Sentenza del 13/01/2023 n. 959 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeNel corso del giudizio le società contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. n.119/2018, art. 6; le parti hanno concordemente chiesto la dichiarazione di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere e ha compensato le spese di lite. Deposito in cancelleria 13 gennaio 2023.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
La Commissione tributaria regionale del Lazio aveva accolto l'appello delle società contribuente e rigettato l'appello incidentale dell'Agenzia rimettendo parzialmente la decisione della Commissione provinciale. La CTR aveva ritenuto che gli avvisi di accertamento relativi a II.DD. e IVA per il 2005 non contestassero un abuso del diritto, trattandosi di lecite operazioni di riorganizzazione infrasocietaria giustificate sul piano economico. L'Agenzia proponeva ricorso per cassazione con tre motivi.
Norme richiamate
D.L. n. 119/2018, art. 6
La norma prevede la definizione agevolata che, se utilizzata dalle parti, determina l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere; nel caso in esame le società hanno definito le posizioni tributarie ai sensi di questa disposizione, comportando l'archiviazione del contenzioso.
Avvisi di accertamento per II.DD. e IVA (anno 2005)
Oggetto del contendere: accertamenti relativi all'imposta sul reddito e all'IVA per l'anno d'imposta 2005; la controversia sul merito (sussistenza o meno di abuso del diritto nelle riorganizzazioni) è però rimasta insussaminata in Cassazione per estinzione del giudizio.
Principio dell'abuso del diritto (giurisprudenziale)
La CTR ha interpretato che non sussisteva abuso del diritto perché le operazioni infrasocietarie erano reali e giustificate economicamente; quindi non potevano essere disconosciute ai fini impositivi nel caso concreto.
Massime di principio
- L'adesione alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, art. 6 può estinguere il giudizio per cessazione della materia del contendere, impedendo alla Corte di pronunciarsi sul merito; le spese possono essere compensate se concordato dalle parti.
- Quando le operazioni di riorganizzazione infrasocietaria sono documentate e presentano una giustificazione economica reale, i giudici possono escludere l'abuso del diritto e ritenere lecite le operazioni ai fini tributari.
- L'Agenzia delle Entrate può impugnare le decisioni favorevoli al contribuente, ma la definizione agevolata praticata dal contribuente può rendere inutile il proseguimento del giudizio di impugnazione.
- In situazioni analoghe è importante predisporre documentazione economica e motivazionale delle operazioni societarie (business plan, valutazioni economiche, finalità operative) per contrastare contestazioni basate sull'abuso del diritto.
- L'estinzione del giudizio per definizione agevolata non costituisce precedente di merito; future contestazioni su fatti simili saranno valutate caso per caso.
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