Cassazione Civile, Sentenza n. 17494/2024 del 25/06/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Commissione tributaria regionale dell’Umbria che aveva confermato la pronuncia di primo grado favorevole alla contribuente: oggetto del contendere era una intimazione di pagamento (presupposta cartella) relativa all'imposta di fabbricazione oli minerali e derivati/accisa sulla lavorazione dei tabacchi relativa al 2005, notificata ad Serena Pettinelli quale erede coobbligata. ADER deduceva errori di diritto e carenza/mancata motivazione in ordine alla riconducibilità del credito alla fattispecie delle accise sui tabacchi, alla qualità di coobbligato della ricorrente e alla decorrenza/interruzione dei termini di prescrizione; la contribuente aveva poi chiesto la definizione agevolata (legge n.197/2022) la cui domanda era stata respinta dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, motivando un successivo ricorso per cassazione contro il diniego.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso successivo avverso il diniego di definizione agevolata (ossia il ricorso della contribuente contro la decisione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Quanto al ricorso principale proposto dall’Agenzia delle entrate-Riscossione, la Corte ha accolto il secondo motivo (vizio di motivazione della sentenza di appello), assorbendo gli altri motivi, ha cassato la sentenza impugnata della Commissione tributaria regionale dell’Umbria e ha disposto il rinvio alla Corte tributaria regionale di secondo grado dell’Umbria in diversa composizione per nuovo esame anche sulle spese del giudizio di legittimità. In sintesi: cassazione con rinvio e rigetto del ricorso relativo al diniego della definizione agevolata.
Norme richiamate
art. 15 del d.lgs. n. 504/1995
Disciplina i termini di prescrizione per le accise; la CTR aveva applicato il termine quinquennale (art. 15) ma ADER contestava l'applicabilità del termine decennale per la specifica fattispecie di accisa sulla lavorazione del tabacco
art. 132 c.p.c.
Obbligo di motivazione delle sentenze; la Corte ha ritenuto che la CTR non abbia fornito motivazione idonea e verificabile in relazione alla natura del credito e agli atti presunti interruttivi della prescrizione
art. 36 del d.lgs. n. 546/1992
Obbligo motivazionale nel processo tributario analogo a quello civile; è stato richiamato per censurare la motivazione apparente della sentenza di appello
art. 360 c.p.c.
Criteri di legittimità per i motivi di cassazione (violazione di legge, vizio motivazionale, omesso esame di fatto decisivo) usati dall'ADER per impugnare la sentenza di appello
art. 39 del d.lgs. n. 112/1999
Disciplina l'onere di chiamata in causa dell'ente impositore nei giudizi di impugnazione di atti di riscossione; richiamata nella decisione in riferimento alla definizione agevolata e alla posizione formale delle parti
art. 1, comma 186 della legge n. 197/2022
Prevede la definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti in cui è parte l'Agenzia delle entrate o l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; la Corte ha interpretato la norma in senso formale: rileva lo status di parte al 1° gennaio 2023 (essere formalmente destinatario del ricorso o essere intervenuto)
art. 65 del D.P.R. n. 602/1973 e art. 480 c.c.
Richiamati in relazione alla legittimità dell'iscrizione a ruolo e alla possibilità di contestare la cartella; la Corte osserva che certe eccezioni nel merito non possono essere trattate senza adeguata motivazione
Massime di principio
- La definizione agevolata prevista dall'art. 1, comma 186, legge n.197/2022 si applica solo alle controversie in cui, alla data del 1° gennaio 2023, l'Agenzia delle entrate o l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rivestivano formalmente lo status di parte nel processo (destinatari del ricorso o intervenuti). Se il giudizio è stato instaurato solo contro l'agente della riscossione e gli enti titolari del rapporto sostanziale non erano parti formali entro tale data, la lite non è definibile tramite quella procedura.
- La qualità di coobbligato/erede e la natura del tributo azionato (es. accisa sulla lavorazione del tabacco) devono essere provate dall'ente che agisce in giudizio: il giudice deve motivare chiaramente le ragioni che lo portano a riconoscere o escludere tale qualificazione.
- Gli atti idonei a interrompere la prescrizione devono essere riconducibili al soggetto il cui termine si assume interrotto: una richiesta di rateazione presentata da soggetti diversi non interrompe la prescrizione in capo al contribuente, salvo prova contraria.
- La Corte di merito è tenuta a motivare in modo specifico e verificabile (art. 132 c.p.c. e art. 36 d.lgs. 546/1992): motivazioni meramente apodittiche o insufficientemente argomentate possono determinare la cassazione per vizio di motivazione.
- In giudizi relativi ad atti di riscossione, l'assenza dell'ente impositore nel contraddittorio può incidere sia sulla possibilità di definizione agevolata sia sulla valutazione complessiva della vicenda: se l'ente impositore non è stato chiamato in causa, alcune tutele e possibilità procedurali potrebbero non trovare applicazione.
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