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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9424/2022 del 18/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del riesame che aveva confermato gli arresti domiciliari nei suoi confronti limitatamente ad alcuni capi e aveva annullato il capo 9). Ha proposto tre motivi: (1) incompetenza territoriale del Tribunale di Napoli per connessione e nullità per carenza di motivazione; (2) mancanza e illogicità della motivazione sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, in particolare per l'assenza di riscontri esterni alle dichiarazioni del collaboratore Di Pierno e del coimputato Cinque e rischio di contagio dichiarativo; (3) carenza di motivazione circa il pericolo di reiterazione del reato, contestando la necessità e l'attualità delle esigenze cautelari considerata la cessazione delle condotte e la mansione attuale dell'indagato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in ogni sua censura. Sul primo motivo (incompetenza territoriale) ha ritenuto che la deduzione fosse generica e non fornita degli elementi fattuali necessari per consentire alla Corte una verifica in sede di legittimità; sul secondo motivo ha ritenuto che la valutazione dei gravi indizi sia rimessa al giudice del merito e che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente motivato distinguendo i capi per i quali i gravi indizi sussistevano da quelli per cui non sussistevano (annullamento relativo al capo 9 operato dal riesame); sul terzo motivo ha ritenuto congrua la valutazione del pericolo di reiterazione desunta dalle modalità abituali e spregiudicate delle condotte e dalla personalità dell'indagato, anche se i fatti risalgono nel tempo. Conseguentemente il provvedimento del Tribunale della Libertà di Napoli resta confermato nei suoi effetti (misura custodiale mantenuta per i capi per cui era stata confermata e annullata per il capo 9). La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese di procedimento e a versare in favore della cassa delle ammende la somma di Euro 3.000,00 per inammissibilità per profili di colpa.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al furto con aggravanti; citata tra le imputazioni contestate all'indagato come quadro di reato oggetto della misura

  • art. 73 DPR 309/1990

    Norma sostanziale in materia di stupefacenti, richiamata tra le imputazioni (capo 9) per le contestazioni relative a cessione di stupefacenti

  • art. 291 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla verifica delle esigenze di urgenza per l'adozione della misura cautelare e alla possibilità di eccepire l'incompetenza in materia cautelare

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Disciplina la connessione; il ricorso contestava l'applicazione di questo criterio per radicare la competenza a Napoli, ma la Corte ha ritenuto la deduzione generica e senza elementi fattuali utili

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in ordine alla motivazione del trasferimento di competenza per connessione; la Corte ha evidenziato l'onere di allegazione di fatti specifici per contestare tale competenza

  • art. 21 cod. proc. pen.

    Norma sulla rilevabilità dell'incompetenza; la Corte ha distinto i regimi di rilevabilità tra competenza per materia e competenza per connessione e richiamato i termini e gli oneri probatori per eccepire l'incompetenza territoriale

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Definizione del requisito dei gravi indizi di colpevolezza per l'adozione delle misure cautelari; la Corte ha richiamato la nozione giurisprudenziale che non richiede prova piena ma consistenza logico-rappresentativa delle prove

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Disciplina il pericolo di reiterazione; la Corte ha ritenuto legittima la deduzione del pericolo dalla natura abituale e dalle modalità delle condotte, anche se risalenti

  • art. 606 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b), c), e)

    Norme che regolano i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per genericità e per questioni di fatto rimesse al giudice del merito

  • art. 291 cod. proc. pen.

    Richiamato anche in relazione al carattere dell'urgenza per le misure cautelari e alla valutazione dei presupposti della cautela

Massime di principio

  • L'incompetenza territoriale per connessione può essere eccepita anche in sede di legittimità soltanto se il ricorrente fornisce elementi fattuali specifici e documentati: deduzioni generiche sono inammissibili.
  • Le censure sulla consistenza dei gravi indizi sono frequentemente considerate valutazioni di merito e quindi difficilmente sindacabili in Cassazione se richiedono ricostruzioni fattuali o rivalutazioni delle prove; occorre dimostrare vizi logico-giuridici manifesti nella motivazione del giudice del merito.
  • Il pericolo di reiterazione può essere ritenuto attuale anche quando i fatti sono temporaneamente lontani, se dalle modalità delle condotte e dalla personalità dell'indagato emergono elementi sintomatici di persistente pericolosità.
  • Per ottenere l'annullamento in sede di legittimità di una misura cautelare per carenza di motivazione è necessario mostrare in modo puntuale e documentato l'illogicità o la contraddittorietà della motivazione del giudice del riesame; mere affermazioni alternative non sono sufficienti.
  • La contestazione di dichiarazioni di collaboratori o di coimputati per 'contagio dichiarativo' richiede l'indicazione di riscontri obiettivi che ne dimostrino l'inattendibilità; l'assenza di tali riscontri rende la censura meno efficace in Cassazione.
  • La mancata eccezione in sede di merito dell'incompetenza territoriale non sempre preclude la sua deduzione in Cassazione, ma aumenta l'onere di specificità e di prova a carico del ricorrente.

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