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Sentenza

Sentenza del 23/05/2019 n. 3199 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

PROCESSO TRIBUTARIO - APPELLO - MOTIVI SPECIFICI ACCERTAMENTO - AVVISO DI ACCERTAMENTO SOCIETA' - AMMINISTRATORE DI FATTO PRIVO DI LEGITTIMAZIONE - OBBLIGO NOTIFICA - NON SUSSISTE

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la pretesa tributaria e, in particolare, i presupposti dell'accertamento fondato sull'esistenza di un maggior utile non contabilizzato (utile "in nero") attribuito alla società e poi riferito ai soci di fatto. Sosteneva inoltre, per quanto emerge dalla massima, la necessità di notificargli l'avviso di accertamento indirizzato alla società in quanto amministratore di fatto. L'impugnazione è stata tuttavia ritenuta inammissibile nella parte in cui riproponeva le doglianze già formulate in primo grado senza indicare specificamente le ragioni per cui la sentenza impugnata sarebbe stata erronea.

La decisione

L'appello è stato dichiarato inammissibile per genericità dei motivi, poiché l'appellante non ha svolto una critica specifica alla decisione di primo grado. È stato inoltre affermato che l'amministratore di fatto, privo di legittimazione a impugnare personalmente l'atto rivolto alla società, non deve necessariamente ricevere la notificazione dell'avviso di accertamento intestato alla società. Resta comunque riconosciuto ai soci di fatto destinatari di un proprio avviso di accertamento il diritto di contestare i presupposti fattuali e giuridici della pretesa fiscale personale, compreso il maggior utile "in nero" attribuito alla società, anche se l'accertamento societario è divenuto definitivo per mancata impugnazione.

Norme richiamate

  • Principio di specificità dei motivi di appello nel processo tributario

    È inammissibile l'impugnativa quando l'appellante si limita a riproporre le doglianze contenute nel ricorso anziché confutare la decisione di primo grado.

    L'appello deve individuare le statuizioni della sentenza impugnata e spiegare concretamente perché siano errate. La mera riproposizione delle domande e delle argomentazioni già svolte in primo grado non è sufficiente.

  • Regole sulla notificazione dell'avviso di accertamento alla società

    L'avviso intestato alla società deve essere notificato al soggetto legittimato a rappresentarla secondo le regole applicabili; non sussiste un autonomo obbligo di notificazione all'amministratore di fatto che agisca in proprio e non abbia legittimazione a impugnare l'atto societario.

  • Autonomia della posizione fiscale del socio di fatto

    Il socio di fatto destinatario di un proprio avviso di accertamento può contestare direttamente l'esistenza e l'entità del maggior reddito o utile attribuitogli, anche mettendo in discussione i presupposti dell'accertamento societario, nonostante quest'ultimo sia divenuto definitivo per mancata impugnazione.

Massime di principio

  • Un appello tributario deve criticare puntualmente la motivazione e le conclusioni della sentenza di primo grado; ripetere il ricorso originario espone all'inammissibilità.
  • La qualità di amministratore di fatto non comporta automaticamente il diritto a ricevere o impugnare in proprio l'avviso di accertamento intestato alla società.
  • La definitività dell'accertamento societario non impedisce necessariamente al socio destinatario di un distinto accertamento personale di contestare il maggior utile e gli altri presupposti della pretesa nei suoi confronti.
  • Occorre distinguere tra impugnazione dell'accertamento emesso verso la società e difesa del socio contro il proprio avviso: la mancata impugnazione del primo non elimina ogni possibilità di difesa nel secondo.
  • Nei giudizi tributari è essenziale indicare con precisione l'atto impugnato, le parti della decisione contestate e le ragioni giuridiche e fattuali della loro erroneità.

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