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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40931/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Capriotti impugnava la conferma di condanna per impiego di denaro di provenienza illecita (capo B) e per le ipotesi di interposizione fittizia (capi D, E, F). Denunciava: 1) nullità del decreto di giudizio immediato per incompleta trasmissione di atti (segnalazioni UIF e documentazione bancaria) e compromissione del diritto di difesa; 2) mancata motivazione sul diniego della rinnovazione dell'istruzione dibattimentale e mancata acquisizione dell'esito di rogatoria internazionale; 3) vizio di motivazione e violazione di legge rispetto alla responsabilità per il reato di impiego di denaro di provenienza illecita (contestava l'esistenza del reato presupposto, l'esistenza di causa lecita per il bonifico di euro 17.500 e l'assenza dell'elemento soggettivo e di dominus sulla società Make s.r.l.); 4) vizio di motivazione sulle intestazioni fittizie. Goncalves contestava la sua condanna per riciclaggio (capo A), deducendo vizio di motivazione illogica sia sull'elemento oggettivo che soggettivo del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Capriotti (condannandolo inoltre al pagamento delle spese processuali) e ha dichiarato inammissibile il ricorso di Goncalves De Jesus Helena. In sintesi: 1) respinta l'eccezione di nullità del decreto di giudizio immediato per mancata trasmissione di atti, richiamando la giurisprudenza secondo cui tale omissione non determina nullità ma solo inutilizzabilità degli atti non trasmessi; 2) ritenuta infondata o inammissibile la censura relativa alla mancata acquisizione dell'esito della rogatoria e alla richiesta di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale, perché il giudice d'appello aveva ritenuto già sufficiente il complesso probatorio; 3) i profili di merito relativi alla valutazione del materiale probatorio (reimpiego dei 17.500 euro, intestazioni fittizie, ruolo di "dominUS" nella Make s.r.l.) sono stati qualificati come valutazioni tipiche del giudice di merito e non riassoggettabili a sindacato di legittimità salvo vizi specifici di legge, che non sono stati ravvisati; 4) il ricorso di Goncalves è stato dichiarato inammissibile per genericità e perché mirava a un sindacato di fatto sulle valutazioni del giudice d'appello.

Norme richiamate

  • Sez. Un., n. 42979 del 26/06/2014

    Sez. Un., n. 42979 del 26/06/2014

    La decisione del G.I.P. di disporre il giudizio immediato non è sindacabile nel dibattimento salvo il caso in cui la richiesta del rito non sia stata preceduta da un valido interrogatorio o dall'invito a presentarsi (violazioni che integrano nullità ai sensi degli artt.178 e 180 c.p.p.).

  • Sez. 1, n. 37289 del 21/06/2018

    Sez. 1, n. 37289 del 21/06/2018 (Rv. 273860)

    La mancata trasmissione al giudice per le indagini preliminari di parte della documentazione investigativa, unitamente al decreto di giudizio immediato, non determina automaticamente la nullità del decreto ma l'inutilizzabilità degli atti non trasmessi ai fini del rinvio.

  • Sez. 3, n. 49643 del 22/09/2015

    Sez. 3, n. 49643 del 22/09/2015 (Rv. 265552)

    Conferma il principio secondo cui la mancata acquisizione di atti nel decreto di giudizio immediato non comporta di per sé nullità del decreto.

  • Sez. 1, n. 19511 del 15/01/2010

    Sez. 1, n. 19511 del 15/01/2010 (Rv. 247192)

    Ulteriore richiamo giurisprudenziale sul regime di inutilizzabilità/inesistenza di nullità del decreto di giudizio immediato per mancata trasmissione di atti.

  • art. 255 cod. proc. pen.

    La documentazione bancaria è materiale esistente presso terzi e, in quanto tale, autonoma rispetto al corpo di reato; può essere acquisita mediante atti di accesso/sequestro bancario e va considerata nella valutazione della difesa, ma la sua mancata trasmissione al G.I.P. non determina automaticamente la nullità del decreto di giudizio immediato.

  • art. 178 comma primo lett. c) e art. 180 cod. proc. pen.

    art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p.; art. 180 c.p.p.

    Violazioni formali relative all'intervento dell'imputato (es. mancato interrogatorio o mancato invito a presentarsi) possono integrare nullità processuali rilevanti e sindacabili.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale; il mancato esame della richiesta deve essere motivato, ma il vizio è rilevante solo se la mancata acquisizione produce un concreto pregiudizio o se la motivazione del diniego è carente.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Regola i criteri di valutazione della prova: la Corte d'appello deve motivare la valutazione delle risultanze processuali e la Corte di Cassazione sindaca solo i vizi di diritto e le illogicità manifeste della motivazione.

  • art. 648-ter c.p.

    art. 648-ter c.p. (riciclaggio)

    Norma penale sul reato di riciclaggio; utilizzata come norma sostanziale rispetto alla contestazione di Goncalves per il trasferimento e l'occultamento di capitale di provenienza illecita.

  • Sez. U., n. 6402 del 30/04/1997 (Dessimone)

    Sez. U., n. 6402 del 30/04/1997

    Principio consolidato: la Corte di Cassazione non effettua una rilettura di merito dei fatti; non è consentita una rivalutazione delle risultanze processuali sottratta alla sua competenza.

Massime di principio

  • La mancata trasmissione di atti investigativi al G.I.P. al momento del decreto di giudizio immediato non determina automaticamente la nullità del decreto stesso: comporta al massimo l'inutilizzabilità degli atti non trasmessi ai fini del rinvio.
  • Il giudice del dibattimento non può sindacare la decisione del G.I.P. di disporre il giudizio immediato, salvo comprovate violazioni procedimentali gravi relative all'intervento dell'imputato (es. mancato interrogatorio o mancato invito), che integrano cause di nullità espressamente previste.
  • Le doglianze che si limitano a proporre una diversa valutazione del materiale probatorio sono, in sede di Cassazione, inammissibili se non evidenziano vizi di diritto, contraddizioni logiche o carenze motivazionali manifeste nella decisione impugnata.
  • Per contestare con successo l'omissione di acquisizione di prove (es. esito di rogatorie o documentazione estera) è necessario dimostrare il concreto pregiudizio difensivo e che la prova avrebbe potuto influire sulla scelta del rito o sull'esito del giudizio, oltre a farne valere la rilevanza in termini di diritto.
  • Nelle contestazioni di reati economico-finanziari (riciclaggio, impiego di proventi illeciti, intestazione fittizia) è determinante mettere in contrapposizione elementi documentali e captativi: la difesa deve specificamente contestare la connessione fattuale, la provenienza del denaro e l'elemento soggettivo del reato, non limitandosi a rilievi generici.
  • In fase di impugnazione in Cassazione è necessario formulare motivi che colgano vizi di diritto, carenze o contraddizioni della motivazione, ovvero violazioni di norme processuali; riproporre in modo generico le stesse deduzioni di merito già respinte in appello rende il motivo inammissibile.
  • Per i difensori: raccogliere e depositare tempestivamente la documentazione bancaria e le segnalazioni UIF e formalizzare richieste di acquisizione/rogatorie in modo documentato durante le indagini e nel dibattimento, specificando l'utilità difensiva concreta per evitare censure di inammissibilità in sede di legittimità.

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