Cassazione Penale, Sentenza n. 10963/2022 del 25/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 23/06/2021 relativa al sequestro e alla confisca di due fabbricati ubicati a Mammola. Il ricorrente ha sostenuto che gli immobili erano stati acquistati con provvista lecita proveniente dalla madre (titolare di pensione e beneficiaria di finanziamenti), che la madre era parte della compravendita e che una somma di euro 10.000 fu versata due anni prima dell'atto come acconto per entrambi i manufatti mediante due assegni circolari da euro 5.000 ciascuno girati dalla madre ai venditori. Ha dedotto violazione di legge e difetto di motivazione avendo la Corte d'appello, a suo dire, trascurato le giustificazioni e le prove documentali relative alla provenienza dei fondi per entrambi gli acquisti.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. In primo grado la Corte d'appello aveva parzialmente accolto l'opposizione revocando il sequestro e la confisca della quota del 50% della nuda proprietà di uno dei fabbricati (foglio 11, mappale 215, contrada Limina) e rigettando il resto. La Corte di legittimità ha confermato che, pur essendo provata per un immobile la provenienza dei 10.000 euro tramite due assegni circolari girati dalla madre, non sussistevano elementi di fatto sufficienti per collegare la provvista della madre anche all'altro immobile. La motivazione dell'ordinanza impugnata è stata ritenuta esente da vizi di legittimità e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Decisione del 3 marzo 2022.
Massime di principio
- Il ricorrente che invoca la lecita provenienza dei fondi deve fornire prove specifiche e dirette che colleghino la singola somma versata a ciascun acquisto: prove generiche o temporali (es. finanziamenti ottenuti in un periodo vicino) possono non essere sufficienti.
- La produzione di strumenti di pagamento nominativi (es. assegni circolari emessi all'ordine di terzi e girati al venditore) costituisce un elemento probatorio rilevante e rafforza l'allegazione dell'origine lecita della provvista quando riguarda l'operazione contestata.
- La prova soddisfacente per un bene non implica automaticamente l'esonero per altri beni acquistati in ambito collegato: ogni bene richiede un concreto collegamento probatorio con la provvista invocata.
- Il sindacato della Corte di legittimità si limita a verificare la legittimità e la logicità della motivazione; se la valutazione di merito della prova è coerente e congrua, il rimedio in Cassazione è limitato e il ricorso viene rigettato.
- In situazioni analoghe è consigliabile documentare con massima precisione la provenienza dei fondi (contratti di finanziamento, flussi bancari tracciabili, girate di assegni, ricevute di pagamento) e indicare chiaramente a quale dei beni si riferiscono i singoli movimenti per evitare congetture sfavorevoli.
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