Cassazione Civile, Sentenza n. 21836/2023 del 20/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Rimborso richiesto ai sensi dell'art. 9, comma 17, legge n. 289/2002 per imposte Irpef, Ilor e Iva relative agli anni 1990-1992 (eccedenza oltre il 10%) con riferimento all'agevolazione per le aree colpite dal sisma del dicembre 1990; questioni principali: sussistenza di attività d'impresa del beneficiario (che escluderebbe l'agevolazione), onere della prova dell'origine delle imposte e dell'ammontare degli aiuti, e compatibilità dell'agevolazione con il diritto dell'Unione (decisione Commissione UE C/2015/5549 e disciplina "de minimis").
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo di ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate (relativo alla necessità di verificare se il contribuente svolgeva attività d'impresa e, in tal caso, se il beneficio fosse compatibile con il diritto UE o rientrasse nel regime de minimis). Ha dichiarato inammissibile il primo motivo (per novità e difetto di documentazione) e assorbito il terzo. Ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale della Sicilia e ha rinviato la causa alla Corte tributaria regionale di secondo grado della Sicilia in diversa composizione perché valuti concretamente l'esistenza dell'attività d'impresa, l'eventuale esclusione dell'agevolazione, e la compatibilità con la disciplina UE (in particolare l'applicabilità del regolamento de minimis o l'individuazione dell'aiuto come compensazione per calamità), consentendo la produzione di documenti e prove necessarie.
Norme richiamate
decreto legislativo n. 546/1992
Richiamato per i profili processuali relativi all'ammissibilità e alle eccezioni rilevabili d'ufficio nel giudizio tributario (artt. 18, 19, 21).
codice di procedura civile, art. 360, comma primo
Fondamento delle censure in cassazione (vizi di diritto: n. 3 e n. 4).
legge n. 289/2002, art. 9, comma 17
Prevede il rimborso per le imposte versate oltre il 10% per i soggetti colpiti dal sisma; oggetto della richiesta di rimborso contestata.
legge n. 190/2014, art. 1, comma 665
Stabilisce che l'agevolazione è esclusa per chi svolge attività d'impresa, sospendendo l'applicazione del beneficio in attesa di verifiche sulla compatibilità con l'ordinamento UE.
decreto legge n. 91/2017, art. 16 octies
Rilevato ma poi assorbito nel giudizio (discuteva riduzioni percentuali o esclusioni di rimborsi per mancanza di risorse).
codice civile, art. 2697
Riferimento all'onere della prova: il soggetto che invoca il beneficio deve dimostrare i presupposti che lo legittimano.
Direttiva 2006/112/CE, art. 9, par. 1
Definisce la nozione di soggetto passivo e di attività economica ai fini IVA; utilizzata per interpretare 'impresa' in ambito UE.
Sesta direttiva 77/388/CEE
Rilevante per il principio di neutralità IVA e per la definizione di soggetto passivo/attività economica.
Regolamento CE n. 1407/2013
Regime "de minimis" di esenzione per piccoli aiuti; la compatibilità dell'agevolazione nazionale può essere valutata alla stregua di questi limiti.
Regolamento CE n. 717/2014
Ulteriore normativa sul regime de minimis applicabile in specifici settori; rilevante per la verifica della compatibilità degli aiuti.
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, artt. 107 e 108
Principi sugli aiuti di Stato e sulla procedura di notifica e valutazione da parte della Commissione Europea; la decisione della Commissione ha ritenuto incompatibile il regime nazionale salvo alcune eccezioni.
Decisione della Commissione Europea C/2015/5549
Le misure di aiuto di Stato in oggetto (...) sono incompatibili con il mercato interno
La Commissione ha ritenuto il regime nazionale di rimborsi illegale come aiuto di Stato incompatibile, salvo che si tratti di aiuto individuale conforme al regolamento de minimis o altro regime approvato; vincola il giudice nazionale nell'applicazione dello ius superveniens.
Corte di Giustizia UE, causa C-132/06 (sentenza 17 luglio 2008)
Ha rilevato l'incompatibilità di alcune disposizioni condonistiche della legge n. 289/2002 con il sistema comune IVA (violazione del principio di neutralità).
Ordinanza/Causa C-82/14 (Corte di Giustizia, 15 luglio 2015)
Riferimento giurisprudenziale europeo richiamato nella motivazione concernente l'applicazione della disciplina sugli aiuti di Stato.
Massime di principio
- Onere della prova: chi chiede un rimborso fiscale deve provare sia l'ammontare richiesto sia l'effettivo versamento delle imposte oggetto del rimborso; il giudice non può supplire a carenze istruttorie della parte.
- Se il beneficiario svolge un'attività economica/di impresa soggetta a IVA o altre imposizioni, l'agevolazione nazionale può essere sospesa o esclusa fino alla verifica della compatibilità con le regole UE sugli aiuti di Stato.
- Quando una misura nazionale è stata dichiarata dalla Commissione UE incompatibile come aiuto di Stato, il giudice nazionale deve applicare lo ius superveniens: verificare se il singolo aiuto è ricompreso nel regime de minimis o se soddisfa altre condizioni di compatibilità; se necessario riaprire l'istruttoria per acquisire la prova dell'ammontare complessivo degli aiuti nel triennio rilevante.
- Il regime "de minimis" impone di considerare l'ammontare totale degli aiuti ricevuti nello specifico periodo di tre anni; non è sufficiente che l'importo oggetto del singolo procedimento sia sotto la soglia: il contribuente deve dimostrare che la soglia non è superata complessivamente.
- Se una questione di inammissibilità per carenza documentale non è stata sollevata nei gradi di merito, il ricorso per cassazione che la fonda su documenti non allegati può essere dichiarato inammissibile per novità o difetto di autosufficienza.
- In caso di decisione di cassazione fondata su diritto UE intervenuto successivamente, il giudice di rinvio può ammettere nuove prove e documenti pertinenti alla verifica della compatibilità con il diritto dell'Unione.
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