divieto di prevalenza delle attenuanti rispetto alla recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte di Appello che aveva confermato la condanna (pena: 1 anno e 4 mesi di reclusione e 3.500 euro di multa) per il reato di cui all'art. 73 co. 4 d.P.R. 309/90, con riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche equivalenti alla recidiva specifica e reiterata. La Corte ha condiviso la valutazione della gravita' oggettiva del nuovo reato (729 grammi di hashish, corrispondenti a 803 dosi, rinvenimento di denaro e conversazioni telefoniche riconducibili allo spaccio) e ha ritenuto rilevante il fatto che il reato sia stato commesso durante una misura alternativa (affidamento in prova). Ha rigettato l'argomento di estensione della pronuncia della Corte Costituzionale n.151/2025, ritenendola circoscritta al reato di sequestro di persona a scopo di estorsione; ha inoltre richiamato giurisprudenza di legittimità che prescrive il sindacato concreto sulla recidiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 comma 4 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma contestata per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio; applicata come fattispecie di reato per la quale è stata pronunciata la condanna.

  • art. 69 comma 4 cod. pen.

    Regola il bilanciamento tra circostanze attenuanti generiche e la recidiva reiterata/specifica: la Corte ha ritenuto che, per l'ipotesi concreta, il giudizio di comparazione dovesse essere effettuato in termini di equivalenza, come previsto dalla norma.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disciplina le circostanze attenuanti generiche; nella fattispecie sono state riconosciute e valutate in equivalenza rispetto alla recidiva, senza prevalere.

  • art. 99 comma 4 cod. pen.

    Prevede la recidiva reiterata e specifica come circostanza aggravante: la Corte ha ritenuto sussistente la recidiva sulla base delle pregresse condanne e della condotta recente.

  • art. 630 cod. pen.

    Richiamato solo in connessione alla pronuncia della Corte Costituzionale n.151/2025 (che concerneva il divieto di prevalenza delle attenuanti per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione); la Corte ha ritenuto quella pronuncia non estendibile automaticamente alla fattispecie di droga in esame.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Fondamento giuridico per l'irrogazione, a carico del ricorrente, dell'obbligo di versare una somma (3.000 euro) alla Cassa delle Ammende per l'inammissibilità del ricorso.

  • Corte Costituzionale, sent. n. 151 del 2025

    Pronuncia che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 69 co. 4 solo con riferimento al reato di sequestro di persona a scopo di estorsione; la Corte di Cassazione ha ritenuto tale decisione non trasferibile alla fattispecie di stupefacenti oggetto del processo.

Massime di principio

  • La sussistenza della recidiva reiterata e specifica va valutata concretamente: il giudice deve accertare se la nuova condotta esprime un aumento della pericolosità o una maggiore capacità delinquenziale rispetto al passato.
  • Quando opera l'art. 69 comma 4 cod. pen., il bilanciamento tra recidiva e attenuanti generiche viene normalmente svolto in termini di equivalenza; non è automaticamente consentita la prevalenza delle attenuanti.
  • Le pronunce della Corte Costituzionale che dichiarano l'illegittimità costituzionale di una norma possono avere portata limitata al contesto fattuale e alla specifica fattispecie indicata: non sempre sono estensibili ad altri reati con diverso regime sanzionatorio.
  • Elementi oggettivi come il quantitativo di stupefacente, il rinvenimento di denaro, conversazioni telefoniche riconducibili allo spaccio e la commissione del reato durante misure alternative (es. affidamento in prova) aggravano la valutazione e favoriscono il riconoscimento della recidiva.
  • Per impugnare con successo la qualificazione della recidiva o il bilanciamento delle circostanze occorre muovere censure concrete e circostanziate che dimostrino l'insufficienza logica o fattuale della motivazione del giudice di merito.
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese e, nei casi previsti, l'obbligo di versamenti alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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