Cassazione Penale, Ordinanza n. 10105/2026 del 17/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (corte)
La controversia
Il ricorso straordinario è stato proposto nell'interesse di un imputato avverso una precedente sentenza della Seconda Sezione della Corte di cassazione. Si deducevano, ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., asseriti errori di fatto consistiti nell'omesso esame: 1) del motivo di ricorso con cui si lamentava la violazione dell'art. 6 CEDU per difetto di imparzialità di un consigliere della Corte di appello; 2) del motivo di ricorso con cui si contestava la responsabilità dell'imputato, anche come organizzatore e amministratore di fatto, per non avere la Corte considerato una sentenza della Corte tributaria di Napoli che sarebbe stata depositata in appello con memoria. La doglianza mirava a sostenere che tali omissioni avessero inciso sulla decisione della Cassazione e integrassero un errore di percezione rilevante in sede straordinaria.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze non integrassero un errore di fatto deducibile ex art. 625-bis c.p.p., perché il primo motivo era stato in realtà già esaminato e implicitamente respinto con risposta adeguata sulla questione dell'imparzialità del consigliere, con assorbimento anche delle censure sovranazionali; il secondo motivo non risultava neppure specificamente dedotto come omesso esame nel ricorso originario e, comunque, era stato sostanzialmente affrontato dalla precedente sentenza nei passaggi dedicati alle basi probatorie della responsabilità dell'imputato. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, ritenendosi sussistente colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 625-bis c.p.p.
Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto non può essere utilizzato per censurare la mancata disamina di doglianze non decisive o implicitamente disattese; il ricorrente deve dimostrare che l'omesso esame dipende da un sicuro errore di percezione e che la doglianza era decisiva.
art. 6 CEDU
Richiamato come parametro convenzionale in relazione alla dedotta mancanza di imparzialità del giudice di appello; la Corte ha escluso che la censura fosse stata omessa, ritenendola implicitamente respinta.
art. 47 CDFUE
Citato nel ricorso originario come ulteriore parametro sovranazionale, ma la Corte osserva che l'asserito omesso esame non è oggetto di censura ex art. 625-bis c.p.p.
art. 173 disp. att. c.p.p.
Richiamato nel senso che, ove il motivo non esaminato non sia decisivo, l'omissione non integra errore di fatto rilevante nel ricorso straordinario.
art. 610, comma 5-bis, c.p.p.
Consente la trattazione de plano dell'inammissibilità del ricorso straordinario.
Corte cost. n. 186 del 2000
Richiamata per la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende quando il ricorrente non abbia proposto il ricorso senza colpa.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. non è deducibile la mancata trattazione di censure che la precedente decisione abbia già respinto implicitamente o assorbito, purché la motivazione consenta di ricostruire la ratio decidendi.
- L'errore di fatto rilevante presuppone un vero e proprio abbaglio percettivo del giudice di legittimità: il ricorrente deve dimostrare la decisività della doglianza omessa e il nesso causale necessario tra omissione e decisione diversa.
- La deduzione di questioni estranee al perimetro dell'errore materiale o di fatto rende il ricorso inammissibile; in tale ipotesi la Corte può procedere de plano e condannare il ricorrente alle spese e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
- L'omesso esame di un motivo non assume rilievo quando il tema risulti comunque affrontato in altro passaggio della motivazione o quando la censura sia incompatibile con l'impianto argomentativo complessivo della sentenza impugnata.
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