Cassazione Penale, Sentenza n. 38373/2022 del 12/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della sentenza di condanna per rapina e furto, deducendo: (1) vizio di motivazione per aver rifiutato una perizia sull'orologio della telecamera di sorveglianza del negozio "Vemit", la cui possibile anomalia sarebbe centrale per la ricostruzione temporale; (2) vizio di motivazione e irregolare valutazione delle prove liberatorie nonché mancata considerazione delle conseguenze dell'assoluzione della coimputata Calia Silvana; (3) violazione del diritto di difesa e del principio di oralità perché la Corte d'appello ha ritenuto intempestiva la richiesta di trattazione orale presentata oltre il termine previsto, impedendo la partecipazione in presenza e le dichiarazioni spontanee; (4) vizio nella valutazione del trattamento sanzionatorio e nel diniego delle circostanze attenuanti generiche, nonostante elementi della personalità e dell'art. 133 cod.pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i motivi generici o manifestamente infondati: la richiesta di perizia è stata respinta perché non sussistono elementi sufficienti che facciano dubitare dell'accuratezza dell'orologio e, comunque, la decisione di merito si fonda su un robusto compendio probatorio (riprese video che rilevano le targhe e i movimenti coordinati delle auto, intercettazione ambientale, comportamento dell'imputato). La richiesta di discussione orale è stata giudicata tardiva rispetto al termine perentorio di quindici giorni e pertanto improcedibile. Quanto alle attenuanti generiche, la Corte ha ritenuto che fossero già compensate dalle aggravanti e che la pena, determinata in misura prossima al minimo edittale, fosse congrua. Per l'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 4.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 133 cod. pen.
La norma sulle circostanze attenuanti è stata richiamata in relazione alla valutazione della personalità dell'imputato: la Corte ha ritenuto che le attenuanti generiche siano state riconosciute ma equivalenti alle aggravanti, giustificando il diniego di una riduzione maggiore della pena.
norma sul termine per la richiesta di trattazione orale
"La richiesta di discussione orale è formulata per iscritto dal pubblico ministero o dal difensore entro il termine perentorio di quindici giorni liberi prima dell'udienza"
La Corte ha interpretato il termine come perentorio: la richiesta inoltrata oltre il termine comporta la decadenza dal diritto di ottenere la trattazione orale, legittimando il rifiuto della domanda e l'impossibilità di partecipare in presenza.
principio di limitata sindacabilità della valutazione delle prove in Cassazione
La Corte di Cassazione ha ribadito che non può rideterminare i fatti sostituendosi ai giudici di merito; il suo controllo è limitato a verificare la logica e la coerenza del ragionamento motivazionale e l'eventuale violazione di norme di diritto, non a una nuova valutazione delle fonti di prova.
Massime di principio
- In Cassazione occorre esporre censure specifiche e confrontarsi direttamente con la motivazione di merito: argomenti generici o richieste di riesame dei fatti sono inammissibili.
- Le richieste istruttorie obbligatorie per il processo (es. perizie) devono essere sorrette da elementi concreti che giustifichino il dubbio: il giudice di merito può rifiutarle se non emergono indizi sufficienti della loro rilevanza dirimente.
- I termini processuali per esercitare diritti procedurali (come la richiesta di trattazione orale) sono spesso perentori: presentarli oltre il termine comporta la perdita del diritto, salvo diversa disposizione espressa.
- L'assoluzione di un coimputato non determina automaticamente l'innocenza dell'altro; bisogna valutare il ruolo individuale e il complesso probatorio a carico di ciascuno.
- Nella valutazione delle attenuanti/ggravanti il giudice deve motivare il bilanciamento; in sede di legittimità si verifica solo la congruità e la motivazione, non la riconsiderazione piena del giudizio di merito.
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