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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9655/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Torino contestando la qualifica di "amministratrice di fatto" riconosciuta nei suoi confronti (violazione dell'art. 2639 c.c., mancanza/illogicità/manifesta contraddittorietà della motivazione). Sosteneva che eseguiva ordini di Fasanotti e dunque non assumeva poteri gestori autonomi; ha inoltre chiesto la rideterminazione della pena al minimo per il presunto buon comportamento processuale. In subordine, sollevava questioni relative alla prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità. Ha ritenuto che i primi due motivi fossero mera reiterazione delle doglianze già proposte in appello e privi del necessario confronto critico con la motivazione di merito. Ha confermato che le sentenze di merito hanno correttamente applicato i canoni interpretativi della nozione di amministratore di fatto, valorizzando indici quali: partecipazione continuativa alla contabilità e gestione della società, rapporti con terzi e banche, deleghe allo sportello e conoscenza delle credenziali di internet banking, redazione della relazione per la richiesta di finanziamento e percezione di bonifici dall'impresa. Il terzo motivo (rideterminazione della pena) è stato ritenuto estraneo al giudizio di legittimità e quindi inammissibile. Quanto alla prescrizione, la Corte ha ricordato che l'inammissibilità del ricorso esclude la possibilità di farne valere o di rilevarla d'ufficio in Cassazione; inoltre ha osservato che, in ogni caso, non risultava ancora estinto il reato principale per l'ordinamento dei termini di prescrizione considerata la pena edittale. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende e alla rifusione delle spese del grado in favore della parte civile (euro 3.500,00 oltre accessori).

Norme richiamate

  • art. 2639 cod. civ.

    La Corte richiama la nozione di "amministratore di fatto" quale esercizio continuativo e significativo dei poteri tipici della funzione, desumibile da indici sintomatici di gestione o cogestione (partecipazione diretta alla gestione, identificazione nelle funzioni amministrative da parte di dipendenti/terzi, interventi strategici e funzioni gerarchiche). Tale nozione è stata applicata per valutare la posizione della Del Corso

  • art. 640-bis cod. pen.

    Riferimento al reato di truffa a danno di fondi pubblici/agevolati (articolazione e pena edittale rilevante ai fini del calcolo della prescrizione); la Corte tiene conto della pena edittale per valutare i termini di prescrizione non ancora maturati

  • art. 316-bis cod. pen.

    Norma richiamata per i reati contestati in capo all'imputata (tra i capi istruttori); la Corte di appello aveva dichiarato estinto per prescrizione il capo D relativo a tale articolo, ma la Cassazione osserva che l'eventuale valutazione della prescrizione non può essere sollevata in Cassazione ove il ricorso sia inammissibile

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato nella parte in cui la Corte afferma che l'inammissibilità del ricorso in Cassazione preclude la possibilità di rilevare d'ufficio l'estinzione del reato per prescrizione ai sensi di questa norma

  • Legge Regione Piemonte 14 gennaio 2009 (fondo per lo sviluppo e qualificazione delle piccole imprese)

    Quadro normativo del finanziamento erogato da Finpiemonte: disciplina il fondo e le modalità di erogazione (parte a tasso zero da Finpiemonte e parte da istituto convenzionato), il termine per realizzare il progetto e la rendicontazione; è il contesto fattuale rispetto al quale è stata contestata la rendicontazione fraudolenta

Massime di principio

  • Per contestare la qualifica di "amministratore di fatto" è necessario confutare in modo specifico e critico gli indici sintomatici adottati dal giudice di merito (gestione contabile continuativa, rapporti con banche, deleghe, percezione di somme, partecipazione alla redazione di documenti strategici); la mera ripetizione delle stesse censure è insufficiente in Cassazione
  • La Cassazione non è il luogo per chiedere una semplice rideterminazione della pena per "buon comportamento processuale": questioni meramente attenuate della determinazione della sanzione devono essere trattate nei gradi di merito o debbono essere sorrette da specifici profili di illegittimità decisionali
  • Se il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile per genericità/manifesta infondatezza, il giudice di legittimità non può rilevare d'ufficio la prescrizione né può essere usato il ricorso per aggirare limiti procedurali; pertanto chi intende far valere la prescrizione deve curare la questione in forma ammissibile nei gradi opportuni
  • Indici fattuali quali deleghe bancarie, conoscenza di credenziali, percezione di bonifici, redazione di relazioni per la richiesta di finanziamento e ruolo continuativo nella contabilità costituiscono elementi probatori forti per qualificare una persona come amministratore di fatto
  • In sede di impugnazione è necessario fornire un confronto argomentativo puntuale con la motivazione di merito: argomentazioni generiche o ricorsive senza nuovi elementi probatori o specifiche deduzioni giuridiche hanno scarse probabilità di successo in Cassazione

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