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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8413/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta, a nome di Marco Sterlicchio, di applicazione della disciplina della continuazione (art. 81 c.p.) tra due sentenze esecutive relative a reati di estorsione / usura; il ricorrente deduceva violazione degli artt. 671 c.p.p. e 81 c.p. e vizio di motivazione, sostenendo l'unicità del disegno criminoso sulla base dell'omogeneità dei reati (estorsioni), dell'identico modus operandi (agire quasi sempre unitamente al figlio Raoul) e dell'obiettivo comune di ottenere somme di denaro dalle vittime; inoltre sosteneva connessione spaziale essendosi parte dei fatti originati a Roma.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse adeguatamente motivato il rigetto dell'istanza di unificazione, rilevando l'assenza di elementi concreti sul preesistente disegno criminoso unitario: differente movente e contesto (recupero crediti per conto terzi nella prima sentenza vs prestiti usurari nella seconda), diversa collocazione territoriale di alcune condotte (Emilia Romagna e Toscana per la prima sentenza), e significativo intervallo temporale tra i fatti (circa 1,5-2 anni). La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui la mera omogeneità del tipo di reato o la contiguità cronologica non sono sufficienti a dimostrare la continuazione se i reati successivi derivano da determinazione estemporanea. Per effetto dell'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen. (continuazione)

    art. 81, secondo comma, codice penale

    La continuazione richiede l'identità di un disegno criminoso previamente rappresentato dall'agente e la deliberazione unitaria di una serie di condotte; non si identifica con la semplice propensione o abitudine delinquenziale. Occorre valutare indicatori concreti (omogeneità del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità, programmazione).

  • art. 671 cod. proc. pen.

    art. 671 c.p.p. (istanza di unificazione in sede esecutiva)

    Disciplina l'istanza di unificazione in sede esecutiva e impone una verifica approfondita, anche in sede esecutiva, della sussistenza degli indici che attestano la continuazione; l'onere di allegazione di elementi specifici e concreti grava sul condannato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze processuali in caso di ricorso inammissibile, inclusa la condanna alle spese e la possibile irrogazione di una somma alla Cassa delle ammende.

  • Giurisprudenza della Cassazione (principi richiamati)

    Richiamate pronunce (es. Sez. U n. 28659/2017, Sez.1 n.35806/2016, Sez.1 n.15955/2016) che chiariscono: i soli indici cronologici o l'identità del titolo di reato non bastano a provare la continuazione; è necessario dimostrare che i reati successivi fossero programmati almeno nelle loro linee essenziali e fornire elementi specifici e concreti a tal fine.

Massime di principio

  • La continuazione ex art. 81 c.p. richiede la prova di un disegno criminoso unitario: non basta l'omogeneità formale dei reati (stesso titolo di reato) per riconoscerla.
  • In sede esecutiva l'onere di allegazione grava sul condannato: occorrono elementi specifici e concreti (modus operandi persistente collegato a un progetto, contiguità spazio-temporale, motivazioni comuni, pianificazione).
  • Indicatori utili per valutare la continuazione: identità del bene giuridico leso, medesimo movente, stretta contiguità temporale, coincidenza territoriale o agire nella stessa area, sistematicità e programmazione delle condotte; l'assenza anche di uno o più indicatori può rendere non probabile l'unicità del disegno criminoso.
  • La mera cronologia (vicinanza temporale) o la semplice ripetizione di reati dello stesso tipo suggeriscono piuttosto un'abitualità delittuosa che non la continuazione, e pertanto non sono in sé determinanti.
  • Se vi sono differenze significative di movente, contesto o intervalli temporali rilevanti (es. anni di distanza o condotte in regioni diverse), la richiesta di unificazione per continuazione ha scarse probabilità di successo.

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