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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24090/2025 del 30/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza della Corte di Cassazione del 13/12/2023 che aveva annullato la sentenza impugnata con rinvio limitatamente al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche per Esposito e Spina. Denunciano specifici errori percettivi e interpretativi del giudice di legittimità: 1) errata asserzione che l'agguato fosse riconducibile all'ostilità dei Genidoni verso i Vastarella, mentre la corte territoriale avrebbe indicato altri responsabili e solo un dubbio della Spina rispetto ai Vastarella; 2) valutazione errata della compatibilità dei luoghi indicati nelle intercettazioni con il luogo dell'azione criminosa (in particolare il garage); 3) errata attribuzione di natura confessorio ad alcune intercettazioni senza considerare che i riferimenti provenivano da terzi non identificati; 4) mancato coordinamento delle conversazioni ritenute confessorie con altre conversazioni che ne mostrano la natura de relato; 5) diversità di lettura tra giudici di merito sulle conversazioni n. 3594 e 3595 contestata come doppia conforme inesistente; 6) errori trascrittivi e di interpretazione di frasi attribuite a Esposito Emanuele e a Spina (es.: "abbiamo fatto" e "sfortunatamente non abbiamo preso il perno principale" vs la terza persona plurale riportata). Inoltre contestano che la Cassazione abbia frainteso il motivo relativo alla capacità delle imputate di rafforzare o agevolare il proposito criminoso (adesione vs contributo) e che, in alcuni passaggi, la Corte avrebbe utilizzato massime di esperienza non pertinenti al caso concreto.

La decisione

I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Il Collegio ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto è limitato a palesi errori percettivi o trascrittivi e non può essere utilizzato per rimettere in discussione valutazioni di merito o interpretazioni degli atti di giudizio (errori di giudizio o di valutazione). Le censure delle ricorrenti sono state ritenute, in larga parte, generiche o riconducibili a questioni di valutazione della prova che esulano dall'ambito dell'art. 625-bis c.p.p.; non è stato dimostrato che le omissioni o gli errori denunciati fossero decisivi nel senso di aver potuto determinare una decisione incontrovertibilmente diversa. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati radicalmente inammissibili come riproposizione non consentita di questioni di merito. Per effetto della inammissibilità il Collegio ha condannato le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, in particolare, la sola Esposito Vincenza al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende (motivato dall'evidente inammissibilità dei motivi). Non è stata irrogata la stessa sanzione a carico di Spina Addolorata perché già precedentemente condannata alla medesima sanzione per altro ricorso straordinario.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Identifica l'errore materiale e l'errore di fatto come possibili ragioni di ricorso straordinario contro provvedimenti della Corte di Cassazione; l'errore materiale riguarda difformità tra volontà e forma grafica, l'errore di fatto riguarda svista o equivoco nella percezione degli atti interni al giudizio di legittimità. Non rientrano nel rimedio gli errori di valutazione o di diritto derivanti da interpretazioni dei fatti o delle norme.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiamato in relazione all'onere di dimostrare che un motivo omesso fosse decisivo; serve a regolare le conseguenze delle omissioni motivazionali e l'obbligo a dimostrare che l'omesso esame abbia inciso in modo determinante sulla decisione.

  • art. 6164 c.p.p.

    Norma richiamata come base per la condanna alle spese e per la somma a favore della cassa delle ammende (nel testo compare la dizione 'art. 6164, c.p.p.' quale richiamo alla conseguente condanna per inammissibilità).

  • art. 416-bis c.p.

    Norma riferita alle aggravanti contestate a carico degli imputati nel giudizio di merito (circostanza richiamata nella parte fattuale della sentenza impugnata).

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto è ammissibile solo per evidenti errori percettivi, di trascrizione o di mera fattualità: non consente una nuova valutazione della prova o della logica motivazionale del giudice.
  • Chi propone il ricorso deve indicare con precisione l'errore materiale o la svista percettiva e dimostrare che tale errore è decisivo, ossia che la sua correzione avrebbe prodotto una decisione incontrovertibilmente diversa.
  • Censure generiche, ricostruzioni alternative dei fatti o contestazioni della valutazione delle prove sono inammissibili in sede di ricorso straordinario e devono essere proposte mediante i rimedi ordinari previsti (se compatibili), non mediante l'art. 625-bis c.p.p.
  • L'omessa risposta ad un motivo di cassazione può integrare motivo valido solo se il ricorrente prova che l'omissione è decisiva; il semplice richiamo all'omissione non è sufficiente.
  • La proposizione sistematica di ricorsi manifestamente infondati o inammissibili può comportare la condanna alle spese e, in casi specifici, sanzioni a favore della cassa delle ammende; conviene valutare attentamente l'ammissibilità prima di proporre il ricorso.

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