Cassazione Civile, Ordinanza n. 28757/2025 del 30/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (assicurazione)
La controversia
La controversia nasce da una polizza fideiussoria rilasciata a garanzia della restituzione di prelievi agricoli riconosciuti a una società poi fallita. L'Agenzia delle Dogane emise ordinanza-ingiunzione per euro 516.973,36 nei confronti della garante; l'opposizione proposta dalla società assicuratrice fu rigettata in primo grado e l'appello fu respinto dalla Corte d'Appello di Napoli. In Cassazione la società assicuratrice ha proposto sei motivi, ma la decisione si concentra sul primo: ha denunciato nullità della sentenza d'appello per violazione degli artt. 190 e 352 c.p.c. in relazione agli artt. 24 e 111 Cost., sostenendo che la Corte territoriale avesse deliberato la sentenza prima della scadenza dei termini per il deposito delle memorie conclusionali e di replica. La ricorrente ha valorizzato la dicitura in calce alla sentenza ('così deciso in Napoli, il 28 marzo 2023') come prova che la deliberazione fosse anteriore alla scadenza dei termini, con conseguente lesione del contraddittorio e del diritto di difesa. L'Agenzia ha resistito, sostenendo che la data indicata fosse un mero errore materiale e che la decisione fosse stata assunta dopo il deposito delle difese finali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso: ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui, se la data di deliberazione della sentenza è anteriore alla scadenza dei termini ex art. 190 c.p.c., la sentenza è nulla per violazione del contraddittorio e del diritto di difesa, salvo errore materiale dell'indicazione della data, che però deve risultare in modo positivo e non può presumersi. Nel caso concreto la controricorrente non ha chiarito una diversa data di deliberazione e la sola indicazione del deposito della replica non basta a superare la censura. Gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza d'appello è stata quindi cassata in relazione al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Napoli in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 190 c.p.c.
I termini per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica devono essere integralmente rispettati prima della deliberazione della sentenza di appello; la decisione assunta prima della loro scadenza determina nullità della sentenza, salvo errore materiale nell'indicazione della data di deliberazione.
art. 352 c.p.c.
Richiamato in relazione alla disciplina della decisione della causa in appello e al rispetto del contraddittorio finale.
art. 24 Cost.
Il rispetto del contraddittorio finale è funzionale al diritto di difesa e la sua lesione comporta nullità della sentenza.
art. 111 Cost.
Il giusto processo richiede piena effettività del contraddittorio durante tutto lo svolgimento del processo, anche nella fase decisoria.
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
Il vizio dedotto è stato inquadrato come nullità della sentenza per violazione di norme processuali e del contraddittorio.
Massime di principio
- La deliberazione della sentenza d'appello deve intervenire solo dopo la scadenza dei termini assegnati alle parti per le conclusionali e le repliche: una decisione anticipata integra nullità della sentenza per lesione del contraddittorio.
- Chi deduce la nullità della sentenza per decisione anticipata non deve dimostrare quale specifica difesa ulteriore avrebbe svolto, perché la violazione incide in sé sul diritto di difesa.
- La divergenza tra data di deliberazione e data di pubblicazione può essere attribuita a errore materiale solo se l'errore risulti positivamente; non è sufficiente una mera presunzione.
- La tutela del contraddittorio non riguarda solo l'atto introduttivo, ma deve essere garantita in modo effettivo per tutta la durata del processo, compresa la fase decisoria finale.
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