Sentenza n. 247/2026 - Cagliari, Sezione 2
per l'annullamento della nota del 26 febbraio 2021, recante “richiesta di proroga concessione demaniale ai sensi della legge 145/2018 della concessione demaniale marittima n. 18 del 18 aprile 2005 in loc. Cala del Faro. Diniego”, con la quale si comunica il diniego alla richiesta di estensione della concessione demaniale marittima al 31.12.2033 e si respingono le osservazioni presentate nel procedimento dal Consorzio ricorrente, nonché della Determinazione Dirigenziale n. 281 del 30 dicembre 2020, pubblicata sull'Albo Pretorio a partire dal 31 dicembre 2020, avente ad oggetto “CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME DI COMPETENZA DEL COMUNE DI ARZACHENA. CONCLUSIONE PROCEDIMENTO EX ART. 2 DELLA L. 241 DEL 1990. NON ACCOGLIMENTO ISTANZE DI PROROGA FORMULATE AI SENSI DELLA L. 145 DEL 2018. ESTENSIONE. VALIDITÀ DEI TITOLI AL 31.12.2021”, con la quale il Comune dispone di non accogliere le richieste di estensione delle concessioni demaniali marittime di propria competenza; dà atto che l'assegnazione dei titoli concessori potrà avvenire in seguito all'espletamento di apposite procedure concorsuali e stabilisce che il termine di validità delle 91 concessioni elencate nominativamente è esteso al 31 dicembre 2021, nonché di ogni altro atto antecedente, conseguente o comunque connesso, ivi espressamente compreso, ove occorra, il preavviso di diniego di cui alla nota prot. n. 4428 del 28 gennaio 2021.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego comunale della proroga della concessione demaniale marittima fino al 31 dicembre 2033 e determinazione comunale di non accoglimento delle istanze di proroga
Esito
Favorevole al resistente (ente concedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorso era diretto all'annullamento della nota comunale del 26 febbraio 2021, recante il diniego della richiesta di estensione della concessione demaniale marittima n. 18 fino al 31 dicembre 2033 e il rigetto delle osservazioni presentate nel procedimento, nonché della determinazione dirigenziale comunale n. 281 del 30 dicembre 2020, con la quale il Comune di Arzachena aveva disposto il non accoglimento delle richieste di proroga formulate ai sensi della legge n. 145 del 2018, previsto il ricorso a future procedure concorsuali e stabilito l'estensione della validità delle concessioni indicate fino al 31 dicembre 2021. Nel corso del giudizio il Comune ha dedotto la sopravvenienza della legge regionale Sardegna n. 7 del 22 aprile 2021, il cui art. 24, comma 2, lettere a) e b), ha trasferito dalla competenza comunale a quella regionale il potere di rilasciare le concessioni sui beni del demanio marittimo non attribuite allo Stato, comprese le concessioni di aree e specchi acquei connessi a strutture portuali di interesse regionale. La parte ricorrente non ha controdedotto su tale questione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il trasferimento legislativo della competenza concessoria dal Comune alla Regione Sardegna ha reso non più conseguibile dal Comune la proroga richiesta ai sensi dell'art. 1, comma 682, della legge n. 145 del 2018. La sopravvenienza normativa ha inoltre privato il diniego comunale di ogni attuale potenzialità lesiva: anche l'eventuale annullamento dell'atto non avrebbe procurato al ricorrente un beneficio concreto, poiché la decisione sulla proroga spettava ormai all'autorità regionale. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell'esito processuale e della peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 1, comma 682, l. 145/2018
La disposizione costituiva il fondamento della pretesa di proroga della concessione demaniale marittima fino al 31 dicembre 2033; il giudice non ne ha esaminato nel merito l'applicazione, poiché la sopravvenienza normativa ha eliminato l'interesse concreto alla decisione.
art. 24, comma 2, lettere a) e b), l.r. Sardegna n. 7/2021
La norma ha trasferito dal Comune alla Regione la competenza al rilascio delle concessioni sui beni del demanio marittimo non attribuite allo Stato, determinando il venir meno dell'utilità concreta dell'annullamento del diniego comunale.
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
È richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per improcedibilità.
art. 85, comma 9, c.p.a.
È richiamato nel contesto della decisione adottata in forma semplificata, senza ulteriore interpretazione esplicitata.
Massime di principio
- Il trasferimento legislativo della competenza amministrativa relativa a una concessione da un ente pubblico a un altro può determinare la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso contro il provvedimento adottato dall'ente originariamente competente, quando quest'ultimo non possa più decidere sulla pretesa sostanziale dedotta in giudizio.
- L'annullamento di un diniego divenuto privo di potenzialità lesiva per effetto di una sopravvenienza normativa non conserva utilità concreta se non è più idoneo a consentire al ricorrente il conseguimento del bene della vita richiesto.
- La sopravvenuta carenza di interesse sussiste quando, anche in caso di accoglimento dell'impugnazione, il ricorrente non potrebbe ottenere un beneficio concreto e attuale attraverso la riedizione del potere da parte dell'amministrazione che ha adottato l'atto impugnato.
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