Sentenza n. 1800/2026 - Firenze, Sezione 4
per l'ottemperanza della sentenza n. 72/23, pubblicata in data 22-2-23, emessa dal Tribunale di Livorno - sezione lavoro, nella persona del Giudice dott.ssa Manfrè, notificata il 28-2-23 e passata in giudicato il 28-3-23 come da attestazione del 29.8.24;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione integrale della sentenza del Tribunale di Livorno, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per euro 500 annui per gli anni scolastici indicati nella sentenza
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La docente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 72/2023 del Tribunale di Livorno, Sezione lavoro, pubblicata il 22 febbraio 2023, notificata il 28 febbraio 2023 e passata in giudicato il 28 marzo 2023. La pronuncia aveva accertato il diritto alla carta docente, per euro 500 annui e per gli anni scolastici ivi specificati, e condannato il Ministero a renderla disponibile, oltre alle spese di giudizio. Poiché il Ministero aveva inizialmente eseguito la sentenza soltanto quanto alle spese, la ricorrente chiedeva le misure attuative del giudicato, inclusa la nomina di un commissario ad acta. Dopo la proposizione del ricorso, la pretesa è stata integralmente soddisfatta mediante accredito sulla carta elettronica; la ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo per le spese secondo la soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la pretesa di ottemperanza era stata integralmente soddisfatta. Ha posto le spese a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale, poiché l'esecuzione della sentenza civile, mediante accredito sulla carta elettronica intestata alla ricorrente, era avvenuta soltanto dopo la proposizione del ricorso. Ha liquidato le spese in euro 800,00, oltre IVA e CAP, in favore del procuratore antistatario, considerando il carattere seriale e la limitata complessità della controversia. Ha disposto la trasmissione di copia autentica della sentenza all'Amministrazione e al commissario ad acta.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
Alla luce di quanto precede, poiché la pretesa della parte ricorrente è stata pienamente soddisfatta, deve dichiararsi cessata la materia del contendere, ai sensi dell’art. 34, comma 5 c.p.a..
La piena soddisfazione della pretesa nel corso del giudizio comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
art. 114 c.p.a.
Visto l'art. 114 cod. proc. amm.;
La disposizione è richiamata quale norma processuale relativa al giudizio di ottemperanza; il testo non ne sviluppa una specifica interpretazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, se la pretesa sostanziale dedotta è integralmente soddisfatta durante il processo, va dichiarata cessata la materia del contendere.
- Quando l'Amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico in applicazione della soccombenza virtuale.
Come è indicizzato
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