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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09037/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che l'aveva ritenuta responsabile del delitto di rapina aggravata. Con il primo motivo ha contestato la qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che la condotta avrebbe dovuto essere sussunta nel furto con strappo e non nella rapina, perché, secondo la difesa, la violenza sarebbe stata strumentale all'impossessamento del bene e non al superamento della resistenza della persona offesa. Con il secondo motivo ha censurato la motivazione sulla responsabilità, deducendo illogicità e contestando l'attendibilità della persona offesa e, più in generale, la valutazione delle fonti di prova effettuata dai giudici di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo non specifico e sostanzialmente reiterativo delle doglianze già respinte in appello; ha ribadito che si configura rapina quando la violenza è esercitata per vincere la resistenza della persona offesa, mentre il furto con strappo ricorre solo se la violenza è immediatamente diretta contro la cosa. Ha inoltre ritenuto inammissibile il secondo motivo perché diretto a sollecitare una nuova valutazione del compendio probatorio e dell'attendibilità della persona offesa, attività preclusa al giudice di legittimità quando la motivazione di merito sia logica e congrua. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628, comma 3, n. 3 quinquies c.p.

    norma incriminatrice del delitto di rapina aggravata, ritenuta correttamente applicata al fatto perché la violenza era diretta a vincere la resistenza della persona offesa.

  • art. 624-bis, comma 2 c.p.

    richiamato dalla difesa come possibile riqualificazione del fatto in furto con strappo; la Corte esclude tale qualificazione perché la violenza non era immediatamente diretta alla cosa.

  • art. 591 c.p.p.

    non citato espressamente nel testo, ma il dispositivo di inammissibilità comporta l'applicazione della sanzione processuale e della condanna alla Cassa delle ammende.

  • art. 616 c.p.p.

    base della condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • Il delitto di rapina ricorre quando la violenza o minaccia sia finalizzata a vincere la resistenza della persona offesa, anche se il bene sottratto è strettamente aderente al corpo del possessore e la violenza si estende necessariamente alla persona.
  • Il furto con strappo si configura solo quando la violenza sia immediatamente rivolta contro la cosa, pur potendo riflettersi sulla persona che la detiene; se invece la violenza serve a superarne la resistenza, la fattispecie è rapina.
  • In sede di legittimità non è consentito proporre censure meramente reiterative di quelle già esaminate e respinte in appello, prive di specifica critica alla motivazione della sentenza impugnata.
  • La Corte di cassazione non può sostituire la propria valutazione delle prove a quella del giudice di merito né operare un nuovo giudizio di attendibilità delle fonti di prova, salvo vizi logici effettivi della motivazione.
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono legittimamente fondare l'affermazione di responsabilità, purché il giudice di merito ne verifichi con attenzione la credibilità oggettiva e soggettiva e dia conto in motivazione delle ragioni della loro attendibilità.

Come è indicizzato

MaterieRapinaFurtoImpugnazioniProve
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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