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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20391/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione deduceva: 1) violazione di legge e vizio di motivazione perché la condanna si sarebbe basata esclusivamente sulla dichiarazione della persona offesa ritenuta attendibile senza considerare gli elementi forniti dalla difesa volti a dimostrarne la non credibilità (tra cui l'assenza del ritrovamento degli oggetti indicati e la presunta incompatibilità delle lesioni con le modalità della rapina); 2) violazione di legge rispetto alla riconosciuta aggravante delle piu persone riunite, sostenendo che tale aggravante non era stata rituale mente contestata nel capo di imputazione e non era stata provata in fatto; 3) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 81 c.p. (aumento per continuazione) perché la Corte non avrebbe motivato l'entità dell'aumento operato per le lesioni (rilevato sproporzionato anche in considerazione del risarcimento riconosciuto).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per aspecificità, rilevando che il ricorrente ha in larga parte riprodotto le stesse censure già proposte in appello senza confrontarsi in modo specifico e argomentato con le motivazioni della Corte territoriale che aveva dato adeguata e congrua spiegazione. In particolare: il primo motivo è stato ritenuto infondato rispetto alla ricostruzione della Corte di appello (coerenza tra le dichiarazioni della vittima e le ammissioni dell'imputato; lesioni compatibili con l'aggressione); il secondo motivo sull'aggravante delle piu persone riunite è stato respinto perche l'imputazione conteneva la previsione dell'aggravante e il fatto era già emerso in primo grado; il terzo motivo relativo all'aumento in continuazione eccessivo è stato considerato generico e quindi inammissibile. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 codice penale (capoverso)

    Contestazione relativa alla motivazione dell'aumento della pena per continuazione: la Corte osserva che la doglianza è generica e non spiega le ragioni per cui l'aumento debba ritenersi eccessivo, per cui non è stato possibile ritenere fondata la censura.

  • art. 591, comma 1, lett. c) codice di procedura penale

    Applicazione della norma sull'inammissibilità del ricorso per aspecificità: il ricorso che non confronta specificamente e argomentatamente le motivazioni della decisione impugnata è inammissibile.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve confrontarsi punto per punto con le motivazioni della decisione impugnata: la mera riproposizione delle censure già svolte in appello senza confutare specificamente la motivazione della Corte territoriale conduce all'inammissibilità per aspecificità.
  • Per mettere in discussione l'attendibilità della persona offesa è necessario non limitarsi a riaffermare la contraria versione difensiva, ma indicare elementi nuovi o specifici vizi logici o probatori nella valutazione della Corte (contraddizioni, incoerenze temporali, omissioni istruttorie, valutazioni incomprensibili) che la Cassazione possa esaminare in termini di legittimità.
  • L'aggravante (es. piu persone riunite) deve essere contestata e provata concretamente: se l'imputazione e la sentenza di primo grado già riportano elementi relativi alla pluralità dei partecipanti, la Corte d'appello e la Cassazione richiederanno motivazioni precise per ritenere la censura fondata.
  • Le doglianze sul trattamento sanzionatorio (anche sull'aumento per continuazione) devono spiegare specificamente perché l'entità della pena sia sproporzionata rispetto ai parametri normativi e ai criteri di individualizzazione della pena; argomentazioni generiche sulla eccessività non sono sufficienti.
  • In fase di impugnazione è fondamentale la specificità e la concretezza delle doglianze: indicare norme violate, punti precisi della motivazione da confutare, riferimenti probatori e un chiaro percorso logico facilita l'esame di legittimità e riduce il rischio di inammissibilità.

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