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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02573/2025 del 21/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione impugnata è stata quindi confermata, restando ferma la valutazione negativa sulla continuazione in sede esecutiva.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (non determinabile)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato per cassazione l'ordinanza della Corte d'appello che, in sede esecutiva, aveva negato il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più reati. Dalla motivazione emerge che i motivi di ricorso erano due e sono stati esaminati congiuntamente; essi miravano a contestare la valutazione negativa sulla sussistenza di una volizione unitaria tra i reati. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi manifestamente infondati perché la decisione impugnata si era conformata ai criteri consolidati per l'accertamento della continuazione e aveva valorizzato, in particolare, la diversità delle causali tra i reati: alcuni commessi nel contesto della partecipazione a un'associazione a delinquere di tipo mafioso, altri estranei a tale contesto. La Corte ha inoltre rilevato che il giudice dell'esecuzione non può ricostruire il fatto in modo diverso da quanto accertato in cognizione e che la diversità delle causali costituisce un indice non illogico dell'assenza di programmazione unitaria dei reati successivi già al momento del primo fatto.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    richiamato solo implicitamente come istituto della continuazione; per il riconoscimento occorre verificare una volizione unitaria e la preventiva programmazione dei reati successivi.

  • art. 666 c.p.p.

    richiamato implicitamente in quanto la vicenda concerne il giudice dell'esecuzione e il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva.

  • art. 616 c.p.p.

    base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito di declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione, anche in sede esecutiva, richiede una verifica approfondita di concreti indicatori della volizione unitaria, tra cui omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, singole causali, modalità della condotta, sistematicità e abitudini programmate di vita.
  • Non è sufficiente valorizzare uno solo degli indici sintomatici della continuazione se i reati successivi risultano comunque frutto di determinazione estemporanea e non erano stati programmati, almeno nelle loro linee essenziali, già al momento del primo reato.
  • La diversità delle causali tra i reati posti in continuazione può costituire indice decisivo, non illogico, dell'assenza di un medesimo disegno criminoso.
  • Il giudice dell'esecuzione non può ricostruire il fatto in modo difforme da quanto accertato in sede di cognizione; deve attenersi al quadro fattuale già definito dal giudice della cognizione.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si risolve in una censura manifestamente infondata perché contraria a principi consolidati e diretta a sovvertire una valutazione di merito non illogica.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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